Seven Pirates H – Recensione

Seven Pirates H è un jrpg uscito originariamente in Giappone su  PlayStation Vita (e mai localizzato in occidente), sviluppato da Felistella e pubblicato da Compile Heart. È il quarto capitolo della serie Genkai Tokki, dopo Monster Monpiece, Moero Chronicle e Moero Crystal. A differenza dei giochi precedenti con tema fantasy, Seven Pirates H ha un tema piratesco e segue la protagonista chiamata Parute Kairi mentre cerca un tesoro nel Mare di Monsupi.

Prima di procedere avvertiamo che il gioco e la recensione sono consigliati a un pubblico di almeno sedici anni.Seven Pirates H – Recensione

Trama

Una ragazza pirata di nome Parute Kairi è nel mezzo di un viaggio quando arriva al “Mare di Monsupi“, un oceano fantasma dove si dice sia nascosto un tesoro. Nessun essere umano vive lì, anche se varie ragazze-mostro abitano questo misterioso mare.

L’obbiettivo finale è quello di recuperare 7 mistici tesori che dovrebbero garantire a Parute un desiderio.

Parute si considera la prescelta per questa ricerca dato che le è misteriosamente caduta in testa una bussola che punta ai mistici tesori del Mare di Monsupi. Da lì a poco fa conoscenza con Otton, una foca parlante pervertita, che assomiglia a un pene. Otton inizia Parute a una misteriosa tecnica di ponza mento traducibile in “allenamento delle poppe”.  I due partono alla ricerca di una nave e così inizia l’avventura.

Nonostante sia il quarto capitolo della serie, Genkai Tokki, ogni episodio è separato e hanno poco in comune se non gli smaccati riferimenti sessuali. Seven Pirates H – Recensione

Tema

Seven Pirates H è un gioco Ecchi  che è un termine gergale spesso usato nella lingua giapponese per le azioni giocosamente sessuali. Come aggettivo, è usato con il significato di “sexy“. È forse più morbido della parola giapponese ero (エロ da Eros) e non implica di per se la perversione che caratterizza molti prodotti hentai.

Per intenderci non è un Jrpg con del Fan Service ma è un gioco con costanti riferimenti e ammiccamenti sessuali  che ha un tema piratesco. Se avesse del Fan service sarebbe un gioco di pirati con protagoniste procaci. Mentre qui è il contrario e il tema piratesco ha uno sfondo. Seven Pirates H è un gioco comico e per tale va preso come una sorta di Leisure Suit Larry giapponese.

Monster girls 

Parute è l’unico essere umano che incontreremo nel gioco. Tutti gli altri personaggi, con la sola eccezione di OTTON, sono Monster girls.  Nel gioco le monster girls vengono presentate come  mostri  ma in realtà sono delle ragazzine che interpretano un discinto cosplay del loro ruolo. Ad esempio Squra è una procace ragazza che interpreta il ruolo della Succube grazie a due corna, Poron interpreta la ragazza scheletro  con costume goth e due ferma capelli a forma di Teschio.

I boss che si incontrano e gli alleati che reclutiamo sono tutte monster girl. Come intuibile, i personaggi sono bidimensionali e ogni membro del party ha la sua caratteristica unica.

  • Waffle è una  Monster girl coboldo che caccia tesori nel Mare di Monsupi. È maliziosa e le piace divertirsi, con il suo naso che torna utile quando si cerca un tesoro.
  • Jewel è una Monster girl Slime che possiede la propria nave e si considerava la padrona di Waffle.
  • Claret  è una Monster girl Kraken che ha attaccato una nave dopo essersi scontrata mentre andava alla deriva sul mare e rubava tutti i tesori recuperti da Jewel
  • Saqura  è  una Monster girl Demone che devasta le navi pirata per il gusto di essere cattiva. Utilizza attacchi affascinanti poiché è sicura del suo sex appeal. Non disdegna usare il suo corpo per manipolare Otton.
  • Poron è  una Monster girl Scheletro  che vive  su una nave fantasma. Sebbene sia ingenua è anche egoista. Segue il gruppo per essere sicura che paghino i danni fatti alla sua nave.
  • Rindo è una  Monster girl Drago Capitano di una banda di pirati. Ha fiducia nelle sue capacità e trova quasi tutto fastidioso, preferendo risolvere le controversie con la forza piuttosto che parlando.
Waffle è la mia preferita per via della sua camminata.
Gameplay

Appena recuperata la nave di Jewel, Parute  e la sua ciurma partono all’esplorazione del  mare  ma questo mare all’inizio non è liberamente esplorabile. Infatti dovremo  recuperare dei pezzi di mappa e liberare la mappa dalle mistiche nebbie del Mare di Monsupi. La nave può girare per la mappa scoperta e su questa mappa possono avvenire tre Eventi narrativi. Possiamo anche Esplorare le isole e compiere Missioni secondarie.

Evento narrativo.

L’evento narrativo viene segnato sulla mappa con un punto esclamativo, consiste in un dialogo tra la ciurma o l’incontro con un nuovo personaggio. Tutti i dialoghi sono doppiati in giapponese e sottotitolati in inglese. Solitamente si tratta di scene di vita della ciurma come i battibecchi tra le ragazze che avolte possono degenerare in combattimenti, specie se si incontra un nuovo personaggio.

Esplorazione delle isole

Le isole di maggiori dimensioni rappresentano un dungeon esplorabile in terza persona. I dungeon non sono dettagliatissimi  ma ognuno ha il suo tema. Esplorandole si incontrano dei mostri che hanno delle fattezze strane ma hanno tutti dei riferimenti sessuali: uno sembra fatto de due seni incollati, un altro ha delle forme falliche e c’è anche il golem di profilattici. I nemici possono essere evitati  oppure presi di spalle per avere un turno bonus durante il combattimento.

L’esplorazione è abbastanza semplice e premendo Y si può richiamare la mappa che mostra la parte del dungeon già esplorata, la posizione dei mostri e  eventuali punti di passaggio ad altre mappe.  Le ragazze possono solo camminare e saltare, per superare altri ostacoli come pozze d’acqua o pareti scalabili possono cavalcare Otton che le porta a cavalcioni sulla sua testa.  Le abilità di Otton ci permettono un minimo di backtracking nelle isole precedentemente esplorate. Il pulasnte B permette di saltare, che serve solo a far sobbalzare il seno delle protagoniste, ma lo stesso pulsante attiva un’ abilità di Otton se premuto nei punti giusti.

Missioni secondarie

Le missioni secondarie sono presentate da un menu e ci ricompensano con oro, oggetti unici e alcune, marcate con un punto esclamativo,  allargano la mappa esplorabile. Tutte queste sono fetch quest che consistono nel raccogliere oggetti o sconfiggere un determinato numero di mostri  e sono una scusa per riesplorare isole e dungeon già conclusi. Se le seguirete renderanno ogni forma di grinding  inutile dato che arriverete alle missioni successive ben potenziati.

Combattimento

I combattimenti sono a turni e sono molto classici  con la scelta se fuggire, usare un oggetto, un’abilità, chiudersi in difesa o attaccare. Le abilità dei personaggi sono uniche ma ogni personaggio può usare anche delle abilità dei Bobby Kin (l’equipaggio della nave) che sono condivise tra tutte le ragazze. Queste abilità usano degli MP che si ricaricano facendo gli attacchi standard, se gli MP raggiungono il limite massimo il personaggio entra in una sorta di Berseker di eccitazione in cui può rilasciare li suo attacco Ultimate.

I combattimenti contro i nemici trovati lungo la mappa non sono mai troppo impegnativi ma le risorse vanno gestite in modo intelligente, dato che per comprare nuove pozioni sarà necessario ritornare sulla nave. Per uscire da un dungeon è necessario tornare all’ingresso oppure usare un oggetto consumabile che ci riporta immediatamente sulla nave. Seven Pirates H – Recensione

Boss

I boss sono un discorso a parte e  conviene preparassi bene per affrontarli. Fortunatamente per avviare lo scontro con un boss è necessario raggiungere il punto segnato sulla mappa come EVENT e li dopo un siparietto partirà lo scontro. Non esiste nessuna forma di salvataggio automatico, quindi vi consiglio di salvare sempre prima di far partire qualunque evento. Fortunatamente è sempre possibile saltare i dialoghi e non dovrete per forza rivedere tutta la scenetta che porta allo scontro.

Per affrontare un boss è necessario l’uso di una strategia per evitare di essere sconfitti. Inoltre i boss maggiori nn possono essere sconfitti solo portando a zero i loro punti ferita, intatti è necessario usare un attacco speciale di Otton. Per compiere questo attacco le piratesse devono caricarlo tramite l’abilità speciale, Otton Charge. Che come game-play richiede di strofinare le zone erogene delle ragazze per far eccitare Otton che, una volta carico e duro potrà sferrare il suo attacco finale.

Level up e crescita del seno

Il level up è la cosa più unica e originale e, se vogliamo, imbarazzante del gioco. Infatti i combattimenti non donano punti esperienza ma lozioni che se applicate con i giusti massaggi dei seni delle protagoniste ne alterano il seno e le loro statistiche.

Diversi tipi di lozioni hanno effetti diversi sulle statistiche e anche i massaggi che faremo alterano il risultato e trasformano il seno. Sarete felici di sapere che questa è un’edizione completa e include tutti i DLC che potenziano questi trattamenti. Il booby prevede “l’utilizzo di pozioni e controlli touch per toccare e spremere i seni dei personaggi, cambiando aspetti come le dimensioni e la morbidezza, per renderli enormi o addirittura più piccoli“. È possibile regolare la dimensione, l’altezza, vivacità, scollatura, morbidezza e compattezza delle tette.

Manipolando i seni si aumentano anche le statiche delle ragazze. Se avete paura di sprecare lozioni potete allenarvi nel Bobby training tutte le volte che volete con la modalità pratica. Possiamo anche migliorare le abilità delle piratasse modificando anche l’equipaggiamento ossia mutante e reggiseni. Seven Pirates H – Recensione

Easter Egg

Lungo i dungeon si posso trovare delle uova che se aperte possono contenere oggetti anche rari o unici, una sorta di loot box gratuita che permette di recuperare sia consumabili  che intimo per i nostri personaggi.

Come aprire le uova? Ovviamente coi seni, stupido io che ho sempre usato il bordo di un piatto! E pare che più lentamente apite l’uovo migliori siano le possibilità di avere un oggetto raro, quindi siate delicati!

Grafica e sonoro

Il gioco è stato originariamente pensato per la la non potentissima PS vita, e l’edizione Switch oltre a includere tutti i DLC aumenta la risoluzione ma texture e modelli restano quelli originali.

La produzione non è certo degna di un AAA con ambienti abbastanza anonimi e poco dettagliati ma, come si può facilmente immaginare, è stata messa più cura nei modelli e nelle animazioni delle protagoniste. Ogni modello cammina corre e ancheggia in modo diverso. Ovviamente è stata riposta cura nella deformazione dei vestiti al mutare dei seni delle ragazze e nelle loro sequenze di attacco e di vittoria. Per quanto riguarda i mostri  hanno modelli semplici e poche animazioni  e sono stati introdotti uno o due nuovi nemici per ogni isola che esplorerete.

Il comparto tecnico non fa urlare al miracolo. Per una produzione che punta più a strappare un sorriso che a stupire o emozionare,  la grafica risulta più che sufficiente. Le musiche sono divertenti e molto Jpop, una nota di merito va al doppiaggio Giapponese, per quanto non lo capisca è completo e il cast sembra di qualità.

 Seven Pirates H – Recensione

Conclusioni

Seven Pirates H è un gioco leggero e, mettendo da parte ogni discorso di oggettivazione del corpo femminile, è anche un gioco piacevole e divertente. Alla fine l’ostentazione di tanti riferimenti al mondo del sesso è talmente giocosa e palese che non c’è malizia, per capirci è come i primi tre volumi di Dragonball.

Il gioco è facile da comprendere e da giocare e i più grandi scogli per apprezzarlo sono squisitamente cultuali. Da un lato è necessario conoscere bene la lingua inglese perché il gioco vive di doppi sensi e non è scritto in inglese scolastico. Inoltre bisogna superare l’occidentale imbarazzo verso il sesso e goliardicamente anche il tema del gioco. Preciso che il prodotto non è assolutamente pornografico e che anche le scene più osè lasciano molto all’immaginazione. Se superate questi scogli avrete per le mani un gioco divertente e strambo come pochi. Se siete stufi dei soliti giochi in cui il destino del mondo o addirittura dell’universo gravano sulle vostre spalle allora potreste trovare in Seven Pirates H una bella avventura spensierata.

 

Andrea

Gioco da sempre a tutto, partito con l'apple IIc, ho giocato su tutti i processori della serie 8086 per poi diventare Nintendaro per colpa degli emulatori. Ma ora Voglio solo HW originale oppure scoprire cosa può offire il cloud. Sono forse schizofrenico?