Arietta of Spirits, esplora un mondo mistico con occhi diversi – Recensione

Un avventura piuttosto ripetitiva, ma che affascina con una storia commovente.

Arietta of Spirits

Titolo:
Arietta of Spirits
Piattaforme:
Nintendo Switch, Steam, Xbox One, PlayStation 4
Genere:
Azione, Avventura

Sviluppatore:
Third Spirit Games
Publisher:
Red Art Games
Prezzo:
€19,99

In questi ultimi anni, I giochi di avventura simili a Zelda stanno avendo un grosso successo sia su console che su PC. Ognuno cerca d’introdurre qualche elemento per distanziarsi e mostrarsi valido anche con il continuo paragone alla celebre serie. Arietta of Spirits, sviluppato da Third Spirit Games e pubblicato da Red Art Games, non riesce completamente nell’intento in quanto unicità, ma offre di sicuro un’avventura che può essere apprezzata e goduta senza molti sforzi


Il regno degli spiriti

La storia inizia parlando di Arietta, una ragazzina dai capelli rossi e nostra protagonista. A seguito di un incidente un anno fa perse sua nonna a cui è molto affezionata. Lei e i suoi genitori decidono, dopo un anno, di visitare la casa in campagna della sua amata nonna, dispersa su un’isola che sembra quasi deserta. Lo scopo del viaggio è per riorganizzare e pulire la casa della loro nonna, ormai defunta, e di ricordare i momenti felice passati assieme. Una notte Arietta, a seguito di uno strano sogno, incontra Ardo, uno spirito, che legandosi a lei, le conferisce l’abilità di vedere il mondo degli spiriti che giace in contemporanea al mondo reale. Il legame non Ardo non è casuale, anzi ha uno scopo preciso. Purtroppo il mondo degli spiriti, comunicante direttamente con l’aldilà, è in grave pericolo e sta scomparendo del tutto. Il suo compito come spirito guida è quello di trovare persone che sono all’altezza di salvare il suo mondo e le anime delle persone che ne appartengono; Arietta infatti è stata scelta come eroe di quest’avventura.

Arietta of Spirits

Tra nemici sia nel mondo reale che nel mondo spiritico e grazie ai “conduttori”, speciali armi che le permetteranno di combattere i nemici del mondo spiritico, cercherà di scoprire e salvare quante più anime intrappolate nel mondo reale di persone ormai defunte prima che sia troppo tardi. La storia di Arietta è molto corta e intensa. Sebbene il gioco duri veramente poco, essa è spiegata dettagliatamente e mi ha tenuto molto incollato allo schermo: semplice e diretta. Mi sono innamorato dei due personaggi principali,


Conduttori pieni d’anima

Arietta come ragazza coraggiosa e priva di paure e Ardo il quale si rivelerà il compagno perfetto e indispensabile per la nostra avventura. Con Arietta ho notato una somiglianza a Ribelle, sia come carattere che come aspetto fisico. Forse è per questo che ho amato veramente la nostra protagonista. Tra le mani di Arietta non avrà un arco, ma una semplice spada; anzi un conduttore. Il legame che ha con Ardo può conferirgli il potere di condurre l’energia spiritica di Ardo su ogni conduttore e di conseguenza di combattere con ciò che non esiste e che non è visibile. Più avanti Arietta troverà un altro oggetto, un anello, che si rivelerà essere un altro conduttore, conferendogli l’abilità di proteggersi. Molti nemici infatti potranno essere sconfitti solo in un certo modo utilizzando le varie abilità mistiche di Arietta, difendendosi prima di sferrare un attacco micidiale.

Arietta of Spirits

L’idea è molto interessante e introduce qualcosa non del tutto usuale, dato che gli oggetti in questo caso sono solo dei conduttori e strumenti per dare ad Arietta delle nuove abilità e tecniche. Tuttavia è stata sfruttata poco, dato che potremo utilizzarne solo due per tutta la durata del gioco. Questo perché gli sviluppatori volevano rendere il gioco accessibile a tutti e per tutti: poche abilità e schema dei comandi non troppo complesso. Non ho approvato molto questa scelta anche perché il limitare troppo tende a storpiare e con Arietta of the Spirits cosi è stato; un’occasione davvero sprecata.


Rompicapi completamente svaniti

Arietta of Spirits mostra un certo fascino a livello grafico, soprattutto per gli amanti del pixel art. Sicuramente ha un qualcosa che faccio fatica spiegare, ma ha reso sicuramente la mia avventura molto piacevole e del tutto rilassante agli occhi. Le illustrazioni, sebbene non le abbia apprezzate tantissimo per via dello stile, sono ben fatte ed esprimono alla perfezione cosa il personaggio sente e come lo espone. I dungeon però risultano molto ripetitivi, con un’assenza completa di qualunque genere di puzzle, o se presenti estremamente facili e quasi non notandone l’esistenza. Non so se gli sviluppatori abbiano adottato questa scelta per un particolare motivo, ma avrei preferito qualcosa di più stimolante di girare continuamente e uccidere soltanto nemici e nemici.

Arietta of Spirits

Ovviamente troveremo comunque attività secondarie, come la raccolta di simpatici animaletti od oggetti persi da dare a un mercante spiritico per avere una buona ricompensa prima del termine della nostra avventura. L’unica cosa è che purtroppo appena ricevuta, sarà già quasi terminata. L’avventura infatti durerà solo quattro ore e in termini anche di qualità/prezzo mi sembra sia un pochino troppo poco. Avrei preferito che il prezzo fosse un pochino più basso o che il gioco offrisse di più per bilanciare le due cose.


Ripetività che governa il mondo

In Arietta of the Spirits la cosa che si sentire di più è la ripetitività. Purtroppo in questi titoli è facile ricadere in questo inganno poiché si tende a non dare qualche elemento che possa smorzare il classico gameplay in stile avventura. Ciò non è avvenuto, presentadosi dopo le prime ore di gioco e notando fin da subito che il titolo stia sprecando il proprio potenziale. Dai nemici al ripetuti pattern grafici il tutto poteva essere espanso e implementato meglio, soprattutto per quanto riguarda alcune scelte sul design del gioco.

Arietta of Spirits

Non tutto però è ripetitivo, infatti come ho già accennato, la storia di Arietta l’ho amata e continuo ad amarla, considerando quasi il pilastro del gioco e ciò che lo fa reggere in piedi. Un’altra buona e piccola implementazione da menzionare è che, per chi ama le sfide, la modalità Extreme del gioco sarà sbloccabile dopo aver completato il gioco per la prima volta. Ho avuto davvero difficoltà a completarla dato che il livello di difficoltà e quasi simile a quelli di un souls-like. Avremo infatti solo un cuore a disposizione: un colpo e morte certa. Tuttavia la generosità del salvataggio automatico al cambio di ogni mappa riesce a non renderlo del tutto ostico. Se inoltre pensavate di poter salvare manualmente, purtroppo questa cosa non sarà possibile dato che non esiste un’opzione per salvare manualmente il gioco.


Sonoro degno della spada

Nelle precedenti righe ho accennato come la grafica di Arietta sia un punto forte qualitativamente e un punto debole per via della ripetività del design. La stessa cosa, invece, non si presenta per quanto riguarda il comparto sonoro, che eccelle in maniera impressionate. Ho amato molto le musiche di Arietta of Spirits in stile retro e molto più gli effetti speciali. Non sono eccezionali in quanto a unicità, ma sono orecchiabili. Posso constatarlo anche per via della modalità Extreme e delle tantissime morti, obbligandomi a riascoltare innumerevoli volte la stessa traccia musicale e non annoiandomi per nulla.

Arietta of Spirits

Gli sviluppatori hanno dato veramente particolare attenzione al comparto sonoro, dato che a mio parere non ho trovato nessuna pecca che aggrava il gioco. Se soltanto avessero dato questa particolare attenzione al resto del gioco, sarebbe stato veramente un bel gioiellino da spolverare.


Conclusione

Arietta of Spirits è certamente un titolo valido, avente una trama bellissima, un gameplay diverso sotto certi aspetti e un comparto sonoro retrò che ho amato. Purtroppo il titolo in quanto design non riesce a eccellere, dato che la ripetitività è sovrana dell’intero titolo. Sebbene lo sviluppo delle abilità risulti unico, sono purtroppo limitate e gestite troppo frettolosamente. Per quello che offre ci sono altri titoli validi a quel prezzo e semmai dovesse essere scontato, vi consiglio di farci un pensiero. Al di là di questi difetti, l’avventura veramente merita il viaggio nel regno degli spiriti.

Versione testata: PS4 (giocato su PS5)

Chiave ricevuta e offerta gentilmente dagli sviluppatori e publisher Third Spirit Games e Red Art Games.

Alessandro Ballabio

Videogiocatore sin dalla tenera età e da sempre appassionato della console Nintendo. Attualmente è un Playtester per Modus Games dal 2020 e follemente innamorato dei bug. Anche se è cresciuto con gli arcade, ha imparato ad amare quasi tutti i generi di gioco, specialmente i giochi di ruolo e i platform. Spera disperatamente in un sequel di Golden Sun e un ritorno alle origini dei veri Paper Mario. Il suo sogno nel cassetto è trasformare la propria passione in un vero e proprio lavoro nel campo videoludico.