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Reveil – Un thriller psicologico – Recensione

Reveil – Recensione

Reveil è il nuovo titolo firmato Pixelsplit, un thriller psicologico in prima persona. Siamo pronti ad entrare in questo loop narrativo di ricordi, inquietante.
Voi siete pronti ad entrare nel circo di famiglia?

Storia

La storia inizia nella camera di Walter Thompson, il nostro protagonista si sveglia con una forte emicrania e va a vedere cosa fanno la moglie Martha e la figlia, Dorie. Inizia a girovagare per casa e si rende conto immediatamente che qualcosa non va. Girovagando scopre che sia la moglie che la figlia non sono in casa, sono scomparse nel nulla, degli enigmi ci conducono in vari luoghi.

Ad accompagnarci nell’avventura c’è la figura sfuggente di sua figlia, Dorie, che ci beffeggia un pò e ci conduce al circo in cui lavora la famiglia.  Il gioco ci porta passo dopo passo in un viaggio nei ricordi per rimettere insieme i pezzi e ricordare il suo passato. Viviamo i suoi sensi di colpa e la negazione, fino a farlo giungere a una presa di coscienza. Diventa un vero e proprio loop che ci porta a dover ricordare esattamente cosa è successo nel passato del protagonista.

Reveil

Ci ritroviamo in una sorta di collage di situazioni intricate che ci mettono a dura prova, e mettono a dura prova la sanità mentale del protagonista. Reveil è riuscito a sorprendermi cambiando prospettiva, dandomi una chiave di lettura diversa. All’inizio il gioco ci porta a pensare di dover svelare il suo terribile passatto ma verso la fine si va in una direzione diversa. Non vi svelo nulla per non spoilerare oltre.

Il gioco ha più finali, la sceneggiatura è tra i punti di forza di questo gioco e riesce a fargli ottenere punti in più. I finali sono tutti sbloccabili rigiocando tutto o l’ultimo capitolo. Possiamo rigiocare ogni capitolo anche solo per recuperare qualcosa cosi da sbloccare i finali. I collezionabili vanno trovati tutti e non ci sono aiuti da parte del gioco per farlo. Invece il gioco ci aiuta ad evidenziare gli elementi nelle stanze utili a ricostruire i ricordi di Walter.

Puzzle

La progressione nel gioco è intervallata da una serie di puzzle, non sono mai imposibili e sono originali e ben strutturti. I puzzle riescono a fare il loro dovere e a spezzare il ritmo. Ad un certo punto cambia la prospettiva e vengono messe in scena due sezioni, veniamo braccati da una creatura e il miglior modo di agire è in silenzio.

La nostra unica arma è la fuga ma se la creatura riesce ad individuarci uscirne vivi è impossibile.

 

Collezionabili

Il gioco segue una direzione lineare tranne per la ricerca dei collezionabili, il percorso da seguire è preciso che è stato condito con degli enigmi, con inseguimenti e nascondini. Tutto ciò riesce a conferire un pò di tensione e varietà. Gli enigmi non sono ne troppo complicati ne semplici, tutti contestualizzati con la situazione.

Punti a favore e contro

Il gioco scorre liscio, peccato che pur essendo descritto come un horror non fa per niente paura. Infatti per quanto mi dispiaccia più di mettere un pizzico di tensione non fa, non riesce a far paura, probabilmente anche per colpa della recitazione vocale del nostro personaggio che non riesce a dare enfasi ne ad evidenziare il suo stato d’animo.

Al contrario invece la direzione artistica convince di più, anche grazie alla direzione tecnica che riesce a conferire ulteriori punti, anche se ci sono delle texture da rivedere. Le architetture contorte caratterizzano il level design del gioco e riesce a dare vita ad unviaggio psicologico niente male. Le ambientazioni sono ben congeniate, il team ha fatto un buon lavoro con Unity realizzando tutto in modo dettagliato, soprattutto il circo.

Infine, ma non meno importante, il sonoro ambientale che risulta abbastanza efficace. Ulteriori punti a favore, almeno per quanto mi riguarda, vengono conferiti dalla localizzazione in italiano, anche se ci sono errori nella traduzione.

Conclusione

Reveil è un titolo interessante, non spicca di certo di originalità ma si distingue dagli altri grazie alla realizzazione della sceneggiatura. I puzzle sono ben strutturati con un level design ben ispirato. Peccato per la receitazione vocale e per la mancanza del terrore che invece avrebbe dovuto esserci. Nonostante ciò il gioco è piacevole soprattutto per la sua storia. Il gioco è strutturato in cinque caapitoli per la durata di circa 5 ore, tutto dipende da noi e da quanta voglia abbiamo di esplorare. Le conclusioni sono diverse e sono soddisfacenti, mette le basi per un seguito ancora più complesso. E noi ci auguriamo che ci sarà un seguito e consigliamo il gioco soprattutto a chi ama il genere.


Francesco

Sono un giocatore incallito, ho cominciato con il commodore 64 per poi passare al NES e allo SNES, fino alle console attuali. Amo giocare con tutte le console, odio la console WAR. Sono un collezionista da circa 20 anni. I miei giochi preferiti The legend of Zelda, Donkey Kong Country, Metal Gear Solid, God of War e Uncharted.