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Another Code: Recollection – Recensione

 

Another Code: Recollection – Recensione

Another Code: Recollection è stato annunciato durante l’ultimo Nintendo Direct (14 settembre), si tratta di un pacchetto che include entrambi i titoli originali della serie. Infatti è il remake delle due avventure grafiche che uscirono originariamente su DS e Wii. Direi un ottimo modo per tornare indietro nel tempo e per chi invece non conosce questa serie è un buon momento per acquistare la Recolection e non lasciarvi scappare questi due titoli. Il primo titolo fù sviluppato dallo studio Cing (fondato nel 1999), che falli nel 2010, arrivò in Europa nel 2005 poco dopo l’uscita del DS. Dopo il fallimento dello studio molti non si aspettavano un ritorno della serie e io personalmente ne sono molto felice, le storie dello studio Cing avevano un tocco in più e rimanevano impresse nella memoria a lungo.

Another Code: Two Memories,

La storia del primo capitolo, Another Code: Two Memories, racconta di una giovane ragazza di quattordici anni, Ashley Mizuki Robbins, orfana da quando era molto piccola. I suoi genitori scomparvero e furono dati per deceduti e lei andò a vivere con la zia. La giovane ha passato un’ infanzia molto difficile. Il giorno del suo quattordicesimo compleanno riceve un misterioso pacco, sembra sia stato spedito dal “defunto” padre Richard. All’interno del misterioso pacco c’è un dispositivo, il DAS, programmato per rispondere solo ed esclusivamente ad Ashley grazie ai dati biometrici.

Qundo Ashley sblocca il dispositivo c’è un messaggio del padre in cui le dice che la aspetta a Blood Edward Island, a largo di Washington. Una volta arrivata, Ashley scopre a malincuore che suo padre non è lì ad aspettarla. Ciò induce Jessica (la zia) ad andare a cercarlo, ma anche lei sparisce. Il mistero si infittisce ed è qui che Ashley conosce un fantasma di nome “D” che ha perso la memoria e insieme decidono di unire le loro forze, entrano nella villa degli Edwards per cercare risposte.

Il tono della storia è abbastanza adolescenziale ma ha raccolto all’epoca molti consensi, sia dai videogiocatori che dalla critica. Infatti il gioco ha saputo catturare l’attenzione di milioni di giocatori, tra cui la mia. Parte del merito va alle funzionalità del DS, il doppio schermo, il microfono e il touch si rivelano essenziali per risolvere gli enigmi.

Il sequel

Another Code:R- A Journey Into Lost Memories è il sequel del primo capitolo, uscì nel 2009 su Wii. Viste le diverse caratteristiche della console casalinga, su Wii si faceva ampio uso del Wii Remote. Secondo il mio modesto parere, gia nel sequel si nota che il team ha fatto dei passi avanti. Infatti gli enigmi erano più complessi di quelli del gioco principale, inoltre l’esplorazione era più libera e le sfaccettature della storia erano indirizzate anche ad un pubblico un pò più adulto. La nostra Ashley qui, infatti, ha sedici anni. Quindi l’avventura si svolge due anni dopo del primo capitolo.

Richard torna a farsi sentire e invita sua figlia e la zia ad andare con lui in campeggio presso il Lake Juliet, dove egli lavora. La giovane inizia ad avere dei flashback di sua madre e finiscce in una situazione delicata, viene derubata e incontra un ragazzino di nome Matthew Crusoe, suo padre è scomparso e qui inizia la nuova avventura.

Sono gia andata oltre, non voglio spoilerare ancora di più a chi non ha mai avuto l’occasione di giocare i giochi.

Another Code: Recollection per switch avrà dato filo da torcere agli sviluppatori per svecchiare i due titoli usciti su hardware molto vecchi e diversi fra loro sia tecnicamente che nel gameplay e i puzzle. Con questa Recollection Nintendo si è presa sulle spalle un rischio non indifferente, ma a mio parere ne vale proprio la pena.

Andiamo a vedere il lavoro svolto…

Il gioco è stato completamente riadattato non sono nelle funzioni, il team ha aggiunto un adattamento per i neofiti, infatti ha inserito un indicatore che ci indica dove andare e per i vari puzzle ambientali. Anche il DAS di Ashley è stato riprogettato con una funzinalità telecamera per controllare gli indizi e sovrapporre le immagini così da poter ottenere dei nuovi elementi e sbloccare i puzzle e conoscere i personaggi e analizzare, riascoltare i dialoghi o leggerli.

Il team ha deciso di rimanere fedele ai capitoli originali anche se ora è in 3D, gli ambienti sono molto curati e dettagliati. Il sistema di controllo sfrutta tantissimo il giroscopio dei Joy-Con e altri elementi basilari.
Gli enigmi sono stati molto curati e riadattati ai nuovi sistemi. Per quanto riguarda le musiche orchestrali sono state rifatte alla perfezione e il doppiaggio in inglese è eccellente. Sotto questi aspetti il team ha fatto un lavoro magistrale.

Due capitoli in una sola avventura

Nintendo ha deciso di fondere i due capitoli e dare vita ad un’unica avventura, divisa in capitoli e in due grandi atti, tutto in successione. Il remake non ha intaccato la trama in alcun modo, è stato modificato l’ordine di alcuni eventi e accadimenti.

Il team di sviluppo ha dimostrato intelligenza tagliando alcuni passaggi e approfondendone altri modificando anche alcuni dialoghi. La regia dei filmati è eccellente è riuscita ad evidenziare situazioni e reazioni dei vari personaggi. La narrazione ha più ritmo ed aiuta la fluidità del gioco rendendolo ancora più piacevole. Trovando i vari origami in giro possiamo approfondire la storia, nel menu inoltre ci sono le informazioni su tutti i personaggi coinvolti. Gli enigmi sono stati modificati e adattati alla switch e non sono mai troppo complessi, dobbiamo muovere meccanismi, far combaciare pezzi di oggetti diversi, ruotare e muovere figure con gli stick analogici.

Il gameplay continua a rendere bene anche nel secondo capitolo il team è riuscito a realizzare un intreccio narrativo godibile e leggero con dei dialoghi più leggeri.

Avventura pèiù accessibile

Insomma il team ha reso più accessibile l’avventura, con un sistema di aiuti e indizi trovabili con l’apposito tasto, per consentire anche ai più giovani di completare il gioco. Peccato abbiano scelto di non inserire la possibilità di utilizzare il touch-screen e le altre specifiche di Switch, gli enigmi a mio parere sarebbero stati più accattivanti.

L’Art design richiama fedelmente quello dei capitoli originali con una palette di colori più vivaci e scenari con forme più morbide. Purtroppo però le animazioni non sono sempre fluide e non ci sono tanti dettagli nelle ambientazioni. Sotto questo aspetto avrebbero potuto fare di più, magari prendendosi più tempo e farlo brillare ancora di più. I fan ne rimarranno ugualmente appagati, soprattutto ammirando i personaggi ridisegnati sia nell’aspetto che nell’abbigliamento. Speravo un doppiaggio in italiano ma è in inglese, la traduzione in italiano è ottima. I doppiatori sono stati eccellenti e hanno doppiato molto bene e in modo pulito.

Conclusione

Another Code: Recollection è un nuovo punto di inizio per il ritorno delle avventure sviluppate dallo studio Cing, anche se la narrativa principale si chiudeva col secondo capitolo molte sotto trame rimasero aperte. In delle vecchie interviste il team aveva dichiarato di essere al lavoro su un terzo capitolo. mai uscito, magari lo riprenderanno in mano e lo porteranno in vita su Switch. Mi auguro vivamente che Nintendo porti avanti la serie perchè penso sia una serie che vale molto. (Mi auguro anche che Nintendo faccia rivivere la serie di Hotel Dusk dello stesso studio, anche la storia di questa serie lascio delle domande e si sperava in un terzo capitolo.) Il lavoro di svecchiamento svolto è stato magistrale cosi come il doppiaggio in inglese. Vi consiglio di non usare gli aiuti e di giocare il gioco normalmente per non semplificare troppo l’esperienza e godervela.


Giovanna

Sono appassionata di videogames, gioco da circa 13 anni, possiedo tutte le console,amo i giochi che riescono a coinvolgermi e sono impegnativi, tra i miei preferiti c'è Zelda, Assassin creed e Uncharted. Amo serie tv e film soprattutto horror, sono appassionata di libri horror, thriller e fantasy.

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