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YS: Memories Of Celceta, la Recensione

Genere: action-rpg
Sviluppatore: Falcom, XSEED Games
Publisher: Marvelous Europe
Prezzo: 29,99€
Lingua: Inglese

Ys saga

Sopravvissuta sin dal 1987 fino ad oggi, la saga di Ys per noi occidentali è sempre stata un po’ come una quinta scelta al fronte di jrpg ben più blasonati ed osannati dal pubblico. Nonostante sia vissuta un po’ all’ombra dei vari Final Fantasy, Dragon Quest, e Tales of; Ys è comunque riuscita a ritagliarsi una folta nicchia di fan ansiosi di continuare a vestire i panni dell’eroico Adol Christin, Swordman dalla rossa chioma. Riuscire a collegare tutti gli avvenimenti narrativi tra tutti i capitoli e i sottocapitoli che la saga offre è ben più che un’ impresa, tuttavia esplorando un po’ di quella che è la cronistoria di Ys, questo Memories Of Celceta si colloca come uno spin off del quarto capitolo della saga, ovvero Ys IV. Fatto questo breve sunto sulla cronistoria, rispondiamo alla tipica domanda ricorrente che l’utenza si starà ponendo leggendo queste righe: Memories Of Celceta può essere fruito tranquillamente anche senza aver giocato i capitoli precedenti? Assolutamente si, e proseguendo con la recensione vi spiegheremo il perché.

Amnesie occasionali
Per far sì che l’utente si adatti perfettamente con la struttura narrativa di Memories of Celceta, senza dover dare troppo peso allo storyline dei precedenti capitoli, lo sviluppatore ha ben pensato di affidarsi all’abusato quanto funzionale espediente narrativo dell’amnesia. Non a caso, l’avventura partirà con il nostro Adol completamente smemorato, e complici anche i corposi dialoghi che si terranno con i personaggi comprimari, spetterà al giocatore l’arduo compito di cercare i frammenti della memoria perduta di Adol, così da farlo rinsavire e dunque portarlo sulla retta via.

Non ricordo chi sei ma so come farti a fette
Al fronte di un incipit narrativo così stereotipato, laddove Memories of Celceta dà il meglio di sé è proprio nel gameplay. Il titolo sviluppato dai Falcom si sveste da tutte quelle lente dinamiche tipiche dei jrpg orientaleggianti per abbracciare una formula ben più action, dunque senza combattimenti a turni, senza random encounter, e nemici ben visibili durante l’esplorazione della mappa. Il sistema di combattimento si avvicina per somiglianza a quello degli Star Ocean, laddove il giocatore è portato a menare fendenti per incrementare la barra degli SP per poi colpire con attacchi speciali ben più potenti. L’azione durante il combattimento è contraddistinta da una dinamicità sorprendente, stratificata da elementi che strizzano l’occhio al genere puro dell’ hack and slash: con un sistema di attacco che premia il susseguirsi di colpi concatenati tra di loro (un po’ come il sistema delle combo nei picchiaduro) e l’interscambio tra i personaggi del party con la semplice pressione del tasto cerchio. Tale scambio di personaggi non rappresenta per nulla una scelta estetica superficiale, ma anzi risulterà fondamentale al fine di avere la meglio su molteplici nemici, ognuno caratterizzato da una determinata resistenza ad un certo tipo di attacco. Ribadendo l’importanza nel cambiare repentinamente membro del party, ciò risulterà fondamentale anche durante l’esplorazione della mappa dal momento che certe aree saranno  accessibili soltanto con l’ausilio di un determinato personaggio presente nel vostro party.

Esplorazione fluida e continua
La mappa è rappresentata da un’enorme area esplorabile contraddistinta, come sopracitato, da aree sbloccabili solo in un secondo momento. Tale level design seppur incoraggia il backtraking, ricorda molto da vicino la struttura tipica dei giochi appartenenti al genere dei Metroidvania, con la differenza che l’esplorazione si estende soltanto su un piano orizzontale, favorendo cosi ancora di più l’azione. L’avanzamento sulla mappa porta progressivamente allo scontrarsi con nemici sempre più forti, mentre i percorsi saranno disseminati da punti di estrazione riguardanti piante e minerali. Tali materiali saranno fondamentali per il potenziamento e la creazione di oggetti ed equipaggiamento.

Un pugno Nell’occhio
Fatto questo breve sunto su tutto ciò che riguarda gameplay ed esplorazione, è giunto il momento di andare a parlare dell’elemento cardine di questa produzione, ovvero il comparto tecnico.
Come dite? La grafica non è tutto in un videogioco? Verissimo! Ma non si può fare altrimenti considerando che Memories of Celceta è una Remastered pensata per PlayStation4 di un gioco per PSVita uscito nel 2012, dunque partiamo con la nostra breve analisi (breve perché ahimé, non c’è poi molto da dire.)
Dunque togliamoci subito il peso dallo stomaco e diciamo le cose per come stanno: a livello tecnico questa Remastered di Memories of Celceta ci è sembrata un lavoro veramente pigro. Già nel 2012 il titolo Falcom era molto lontano dagli standard qualitativi che Psvita poteva offrire, ma complice anche un character design davvero ben ricercato, gran parte della povertà grafica veniva celata dall’ottima resa offerta dallo schermo Amoled ridimensionato di Psvita. Il lavoro di pulizia applicata alla conversione su PlayStation4, sebbene possa vantare dello standard 1080p-60fps, non ha fatto altro che dare risalto ad un comparto tecnico fin troppo datato. Il titolo Falcom, soprattutto se fruito su tv di grandi dimensioni, mostra il fianco su più fronti: dalla scarsa resa poligonale dei personaggi non giocanti (NPC) a Texture talmente slavate e spoglie da farlo sembrare quasi un titolo PS1 emulato su pc, ma con i filtri grafici applicati a forza.

Grafica o gameplay?
Giunti alle battute finali di questa recensione, la domanda sopracitata è alquanto lecita, soprattutto perché alla fine della fiera Memories of Celceta non è affatto un brutto action-rpg: offre un gameplay frenetico e immediato, una buona longevità da circa 30 ore, e generalmente riesce a far divertire anche chi non è molto avvezzo al genere. Tuttavia non si può certo sorvolare al pigro lavoro svolto con questa remastered, soprattutto non al fronte del prezzo proposto (ben 29,99€).

VOTO FINALE :

Gabriel85

Classe 85, vecchio quanto basta per definirmi come il prototipo di quel ch'è oggi il Nerd moderno, il mio amore per i videogiochi cammina a pari passo con la passione che provo per l'aviazione militare. Sono un videogiocatore multipiattaforma in quanto, a partire dalla terza generazione di console, le ho possedute praticamente tutte. Ps: sono abbastanza allergico al casual gaming, dunque se la vostra intenzione è quella di invitarmi a fare una sessione di ballo a Just dance... Beh, evitate pure!

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