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BLACKSAD UNDER THE SKIN: recensione

Blacksad: Under the Skin, sviluppato da Ys Interactive e Pendulo Studios, pubblicato da Anuman sotto il brand di Microïds, è tratto dalla serie di fumetti nati dalla collaborazione tra Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido, riscuotendo particolarmente successo in Francia, grazie all’editore francese Dargaud.

Il titolo è ambientato in America alla fine degli anni ’50 con lo stile caratteristico del genere noir. Propone un mondo popolato da animali antropomorfi dove ognuno ha le caratteristiche psicologiche legate all’animale corrispondente.

STORIA

Il protagonista di questa storia è John Blacksad, un gatto nero dalle fattezze umane, ex soldato della seconda guerra mondiale che come professione svolge quella del detective privato nella città di New York intorno alla fine degli anni 50′.

La trama racconta di un misterioso caso che vede coinvolti Bobby Yale, un celebre pugile scomparso, e il suo allenatore, Joe Dunn, ritrovato impiccato nella sua stessa palestra. La figlia, Sonia Dunn (una lince), decide di affidarsi alle mani di John per riuscire a fare luce su questa vicenda. L’unico problema è che se Bobby non si presenterà all’incontro fissato al Madison Square Garden, tra due settimane, dove dovrà vedersela con il grande campione in carica Al Stone, la palestra gestita dalla famiglia Dunn dovrà chiuderà in modo definitivo. Durante le investigazioni, ci imbatteremo in casi di prostituzione forzata, contrabbando, scommesse illegali e tutto quello che concerne il mondo criminale tipico della Grande Mela di quegli anni.

STRUTTURA

La storia è perfettamente comprensibile anche da chi non conosce il fumetto originale, l’unica differenza è che si perde giusto qualche riferimento sul passato del protagonista e su alcuni personaggi, come ad esempio il pastore tedesco Smirnov, unico poliziotto di cui Blacksad si fida, e Jake Ostiombe, pugile amico del protagonista.

È possibile concludere l’avventura all’incirca in 8-10 ore di gioco. Lo stesso Blacksad è la voce narrante, in ossequio allo schema tipico del genere hard-boiled. A ciò si aggiunge un buon doppiaggio in inglese tradotto molto bene in italiano.

Il sonoro è basato su musica jazz che riesce a coinvolgere il giocatore, rappresentando in maniera adeguata le vicende. Gli sviluppatori sono riusciti  a rendere interessante ogni singolo personaggio presente nel gioco, riprendendo fedelmente le controparti fumettistiche, come anche le vignette stesse.

Purtroppo, le uniche pecche riguardano il comparto grafico e tecnico. Ci sono una grande quantità di bug, glitch e problemi di vario tipo, come i controlli del personaggio principale e della telecamera. Questo fa perdere al gioco fluidità ed efficacia, rendendo necessario ripetere più volte determinate azioni. A ciò si aggiungono movimenti parecchio lenti durante le fasi di esplorazione dell’ambiente che ci circonda, che si accentua soprattutto nelle stanze di piccole dimensioni o in condizioni di scarsa luminosità. Queste problematiche, però, sono molto più evidenti per il titolo su PC.

GAMEPLAY

Blacksad: Under the Skin è un videogioco d’avventura con prospettiva in terza persona. Una delle componenti più importanti riguarda l’esplorazione delle mappe di gioco, dove il giocatore deve ricercare indizi utili per trovare indicazioni per risolvere il caso.

Oltre alla ricerca di oggetti ed indizi, si dovrà interagire con i personaggi presenti nel mondo. Ogni volta che si parla con un indagato, appaiono dei quick time event dove bisogna scegliere quale risposta dare. Ovviamente bisogna pensare bene alle risposte, dato che, una volta selezionate, hanno un peso specifico sull’evoluzione della storia. In ogni caso, se non siete soddisfatti della risposta data, è possibile ritornare indietro e modificare la scelta.

Nelle indagini è possibile utilizzare anche il “senso di gatto” del nostro Blacksad. Si tratta di un metodo per approfondire le situazioni attraverso i sensi della vista, dell’udito e dell’olfatto. Infatti lo scorrere del tempo rallenta ed è possibile, così, percepire dettagli fondamentali, che a prima vista non sembrerebbero esserci.

La ricostruzione dei fatti avviene nella  modalità deduttiva, accessibile in ogni momento tramite il menu. Si entra in una specie di palazzo mentale dove troviamo tutti gli indizi e le informazioni raccolte fino a quel momento.

Un’altra meccanica di gioco è la schermata Il mio Blacksad. Qui, possiamo tener traccia delle conseguenze delle decisioni effettuate durante la partita e dell’influenza che esse stanno avendo sul carattere del protagonista. E’ possibile così capire se John Blacksad è più un tipo giusto o solitario o romantico ecc. E’ presente anche un indicatore che evidenzia la percentuale di possibilità di riuscire a risolvere il caso correttamente in base alle azioni intraprese.

CONCLUSIONE

Blacksad: Under the Skin ha un intreccio narrativo che cresce via via di tensione e mistero, con personaggi ben caratterizzati. A malincuore però i problemi di natura tecnica contribuiscono a disturbare un po’ la nostra esperienza. Nonostante tutto, per chi ama le storie investigative in questo stile noir accattivante e maturo lo consigliamo senza troppi dubbi, specialmente per gli amanti dei fumetti stessi.

VOTO FINALE :

Giusy

Ho iniziato la mia avventura videoludica da bambina con il Gameboy (color giallo) e Super Mario Bros, che poi ho abbandonato crescendo. Con l'arrivo di Nintendo Wii mi sono innamorata della saga di The Legend of Zelda (infatti è la mia preferita) e iniziai proprio con Twilight Princess: da quì non ho più lasciato questo mondo! Oltre alle console Nintendo, ho anche Ps4 e Xbox. Mi piacciono i film e le serie tv. Sono un po' pantofolaia, soprattutto d'inverno (stagione che adoro) ma cerco di tenermi aggiornata su tutto 💜

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