Middle-earth: Shadow of Mordor: Game of the Year Edition e Shadow of War: Definitive Edition – Recensione
Middle-earth: Shadow of Mordor: Game of the Year Edition e Shadow of War: Definitive Edition – Recensione
Ne è passato di tempo da quando sono usciti Shadow of Mordor e Shadow of War, conosciuti anche come La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor e La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra.
Entrambi sono giochi de Il Signore degli Anelli sviluppati da Monolith Production e pubblicati da Warner Bros. Interactive tra il 2014 e il 2017.
Dopo quasi un decennio, sono tornati su Switch 2 in un bundle, intitolato Middle-earth: Shadow Bundle, oltre alla possibilità di essere acquistati separatamente.

Shadow of Mordor, famoso per aver introdotto il sistema Nemesis per gli scontri con i nemici, è disponibile sotto forma dell’edizione rilasciata in occasione del premio di Game of the Year 2014.
Shadow of War, invece, si trova nella sua Definitive Edition con tutte le campagne aggiuntive, le missioni e i contenuti extra.
Entrambi i porting garantiscono un gameplay completo a tutti gli effetti. Tutti e due i giochi saranno al centro dell’analisi che segue.

TRAMA
Shadow of Mordor
La storia di Shadow of Mordor ha due protagonisti: il ramingo Tallion e l’elfo Celebrimbor. Dopo essere stati uccisi con le proprie famiglie da Sauron, si incontrano all’altro mondo.
Insieme decidono, quindi, di collaborare per vendicare la propria morte e quella dei cari. La loro relazione costituirà il movente per un percorso di crescita individuale.
Le vicende sono per lo più serie, nonostante qualche interazione umoristica. La lore intreccia personaggi, eventi e luoghi che non riguardano solo Il Signore degli Anelli, ma anche l’Hobbit.

Shadow of War
Ambientato dopo Shadow of Mordor, Shadow of War vede Talion e Celebrimbor recarsi nel Monte Fato per forgiare un nuovo Anello del Potere che sia puro.
Insieme pianificano di formare un esercito per sconfiggere Sauron una volta e per tutte. Tuttavia, Shelob sottrae l’anello e Celebrimbor finisce nella sua tela.
L’aracnide umanoide costringe Talion a darle l’anello in cambio del suo compagno e ora i due eroi, viste le proprie fatiche non soddisfatte, vagano per la Terra di Mezzo per completare la vendetta.

Intanto, Shelob ha una visione in merito alla posizione del Palantir, cercato dall’Oscuro Signore, ragion per cui i due eroi si trovano ancora di più ostacolati nella loro missione.
La storia è per certi sensi più matura di quella del gioco precedente con tanto pathos, un ritmo più incalzante, personaggi scritti magnificamente e tanti richiami all’epica di Tolkien.

GAMEPLAY
Shadow of Mordor e Shadow of War sono due action RPG con un sistema di esplorazione open-world, momenti di parkour, segreti da risolvere e scontri spettacolari e cinematografici.
Come menzionato in apertura, il primo dei due giochi è diventato famoso per aver introdotto il Sistema Nemesis, una meccanica che trasforma i capitani e il guerriero orco in un solo personaggio.
Il tutto con un nome, punti di forza, debolezze e altre statistiche uniche! Queste meccaniche sono tipiche delle battaglie, delle imboscate o dei momenti di vendetta.

Se un capitano uccide il giocatore, può essere promosso, ottenere nuovi poteri e tornare più tardi per essere riaffrontato come rivale personale. Tale caratteristica non solo crea varietà negli scontri.
Infatti, facendovi come nemico qualcuno che non è alla nostra portata, potete creare storie più memorabili oltre a quella principale. Il combat system si basa su parate, abilità speciali e contrattacchi.
Sin dall’uscita del gioco, questa componente ha ricordato moltissimo i giochi della serie Batman: Arkham per la possibilità di approcciarsi ai nemici in modo diretto o in chiave stealth in free flow.

Talion combatte con abilità da ranger, mentre Celebrimbor permette al giocatore di usare attacchi speciali per rallentare il tempo, far diventare alleati i nemici affrontati e molto altro ancora.
In particolare, esiste un sistema a catena che permette di eseguire mosse ancora più potenti. Sia gli stealth che gli approcci diretti vanno adottati solo in base alle situazioni.
Di certo, in una roccaforte non è una bella idea mettersi in mostra. Sconfiggendo i nemici, completerete missioni specifiche e verrete premiati con punti EXP, nuove abilità e altro ancora.

Le missioni di Shadow of Mordor non sono focalizzate solo sul combattimento. Alcune riguardano obiettivi che hanno a che fare con la storia sulla vendetta di Talion, mentre altre sono secondarie.
Quest’ultime vi faranno inseguire Gollum, liberare umani schiavizzati da Sauron, cercare manufatti, creature e vegetazioni rare e soddisfare altri requisiti che aumentano la rigiocabilità.
Shadow of War, invece, ha avuto il merito di aver arricchito il Sistema Nemesis con il dominio mentale dei capitani e dei guerrieri e le possibilità di costruire eserciti e assediare fortezze.

Addirittura, gli eventi su larga scala coinvolgono più nemici nelle fasi action. Il sistema di progressione, inoltre, è stato approfondito maggiormente rispetto al gioco precedente.
Ora Talion può potenziare le proprie abilità, le magie e gli oggetti dell’equipaggiamento con ampie libertà di personalizzazione per lo stile di gioco.

Nuove regioni ampliano ancora di più l’esplorazione, mentre le attività secondarie inedite e tanti collezionabili rendono anche questo capitolo un grosso passatempo.
Tuttavia, rispetto al primo gioco, questo sequel è leggermente più ripetitivo, dato che le missioni si basano per lo più sugli assedi, sulle promozioni e sul controllo mentale.

COMPARTO TECNICO
Sia Shadow of Mordor che Shadow of War su Switch 2 sono conservativi dal punto di vista tecnico, seppur con qualche novità. La risoluzione e la pulizia delle immagini sono stati migliorati.
Anche il sistema di illuminazione è stato revisionato per essere apprezzato dalle nuove generazioni. Tuttavia, le texture, le animazioni, le ambientazioni e i personaggi restano invariati.
Considerando che la dilogia originale uscì a cavallo tra le generazioni PS3/PS4 e Xbox 360/Xbox One, la qualità artistica è di ottimo impatto, ma solo se valutata in chiave storico-videoludica.

I giochi, inoltre, girano a 30 fps solidi e stabili, come nelle loro versioni su PS4, Xbox One e PC. Peccato solo che, visti i cambiamenti grafici attuali, ci saremmo aspettati di più.
Per giunta, segnaliamo anche le tempistiche lunghe per i caricamenti, che già nella settima generazione storcevano il naso, ma che almeno su una console come Switch 2 avremmo voluto vedere risolti.
Le OST, in generale, sono drammatiche, epiche ed atmosferiche. Perfette per titoli come questi! Però i problemi arrivano con la loro compressione almeno sulla console della grande N.

In Shadow of Mordor i dialoghi e i suoni si sentono a fatica a causa del volume troppo alto della musica. Solo smanettando tra le opzioni è possibile risolvere il problema.
Resta il fatto che questa logica di pensiero non salva le impostazioni di default. Per fortuna, tali difetti non si ripercuotono su Shadow of War, in cui la gestione delle tracce audio è accettabile.

CONCLUSIONE
In definitiva, chi ha già giocato sia Middle-earth: Shadow of Mordor: Game of the Year Edition sia Shadow of War: Definitive Edition nelle loro versioni originali troverà su Switch 2 poco pane da mordere.
I giochi sono rimasti sostanzialmente intatti rispetto al passato e manco c’era l’intento di innovarli. Resta il fatto che chi non li ha mai toccati in vita sua potrà ora farlo senza pretese.
Entrambi i giochi sono di ottima fattura con un gameplay ricco e con meccaniche che hanno fatto la storia. Tuttavia, alcuni problemi tecnici sulla console Nintendo vanno sicuramente sistemati.

