Beyond the Dark: Nightwatch. Chi trova un amico trova la salvezza – Recensione
Beyond the Dark: Nightwatch. Chi trova un amico trova la salvezza – Recensione
Atlantis Studio non è un publisher che molti di voi conoscono. Però, potrebbe interessarvi se amate i videogiochi horror basati sugli enigmi e sui misteri da risolvere.
E perché? Perché due giocatori possono provare il nuovo gioco Beyond the Dark: Nightwatch, in arrivo solo su Switch 2 il 26 ottobre!
Descritto come un’esperienza cooperativa in un’ambientazione asimmetrica, vi costringerà a collaborare in un’ambientazione oscura in cui dovrete sopravvivere.

Dovrete aiutarvi a vicenda in modo che uno di voi guidi, interpreti e coordini le azioni del primo giocatore. Scambiandovi i ruoli, vivrete esperienze diverse con una prospettiva diversa.
La comunicazione resta il focus principale del gioco, ragion per cui ogni risposta potrebbe essere fatale. Prima dell’uscita di Beyond the Dark: Nightwatch, abbiamo potuto provarlo in anteprima per voi.
Se volete scoprire le nostre impressioni a caldo, seguite lo scritto e, per ricevere informazioni su altri giochi simili, consultate e, se vi va, supportate Nextplayer.it!

TRAMA
A differenza di altri giochi horror di ultima uscita (vedasi Resident Evil Requiem), Beyond the Dark: Nightwatch non mette in scena dinamiche psicologiche complesse o intriganti.
Neanche personaggi capaci di comunicare con il giocatore. Nulla di tutto questo! Solo una premessa scontata che giustifica un gameplay inquietante e misterioso.
Il giocatore si risveglia in una casa abbandonata senza sapere come ha fatto a entrare e perché si trova lì. L’edificio è infestato da una creatura paranormale: il Gloam.

Trovarsi faccia a faccia con questo mostro durante l’esplorazione dei corridoi equivale a morte certa. Per fortuna, c’è ancora una speranza, data dal secondo giocatore.
Collaborandovi a vicenda, dovrete trovare una via d’uscita e scoprire, tramite gli indizi presenti nell’abitazione, che cosa ha causato la sua rovina.

GAMEPLAY
Il gioco è progettato esclusivamente per due giocatori in locale o online, che non possono sopravvivere da soli nell’ambiente poco ospitale in cui agiscono.
Questo senso di dualismo si riflette anche nel gameplay con il primo giocatore che deve esplorare gli ambienti della casa e a cui vengono affidate le missioni più ansiogene.
Deve cercare indizi per risolvere enigmi senza farsi scoprire dal Gloam e interagendo con gli oggetti disponibili. Il secondo giocatore, invece, funge da stratega.

Tramite le funzioni del Game Share deve controllare le telecamere di sicurezza e le mappe, gestire l’inventario condiviso con il suo compagno e pilotare parte degli enigmi con i glifi.
Queste scelte di game design fanno sembrare Beyond the Dark: Nightwatch un gioco per Wii U, console di Nintendo il cui gamepad fungeva da secondo schermo per determinati giochi.
Gli enigmi, d’altro canto, non sono sempre semplici, dato che ogni giocatore vede elementi diversi che devono essere usati insieme per sbloccare passaggi o risolvere altri puzzle.

La comunicazione in tempo reale è l’unico mezzo che i due giocatori hanno per condividere informazioni. Pertanto, basta un dettaglio falsato o un fraintendimento per creare o allertare pericoli.
Il giocatore 2, in particolare, oltre a parlare con il primo giocatore, deve monitorare costantemente il Gloam. Quindi, non aspettatevi di vivere un’esperienza tranquilla sulla vostra pelle.
Come in qualsiasi escape room psicologico che si rispetti, fallire, beccarsi i jumpscare e ritentare spremendo le meningi è parte dell’esperienza e mai un ostacolo definitivo.

E, nel promettere questo, Beyond the Dark: Nightwatch è un gioco che riesce nel suo obiettivo: trasmettere un senso di ansia come non se n’era mai visto prima.
Ogni minigioco è pensato specificatamente per una stanza della casa, cosa che rende il gioco sempre più profondo. Non ci sono peraltro fasi di combattimento.
Contro il Gloam si è letteralmente vulnerabili. Non si ricevono armi e non è possibile neanche avvicinarsi a lui. L’unico modo che si ha per scappare da lui è sfruttare gli elementi ambientali e nascondersi.

Le fasi di stealth non rallentano troppo il ritmo del gioco. L’unica pecca sta tanto nel lato contenutistico, vista l’offerta risicata del titolo. Resta il fatto che non parliamo di un tripla A.
Quindi, non c’è così tanto da aspettarsi. Difficilmente, però, vi ricorderete di questo gioco, vista la durata abbastanza breve della campagna.

COMPARTO TECNICO
Beyond the Dark: Nightwatch è stato un banco di prova che ha richiesto sperimentazione e perseveranza, visto l’impiego di tecnologie specifiche, pensate per farlo girare su Switch 2.
Collaborando con Q-Games, Atlantis Studio ha usato, in particolare, la tecnologia Cloudy, ovvero gli stessi strumenti e algoritmi di Ace Combat 8, per creare il Gloomy.
L’uso dell’Unreal Engine 5 suggerisce una grossa cura per i dettagli e per la fluidità delle animazioni. Tuttavia, Beyond the Dark: Nightwatch non è un gioco da considerare come tutti gli altri.

Essendo stato pensato e costruito esclusivamente per la Switch 2, cerca di fare il possibile per spingersi oltre i confini del sistema hardware per la creazione di un’atmosfera davvero opprimente.
Le ombre e gli effetti particellari sono stati gestiti in maniera complessa e le ambientazioni, per quanto limitate a una sola costruzione, sono fatiscenti e mai guidate.
Ogni piano è caratterizzato da una direzione artistica diversa, veicolata tramite una qualità eccelsa dei dettagli. Non aspettatevi sangue e altri elementi scontati.

Infatti, anche con altri mezzi si possono far finire i giocatori in ansia. Beyond the Dark: Nightwatch gestisce due visuali diverse durante una campagna.
La prima, trasmessa da una Switch in modalità dock alla TV, mostra le immagini del gioco vero e proprio in 3D e in prima persona e legate alle azioni del primo giocatore.
La seconda appare sullo schermo di una seconda Switch in modalità portatile con un’interfaccia tecnica e asettica da cui il secondo giocatore può impartire comandi o azioni di controllo.
Le prestazioni sono ottime, vista l’assenza di bug gravi, glitch o cali nella fluidità delle azioni mostrate a schermo.

Un ultimo appunto va fatto sulla colonna sonora, interamente affidata a Oscar Araujo, il compositore delle musiche della trilogia di Castlevania: Lords of Shadow.
Il suo nome è una garanzia e chiamarlo per farlo lavorare a questo gioco specifico è stata un’ottima scelta.Sia le OST che gli effetti ambientali si intrecciano in modo dinamico durante le fasi esplorative.
Il feedback dell’audio, in generale, amplifica le sensazioni claustrofobiche e di isolamento nelle stanze della casa del gioco.

CONCLUSIONE
Beyond The Dark: Nightwatch non è certamente un gioco di alto rilievo, ma, per essere un piccolo progetto, bisogna ammettere che ha una base di idee uniche e originali.
Il gameplay asimmetrico tra i due giocatori è il punto di forza principale dell’intera esperienza. Sia il primo che il secondo giocatore, essendo separati, vivono un senso di ansia e di terrore elevato.
Il primo per il fatto di non sapere cosa gli aspetta e il secondo per la frustrazione che, spesso, potrebbe indurlo a malinterpretare determinati passaggi con conseguenze fatali.
Molto interessante è anche il modo in cui viene gestita la comunicazione, ossia tramite il GameShare che permette di giocare anche ai possessori di Switch 1 tramite il sistema di condivisione e il Friend Pass.
L’atmosfera claustrofobica della casa, arricchita dalle colonne sonore di Oscar Araujo che amplificano l’isolamento, è uno degli aspetti più riusciti e d’impatto.
Peccato solo per la poca durata del gioco, che, pur facendo della sua difficoltà e dei suoi enigmi il perno per la rigiocabilità, non ha altri contenuti da offrire.
PRO:
- Gameplay originale e inquietante
- Comparto tecnico impattante
- Enigmi complicati
CONTRO
- Un po’ corto come gioco
- Pochi contenuti
VOTO: 75
