Barbarian Saga: The Beastmaster, un metroidvania “bestiale” – Recensione
Barbarian Saga: The Beastmaster, un metroidvania “bestiale” – Recensione
Gli anni ’80/’90 hanno segnato un’intera generazione di fan per i generi del dark phantasy e dello sword and sorcery. Il cinema, l’animazione e i videogiochi hanno offerto prodotti di ogni tipo.
Conan il Barbaro, Deathstalker, The Beastmasker, He-Man, Golden Axe, Castlevania sono solo alcune delle opere che ci vengono in mente. Ma che cosa succede se oggi si provasse a omaggiare quei prodotti?
Sarebbe un’impresa altrettanto ardua, ma il nuovo metroidvania action adventure Barbarian Saga: The Beastmaster rappresenta un tentativo ambizioso.

Pubblicato dall’editore spagnolo Selecta Play e sviluppato dal team indie Dormidin Studios, il gioco uscirà il 9 settembre 2026 per PC (Steam), PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch.
Prima del rilascio, abbiamo avuto occasione di giocare una versione in anteprima e di sbloccare le nostre abilità “bestiali”, trasformarci in pantera, sfoderare una spada animata da un’entità maligna.
Vi sembra poco per introdurvi a questo gioco? Non sapete che cosa vi perdete. Acquistatelo domani! Tanto costa meno di 20 euro. E, se siete al verde, provate la demo su Steam.

TRAMA
La storia parte da quel che, in teoria, dovrebbe essere un lieto fine. Una guerra che ha devastato il regno di Imperia è finalmente finita, ma la pace non si rivela così duratura.
Nuovi venti di guerra minacciano gli abitanti dopo che il nuovo re, insieme al Sacro Regno, si è messo contro i non umani, guidati dal mago Trece XIII del mondo di Arborea.
Fortunatamente una profezia racconta di un eroe che riuscirà a unire uomini e bestie. Si tratta dell’ultimo Beastmaster, un mago sopravvissuto.

Controllandolo, sfrutterete le anime di animali e di creature mistiche per trasformarvi e portare a termine il vostro compito. Sarete armati, come già detto, di una spada divoratrice di cuori.
La storia è semplice, ma almeno la scrittura dei personaggi, con cui è possibile dialogare nell’overworld, li rende accattivanti e dotati di una propria personalità.
Soddisfacendo certi requisiti, inoltre, sbloccherete finali alternativi, ma preferiamo non svelarvi nulla per lasciarveli scoprire da soli.

GAMEPLAY
Se conoscete già come funziona il genere dei metroidvania, noterete che Barbarian Saga non differisce molto dalla formula classica.
Il giocatore deve farsi strada in paesaggi interconnessi. L’esplorazione è semplice: trovando e raccogliendo skill, potrete aprire nuove strade e ampliare il vostro percorso.
Spesso dovrete risolvere piccoli enigmi per accedere a stanze nascoste, che contengono tesori rari. E, se volete riposare, non esitate a fermarvi nei sacrari.

Queste zone fungono da checkpoint e permettono al giocatore di curarsi completamente, di riempire il suo Mana e le sue pozioni e di gestire le proprie risorse.
Inoltre, potrete usarle per il Viaggio Rapido tra una zona e l’altra. Oltre a una vasta gamma di armi, il Beastmaster deve raccogliere le perline per la sua collana rituale.
In questo modo, otterrete zanne, amuleti e radici di piante che modificheranno i vostri attacchi, la vitalità o il Mana. E badate bene: quest’ultimo non è mai scontato.

Serve per l’uso delle armi e per le trasformazioni del Beastmaster in una tigre a partire da un determinato punto del gioco. Questa scelta di game design rende le perlustrazioni più appaganti.
E ce ne vuole per farlo, anche perché il livello di difficoltà del gioco è tarato su livelli medio-alti. Non verrete puniti con la perdita di oggetti e buff come in un roguelike o in un souls-like.
Resta il fatto, però, che il gioco vi metterà a dura prova con spuntoni, dirupi e altre insidie. La lunghissima distanza tra i punti di checkpoint può causare frustrazioni.

Lo stesso discorso vale per il posizionamento dei nemici, che gli permette di attaccare il giocatore nei momenti di invulnerabilità (es. quando si scende dalle scale).
I nemici non si fermano un istante per colpirvi, ragion per cui dovrete imparare il loro moveset. Le possibilità offerte dal combat system possono ampliarsi in base al vostro equipaggiamento.
Peccato che non brillano per la loro profondità. Per giunta, a rovinare gli scontri è la gestione delle hitbox. Se un nemico esegue un’azione e voi riuscite a evitarla e a contrattaccare, verrete comunque colpiti.

Ciononostante, questo è l’unico aspetto negativo del gioco che abbiamo riscontrato durante i playthrough. L’input lag funziona molto bene e i controlli anche nelle battaglie rispondono bene.
Questo avviene anche durante le boss fight, pensate per confondere il giocatore e motivarlo a imparare pattern più complessi ripartiti in fasi.

COMPARTO TECNICO
La presentazione tecnica di Barbarian Saga è ben curata, seppur con piccoli margini di miglioramento. La prima cosa che balza all’occhio è lo stile grafico.
Le ambientazioni, cupe e avventurose, sono state disegnate a mano. Le texture sono minuziosamente dettagliate ricche di colori e luci e pieni di vita e di tridimensionalità.
Almeno si fa per dire, visto che la grafica è interamente in 2D. I personaggi sono disegnati con un tratto pulito e con leggeri particolari anatomici.

Queste caratteristiche bastano a rendere il loro design distinguibile e meno abbozzato. Avremmo però gradito una maggior fluidità nei movimenti.
Soprattutto, gli attacchi sono rigidi e, spesso, mancano animazioni tra una mossa e il ritorno del protagonista nella sua posa base . Il problema arriva però con l’interfaccia utente (UI).

Per quanto i menù, la mappa e le cutscene siano semplici, ma funzionali, la scala dei caratteri testuali è di piccole dimensioni. Questo difetto complica anche la leggibilità dei font.
Le OST sono alternate con tracce più serie, avventurose e spirituali, risultando adatte per un gioco mistico e pieno di paesaggi ampi e desolati.

CONCLUSIONI
In conclusione, Barbarian Saga: The Beastmaster è un titolo solido che non rinnova il suo genere di appartenenza, ma che nel suo piccolo resta un piccolo gioiello.
Tralasciando i difetti che possono essere tranquillamente risolti con futuri aggiornamenti, il comparto tecnico è splendido con ambientazioni dettagliate e con OST azzeccate per l’atmosfera.
Al di là dei problemi con le hitbox, il gioco possiede un sistema di combattimento semplice, ma efficace. L’esplorazione, inoltre, fa il suo lavoro nell’incentivare la curiosità dei giocatori.
PRO:
- Esplorazione difficile e appagante
- Combattimento poco profondo, ma efficace
- Ottimo comparto tecnico
CONTRO:
- UI e hitbox migliorabili
VOTO: 80
