Elden Ring Tarnished Edition, il debutto di FromSoftware su Switch 2 – Recensione
Elden Ring Tarnished Edition, il debutto di FromSoftware su Switch 2 – Recensione
Era solo questione di tempo prima che un gioco di FromSoftware e del lodato maestro Hidetaka Miyazaki uscisse sulla nuova console di Nintendo: la Switch 2.
Elden Ring, premiato come uno dei migliori action RPG open-world dell’ultimo decennio, sarebbe dovuto uscire su quel sistema nel 2025.
Sarebbe stato un lancio contemporaneo ai mesi di avvio delle vendite della macchina. Peccato che una console Nintendo non sia costruita come una PlayStation 5.

Di conseguenza, l’attenzione verso le prestazioni e la stabilità complessiva del gioco ha costretto il team di sviluppo a rinviarlo all’estate del 2026.
Così il 28 agosto, poco tempo dopo il lancio della beta di The Duskblood, altro gioco della compagnia previsto per Switch 2, è uscita l’Elden Ring Tarnished Edition.
Pubblicata da Bandai Namco, questa versione include il gioco base, l’espansione Shadow of the Erdtree e alcuni contenuti usciti separatamente per il gioco originale su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC.

Sembra un’offerta sostanziosa, ma non aspettatevi una versione fisica eccezionale. La Tarnished Edition è una Game-Key-Card, una cartuccia con il gioco digitale da scaricare.
Il peso è di soli 46 GB, ma ne varrà la pena se pensate di godervi questo mix di brutalità, esplorazione e tanta immaginazione.

TRAMA
La trama di Elden Ring Tarnished Edition unisce la storia del gioco standard e quella dell’espansione Shadow of the Erdtree, scritte in collaborazione con George R. R. Martin.
Dopo la frantumazione dell’Anello Ancestrale, la fonte vitale dell’Albero Madre e regina, Marika l’Eterna, è scomparsa. In seguito, i suoi figli, i semidei, hanno iniziato una lunga guerra, la Disgregazione.
Entrambi reclamano i frammenti dell’Anello stesso, ossia le Rune Maggiori. Voi controllate un Senzaluce, un esiliato privato della Grazia dell’Albero richiamato dall’oltretomba.

Vestendo i suoi panni con coraggio e arguzia, dovrete avventurarvi nell’Interregno, sconfiggere i semidei, ottenere le Rune e diventare Lord ancestrali.
La trama è epica con personaggi splendidamente caratterizzati. In Shadow of the Erdtree, in particolare, ci saranno alcuni colpi di scena che renderanno la storia più complessa.
Scoprirete i segreti dietro la regina Marika e Miquella l’Incolpevole, il gemello di Malenia situato nel Regno delle Ombre.

GAMEPLAY
Elden Ring si differenzia dagli altri giochi di FromSoftware per la sua feature principale: l’esplorazione libera.
D’altronde, la sua primissima versione è uscita nel 2022, quando gli open-world, oggi ormai spremuti come mammelle di mucca, stavano spopolando e ricevendo nuova linfa.
Specialmente cinque anni dopo l’uscita di The Legend of Zelda: Breath of the Wild di Nintendo, che, inutile da dire, influenzò l’intero panorama videoludico.

Fatta questa breve precisazione sul contesto storico dello sviluppo, bisogna ammettere ancora oggi, nel 2026, che fa una certa impressione trovarsi in un gioco grande come questo.
La vastissima mappa è piena di segreti, insidie, percorsi alternativi, dungeon e caverne. Potete viaggiare a piedi o in groppa al cavallo Torrente per muovervi più in fretta.
Tuttavia, è anche vero che, per quanto siate liberi di esplorare ciò che volete, non potrete accedere a determinate ambientazioni senza aver raccolto i frammenti dell’Elden Ring.

Come in tutti i Souls, potete scegliere una classe adatta al vostro stile di gioco. All’inizio del gioco, ne potete selezionare solo una tra 10.
Per esempio, ci sono il Cavaliere Errante, adatto ai principianti, il Samurai, perfetto per i giocatori frenetici, l’Astrologo e così via. Tutte le classi sono interscambiabili in qualsiasi momento.
Usarle tutte in un mondo di gioco che richiede tantissimo brainstorming vi garantirà un gameplay molto variegato.

Ciò, però, non significa che il livello di sfida sia permissivo. Come tutti i giochi diretti da Miyazaki, anche Elden Ring è pensato per puri masochisti.
Ogni nemico o ostacolo è pensato apposta per punire il giocatore, costringerlo a recuperare le Rune perse in caso di morte e motivarlo a migliorare le proprie strategie.
Questo discorso vale anche per le boss fight, coreografate magnificamente con pattern mnemonici e aggressivi da contrastare con la schivata, il parry e tanta pazienza.

Ciononostante, è anche vero che l’implementazione della componente open-world ha ridotto la ferocia che contraddistingueva i giochi precedenti della società madre.
Quindi, anche se vi sentirete appagati dopo migliaia di tentativi, non sentitevi sbagliati se pensate di accantonare un pericolo per andare da tutt’altra parte e tornarci dopo.
Potete trovare le Grazie, dei punti in cui accamparvi, ricaricare tutta l’energia vitale, usare lo spostamento rapido e salire di livello per ottenere nuovi upgrade e migliorare le vostre statistiche.

Le possibilità di personalizzare le proprie build riguardano buff unici e devastanti e abilità sbloccabili solo con determinati strumenti aggiunti nell’equipaggiamento.
Risulta importante anche la gestione del mana, necessaria sia per le magie sia per gli attacchi speciali. Fin qui vi abbiamo descritto il gioco così come lo conosciamo.
Ma quali novità ha introdotto la Tarnished Edition rispetto al passato? Solo due nuove classi: il Cavaliere Idus e il Cavaliere Pesante.

La prima classe vi permette di muovervi in modo maneggevole e con poca resistenza, mentre la seconda è pensata solo per gli attacchi pesanti.
Le due feature sono contenuti DLC separati per le versioni del gioco uscite sulle altre console. A parte questo, però, non ci sono nuovi contenuti sostanziali.

Sono stati introdotti al massimo nuovi elementi estetici per Torrente e nuovi bilanciamenti per le armi, gli oggetti e gli strumenti. Tuttavia, basta poco per migliorare Elden Ring.
Già di per sé è un gioco completo e profondo, sebbene non alla pari con titoli come Sekiro o Bloodborne.

COMPARTO TECNICO
Come vi abbiamo anticipato, l’impresa di far girare Elden Ring su una console ibrida come Switch 2 si è rivelata più impegnativa del previsto.
Eppure, il risultato è tutt’altro che insoddisfacente. Le ambientazioni fantasy e devastate, gli effetti di luce e le ombre sono realizzati con una cura eccelsa e senza sbalzi di qualità.
Ciò significa che il passaggio dalla modalità docked a quella portatile non influisce sulla presentazione visiva del gioco. Tuttavia, è vero che il gioco non è privo di difetti.

I cali di frame rate e gli effetti di pop-up legati alla caoticità delle battaglie o ai nemici lontani dal punto in cui si trova il giocatore si verificano con una frequenza molto fastidiosa.
Per fortuna, nessuno di questi difetti comporta conseguenze pesanti nelle interazioni ludiche senza incidere, al contempo, sulla percezione dell’ottima direzione artistica di FromSoftware.

Generalmente, le animazioni girano a 30 fps, che non saranno il massimo per una Switch 2, ma che possono bastare.
Le musiche mistiche e il doppiaggio in inglese,inoltre, sono di ottima fattura. Soprattutto le OST orchestrali, più pacate durante l’esplorazione e più caotiche e drammatiche durante le boss fight.

CONCLUSIONI
In conclusione, Elden Ring Tarnished Edition rappresenta la versione definitiva di Elden Ring a tutti gli effetti.
Un mondo così grande, pieno di attività e aperto a milioni di sperimentazioni fa impallidire ancora oggi. I contenuti inediti non sono eccessivi, ma possono bastare.
D’altronde, per una versione che include il gioco base con l’espansione Shadow of the Erdtree non si può pretendere più di tanto. Certamente, non è tutto rose e fiori ciò che luccica.
I cali di frame rate sono un segnale di quanto sia stato faticoso far girare un gioco del genere su Switch 2. Tuttavia, una piccola patch può risolvere questi difetti. Si spera che il gioco sia un successo commerciale.
Così, la fidelizzazione tra FromSoftware e Nintendo permetterà non solo lo sviluppo di nuovi giochi, come The Duskbloods, ma anche la promozione di altri titoli ai nuovi giocatori.
E chi lo sa? Magari Elden Ring Nightreign, uno spin-off di Elden Ring uscito l’anno scorso, potrebbe essere uno di questi, ma solo con il tempo lo sapremo.

