Kingdom Hearts Collection [I~III]: la recensione della raccolta della saga
Kingdom Hearts Collection [I~III]: la recensione della raccolta della saga
Nel 2026 è inevitabile pensare ai videogiochi citando almeno una volta la serie di Kingdom Hearts. Una saga partita da un sogno impossibile: emulare la libertà di gioco di Super Mario 64 in chiave action RPG.
Nella fase tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, Square (oggi Square Enix) era ormai sulla cresta dell’onda dopo il successo di Final Fantasy VII e dei suoi successori.
Eppure, serviva qualcosa di più accattivante: un progetto leggendario, così come le sue origini. Non è chiaro quanto fosse vera la storia dell’incontro in ascensore di Shinji Hashimoto e di un dirigente Disney.

Probabilmente, più discussioni interne avrebbero segnato l’inizio dei lavori. Sappiamo soltanto che sia la sede di Disney Interactive sia quella di Square si trovavano nello stesso edificio a Tokyo.
Da un lato, Square e, specialmente, il game designer Tetsuya Nomura, offertosi volontario, offrirono le proprie idee, seppur controllate dai piani alti del topo.
Dall’altro, c’era proprio la stessa Disney, intenzionata a segnare “il cuore” dei suoi appassionati in Oriente. Fare una storia dettagliata dello sviluppo del primo gioco in questa recensione non è affar nostro.

Resta il fatto che, nonostante l’incompatibilità dei mondi Disney con quelli di Final Fantasy, il crossover Kingdom Hearts uscì finalmente a novembre 2002 su PlayStation 2.
Il suo lancio ha aperto un ciclo di lunghe attese, delusioni e trame estremamente complesse , ma anche di pregi, ricordi emozionanti, world building incredibile e gameplay sempre fresco e frenetico.
Oggi, per fortuna, i giocatori hanno migliaia di possibilità per riscoprire tutta la saga senza impazzire. Tuttavia, Kingdom Hearts Collection [I~III] rappresenta il menù completo per le nuove leve.

Il gioco, sviluppato e pubblicato da Square Enix, è disponibile su PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2.
Dal momento che ci avviciniamo al 2027, l’anno del venticinquesimo anniversario della saga, era logico aspettarsi una simile iniziativa. Comunque, il pacchetto include tre collection ricche di contenuti.

Sono Kingdom Hearts -HD 1.5+2.5 ReMIX-, Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts III + Re Mind. Basterà un’offerta così ampia a giustificare i 79,99 euro di listino?
Inoltre, cosa potrebbe spingere anche i veterani a scaricare i giochi e a riviverne l’atmosfera e il fascino? Se vi ponete tali domande, questa recensione forse potrebbe fare al caso vostro.
La collection è disponibile solo in formato fisico o su Game Key Card (per l’edizione Switch 2). Negli store digitali, invece, trovate tutte le raccolte distribuite separatamente.

Kingdom Hearts 1.5+2.5 ReMIX
Uscito originariamente su PS4 nel 2017, Kingdom Hearts 1.5+2.5 ReMIX è una collection di…. due collection. Avete capito bene. I suoi contenuti sono gli stessi delle raccolte 1.5 e 2.5 ReMIX uscite su PS3.
I contenuti inclusi sono quattro giochi (Kingdom Hearts Final Mix, Re:Chain of Memories, Kingdom Hearts II Final Mix, Birth by Sleep Final Mix) e i filmati di 358/2 Days e di Re:Coded.
Kingdom Hearts Final Mix è la versione rivista, corretta e aggiornata del primissimo Kingdom Hearts. La storia, a differenza dei capitoli successivi, è meno complessa di quanto si possa pensare.

Ancora non c’era un intero groviglio su temi filosofici, sul destino dell’universo etc. etc. C’era solo una fiaba di amicizia e di sacrificio, in cui un ragazzino veniva separato dai suoi amici: Riku e Kairi.
Sora aveva in mente di visitare con loro altri mondi al di fuori del suo piccolo isolotto. Tuttavia, la minaccia degli Heartless, mostri che si saziano dei cuori altrui, si è abbattuta nel suo destino.
Adesso deve ritrovarli e nella sua avventura verrà aiutato da Paperino e Pippo, partiti per andare a cercare il Re Topolino, scomparso durante la lotta contro le forze dell’Oscurità.

Insieme esploreranno mondi tratti dai film Disney più famosi e incontreranno personaggi di Final Fantasy come Squall LeonHeart (qui chiamato Leon) e Cloud Strife.
Aspettatevi tanti colpi di scena e momenti toccanti, che continueranno nei capitoli successivi e su cui, in generale, preferiamo stendere un velo pietoso.
Da un lato per non allungare troppo il brodo (e fidatevi… meglio così). Dall’altro per permettervi di godervi la trama di ogni singolo gioco dell’intera Collection [I~III].

Visto oggi, Kingdom Hearts Final Mix mostra un po’ i segni del tempo. Il combattimento è legnoso, la telecamera è ballerina e il game design è in parte problematico.
Tuttavia, resta ancora un gioco dal fascino irreplicabile. Specialmente con la risoluzione in HD e con la pulizia delle texture recuperata dalla versione PS4!
L’esplorazione, nonostante la sua linearità, serba molte sorprese, tra cui boss opzionali difficili, missioni secondarie, risorse rare per l’equipaggiamento e altri misteri.

Gli scontri avvengono, inoltre, in tempo reale con la possibilità di effettuare combo strategiche usando una barra delle azioni, delle cure e delle evocazioni in stile RPG.
Il world building è stratificato, colorato e fantasioso come in qualsiasi film Disney e le OST del gioco, come Destati e Simple and Clean della cantante Hikaru Utada, sono ancora delle hit a distanza di 24 anni.
Kingdom Hearts Re:Chain of Memories (2008), remake per PS2 di Chain of Memories per Game Boy Advance (2005), è stato uno spin-off sperimentale.

Caratterizzato dallo stesso game design del gioco precedente, Re:Chain presenta una caratteristica assente in qualsiasi altro gioco della serie: le carte, dotate di PC (punti carta).
Questa gimmick non è solo una fonte di collezionismo. Può essere usata durante i combattimenti o durante le fasi esplorative per sintetizzare le stanze della mappa.
Il gioco è famoso per aver introdotto l’Organizzazione XIII, l’ambientazione del Castello dell’Oblio, una modalità versus per due giocatori e due trame: quella di Sora e quella di Riku.

Rispetto alla versione GBA, ReChain of Memories inserisce il comando a reazione per le battaglie, introdotto inizialmente in Kingdom Hearts II. Inoltre, presenta OST migliorate, un doppiaggio e scene inedite.
Quello che, tuttavia, viene ritenuto il capitolo migliore della serie è senza dubbio proprio Kingdom Hearts II (2006), qui riproposto nella sua versione Final Mix.
Il combattimento è stato reso più fluido e cinematografico. I mondi Disney sono stati ampliati e ingranditi e il sistema di progressione è stato migliorato.

In più sono stati aggiunti i Limiti, attacchi potenti che Sora e compagni possono fare in gruppo, e le Fusioni, che permettono di lottare con due Keyblade o di ottenere nuove abilità se potenziate.
La versione Final Mix introduce nuove scene per la storia, incentrata sul Nessuno Roxas. Inoltre, sono presenti nuove missioni secondarie, nuovi boss e un nuovo livello di difficoltà.
Infatti, chi ha gusto per il masochismo può cimentarsi nella modalità Critica. Qui il giocatore non sale di livello e può avere un massimo di 60 HP.

Senza dubbio, Kingdom Hearts II ha segnato l’evoluzione stratificata di quello che stava diventando a pieni titoli un brand enorme.
Peccato che per vedere il terzo capitolo della serie principale ci sono voluti parecchi anni. Prima di quel momento tanto atteso sono usciti tantissimi spin-off.
Titoli che non sono stati graditi allo stesso modo, ma che hanno contribuito ad ampliare la lore del franchise. Kingdom Hearts 358/2 Days (2009) racconta la storia di Roxas prima di Kingdom Hearts II.

Purtroppo, in 1.5+2.5 Remix non è possibile giocarlo. Infatti, è un gioco ideato solo per funzionare sul Nintendo DS. Almeno il teatro delle cutscenes vi permetterà di godervi la trama.
Kingdom Hearts Re:Coded (2011) è una versione completa di un mobile game uscito in episodi nel 2008. Coded non è particolarmente amato o ricordato quanto i primi capitoli.
Nonostante qualche ottima idea per il gameplay, si tratta di un gioco ripetitivo, con mondi già visti e con una storia non così utile ai fini dell’evoluzione della serie.

Re:Coded non è presente a sua volta nella collection, in quanto pensato anch’esso per funzionare solo su DS. Quindi l’unico modo per godervelo nella raccolta è tramite le cutscenes.
Invece Kingdom Hearts: Birth by Sleep (2010), qui riproposto nella versione Final Mix, rappresenta un punto di rivalsa per i capitoli portatili.
Il gioco, oltre a essere il prequel del primo capitolo della saga, ruota attorno a un sistema di tre personaggi: Terra, Aqua e Ventus, i tre detentori del Keyblade.

Ognuno può accedere solo a determinati scenari ed è caratterizzato da un proprio stile di gioco. Terra è lento, ma molto potente, Ventus è veloce ed equilibrato e Aqua è la maga del trio.
I combattimenti si fondano stavolta sul sistema dei Comandi, che possono essere combinati tra loro, salvo rare eccezioni, e livellati per ottenere effetti aggiuntivi.
A ogni comando, inserito in una console, viene associata un’abilità passiva, che può essere scambiata finché il comando in questione non raggiungerà il livello massimo.

Ciononostante, il sistema impedisce un abuso dei comandi con un tempo di ricarica (breve o lungo a seconda dei casi) prima che possano essere usati di nuovo.
Riempiendo la barra sopra il mazzo con specifici comandi, si attiva una trasformazione temporanea dello stile di combattimento, che potenzia le combo e che si conclude con la mossa Epilogue.
Lo Shotlock permette invece di mirare a più nemici contemporaneamente per scatenare una raffica di proiettili di luce e di energia, pur riducendo la vulnerabilità del giocatore.

Infine, il D-Link crea collegamenti temporanei ai cuori degli altri personaggi incontrati durante l’avventura con modifiche istantanee per il mazzo di comandi e lo stile visivo.
Tutte queste caratteristiche fanno di Birth By Sleep uno dei giochi più profondi di Kingdom Hearts in termini di gameplay, nonostante la monotonia dei percorsi affrontati per i tre protagonisti.

Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue
Pubblicizzato come un trampolino di lancio per Kingdom Hearts III, Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è uscito per la prima volta su PS4 nel 2017.
Su Xbox One e su PC sarebbe uscita nel 2020 e nel 2021 assieme a 1.5+ 2.5 Remix. Tra i contenuti della collection si ricorda una remaster di Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance (2012).
Considerato dai fan come un capitolo problematico a causa dei problemi strutturali della trama, il gioco vanta comunque meccaniche innovative, come il Drop System.

Svuotando la barra “Drop”, il giocatore si trova costretto ad alternare i gameplay di Sora e Riku passando a fasi di gioco differenti. A lungo andare, questa situazione provoca fastidio.
Eppure, è possibile evitarla affrontando nemici o ripristinando la barra con gli oggetti. Dream Drop Distance introduce nuovi mondi, tra cui quello di The World Ends with You, altro gioco di Nomura.
Il Flowmotion permette di sfruttare pareti, lampioni e altri elementi ambientali per compiere balzi, scatti e attacchi speciali ad alta velocità durante le battaglie.

Inoltre, nel gioco sono anche presenti i Dream Eaters, nemici che sostituiscono gli Heartless e che possono essere anche allevati e utilizzati come alleati in battaglia.
Un altro gioco inserito in 2.8 Final Chapter Prologue è Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep -A fragmentary passage-, un sequel diretto di Birth By Sleep incentrato su Aqua.
Anche in questo caso sono state introdotte novità significative, tra cui una grafica moderna lavorata in Unreal Engine 4. Il combattimento è simile a quello di Kingdom Hearts II e di Birth by Sleep.

Anche in questo caso sono presenti la barra Focus e gli Stili di comando, ma con una differenza. Al posto dei vecchi comandi di reazione sono stati inseriti i comandi situazionali.
Il giocatore può sbloccarli migliorando le prestazioni di battaglia e, usandoli, riempie appositi marcatori da usare come trigger per attivare potenti trasformazioni o attacchi finali.
AI posto dei vecchi cooldown dei comandi di BBS, gli sviluppatori hanno recuperato la tradizionale barra dei punti magia (MP), da ricaricare manualmente durante l’utilizzo.

Inoltre, sono stati inseriti lo scatto aereo nativo e le scivolate sui flussi di ghiaccio magico, mentre lo Shotlock è stato rivisto per consentire di bersagliare più nemici contemporaneamente.
Infine, la nuova lista degli obiettivi e delle sfide in-game incrementa notevolmente la rigiocabilità. Kingdom Hearts χ Back Cover è l’ultimo contenuto di questa collection.

Non si tratta di un vero e proprio gioco, ma di un film dedicato agli eventi precedenti a Kingdom Hearts χ, un browser game di ruolo rimosso dagli store e promosso come il prequel dell’intera saga.
Persino di Birth By Sleep! Capite ora quanto Kingdom Hearts sia come entrare in un labirinto decorato con vasi di Pandora? Comunque, la pellicola spiega alcuni misteri narrativi lasciati irrisolti.

Kingdom Hearts III + Re Mind
Concepito sin dai tempi di Kingdom Hearts II, annunciato solo nel 2013 e uscito dopo 5 anni di sviluppo, Kingdom Hearts III è il capitolo conclusivo della saga di Xehanort, iniziata in Birth by Sleep.
Il gioco è stato estremamente polarizzante tra i giocatori. Le critiche maggiori hanno riguardato la storia, definita affrettata e incapace di dare una vera conclusione a tutti i quesiti lasciati dagli spin-off.
Ulteriori polemiche hanno riguardato la difficoltà troppo bassa, aumentata con la successiva inclusione della Modalità Critica tramite un DLC, e la cancellazione di ogni legame con Final Fantasy.

Nonostante tutto, il gioco è stato un successo commerciale. In questo capitolo, Sora può equipaggiare fino a tre Keyblade contemporaneamente e cambiarli rapidamente in tempo reale durante i combattimenti.
Una nuova meccanica, inoltre, unisce il concetto delle Fusioni Turbo con quello delle trasformazioni del Keyblade, che ora possiede due forme alternative e uniche.
Adesso il giocatore può scambiare i Keyblade durante le battaglie, oltre a utilizzare ancora una volta i comandi situazionali, che soppiantano completamente i quick time event.

Sora può usare le Attrazioni, mosse speciali che coinvolgono le giostre dei parchi a tema Disney. Tornano anche le invocazioni, anche se stavolta non sono più fisiche.
Infatti, più che evocare i personaggi dovete prenderne in prestito il potere per creare attacchi spettacolari. Oltretutto, ora Sora vanta una nuova caratteristica: la Corsa Libera.
Derivata dal Fluimoto di Dream Drop Distance, questa meccanica permette di muoversi liberamente negli spazi circostanti correndo sulle pareti o gettandosi nei dirupi.

Rispetto ai precedenti giochi della serie, Kingdom Hearts III non ha ricevuto una versione Final Mix. Piuttosto, si è preferito puntare ai contenuti scaricabili.
Re Mind porta avanti la storia del gioco con nuove scene, una nuova ambientazione, nuove boss battle dalla difficoltà elevata e un finale ad hoc (seppur ancora aperto).

Le prestazioni su Nintendo Switch 2
Per questa recensione abbiamo analizzato le raccolte incluse nella collection giocandole su Switch 2. Sulla console Nintendo le prestazioni si sono rivelate stabili e ottimali.
In modalità dock il gioco gira in 4K, mentre in modalità portatile a 1080p. Gli FPS si aggirano sempre intorno ai 60, fatta eccezione per Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep e per Kingdom Hearts III.
In quel caso, a causa della pesantezza dei giochi, il frame rate si assesta tra i 20 e i 60 FPS per il primo e tra i 40 e i 60 per il secondo. I tempi di caricamento sono stati completamente azzerati.

Per quanto riguarda Kingdom Hearts III, inoltre, è stato fatto un grosso passo in avanti. Se sulle console di vecchia generazione mostrava qualche incertezza, ora offre una fluidità granitica.
Anche nelle battaglie più caotiche non vi sembrerà rallentare. Ricevere tutte queste informazioni è una manna dal cielo per i possessori di Switch 2.
Finalmente, è possibile giocare su una console Nintendo conversioni native e prive dei problemi di latenza che avevano caratterizzato le versioni in cloud uscite sulla prima Switch.

Ciononostante, è anche vero che i programmatori si sono limitati a prendere quanto c’era di buono, sistemare qualche effetto di luce, risolvere i problemi più gravi e rilasciarlo così com’era.
Per tale ragione, non aspettatevi il prodigio della tecnica. Kingdom Hearts Collection [I~III] non punta a questo!

Conclusioni
Finalmente, dopo una recensione così lunga e complessa da scrivere, giungiamo alla conclusione di questa recensione agganciandoci con le domande poste in apertura.
Kingdom Hearts Collection [I~III] vale i 79,99 euro che costa. Tutto ciò, però, a una sola condizione: che siate delle nuove leve o, in generale, degli appassionati pieni di soldi.
L’offerta dei contenuti è veramente così ampia al punto che è difficile sia capire da dove cominciare sia dove finire per scoprire la storia di un brand così massiccio.
D’altro canto, però, i giochi della serie hanno già ottenuto tantissime riconversioni per console diverse. Lo stesso discorso riguarda anche le collection stesse.
Una raccolta con tutti i giochi della serie è già uscita su PS4 in formato fisico tramite il pacchetto Kingdom Hearts All-In-One.
Pertanto, chi ha giocato tutto in tutte le salse non avrà un motivo valido per un ulteriore acquisto. La Collection [I~III] non presenta giochi o filmati aggiuntivi.
Semplicemente vale per quello che é: un nuovo trampolino di lancio pensato stavolta per Kingdom Hearts IV, previsto per uscire nel 2027 su PC, PS5, Switch 2 e Xbox Series X/S.

