Report di Bitdefender e NETGEAR 2026 evidenzia i rischi crescenti per la sicurezza della casa connessa
Bitdefender, leader globale nella cybersecurity, ha pubblicato oggi, in collaborazione con NETGEAR, l’IoT Security Landscape Report 2026, uno studio approfondito sull’evoluzione delle minacce che prendono di mira le abitazioni connesse. La ricerca analizza come la crescente diffusione dei dispositivi dell’Internet of Things (IoT) – dalle smart TV ai dispositivi per lo streaming ai router e alle telecamere – stia ampliando la superficie di attacco a cui sono esposti i consumatori, rendendoli sempre più vulnerabili ad attacchi informatici automatizzati e campagne di sfruttamento su larga scala. Lo studio evidenzia inoltre come questi dispositivi non siano più soltanto obiettivi degli attacchi, ma possano essere utilizzati anche come intermediari, strumenti di sorveglianza e punti d’appoggio per le attività illecite all’interno della rete domestica.
“La crescente diffusione dei dispositivi connessi ha trasformato le abitazioni in ecosistemi digitali sempre più complessi, in cui ogni nuovo dispositivo può rappresentare un ulteriore punto di accesso per gli hacker”, ha dichiarato Ciprian Istrate, Senior Vice President of Operations di Bitdefender Consumer Solutions Group. “I criminali informatici sfruttano l’intelligenza artificiale per accelerare gli attacchi, riducendo da giorni a poche ore il tempo che intercorre tra la scoperta di nuove vulnerabilità e il loro sfruttamento. Questo espone le famiglie a rischi sempre maggiori. La nostra ricerca, realizzata in collaborazione con NETGEAR, evidenzia come la protezione a livello di router sia ormai fondamentale per contrastare malware, furti d’identità e truffe sempre più sofisticate”.
L’IoT Security Landscape Report 2026 si basa sui dati di telemetria raccolti tra gennaio e settembre 2026 da circa 10,4 milioni di abitazioni connesse in tutto il mondo. I ricercatori di Bitdefender hanno analizzato 5,4 miliardi di eventi di sicurezza e 1,2 miliardi di rilevazioni relative alle vulnerabilità. Il report esamina inoltre alcuni degli incidenti più significativi registrati nel corso dell’anno, tra cui lo smantellamento di quattro botnet IoT da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la scoperta di software proxy integrato nelle applicazioni per smart TV, in grado di trasformare i televisori in nodi intermedi per il transito di traffico di terze parti.
I principali risultati dell’IoT Security Landscape Report 2026 includono:
Un solo dispositivo, quattro possibili vettori di attacco – Uno stesso dispositivo vulnerabile può essere bersaglio diretto di un attacco, fungere da proxy per instradare traffico di terze parti, raccogliere informazioni come un sensore oppure diventare un punto d’accesso alla rete più ampia. Le smart TV, che possono svolgere tutti e quattro questi ruoli, si collocano al primo posto tra le categorie analizzate, con 270,3 milioni di rilevazioni relative alle vulnerabilità. Il dato evidenzia come anche un dispositivo di uso comune possa generare rischi per la sicurezza che vanno ben oltre il dispositivo stesso.
Aumentano i dispositivi connessi e prevalgono le attività di ricognizione – In media, ogni famiglia dispone oggi di 24 dispositivi connessi, rispetto ai 22 dell’anno precedente. Le attività di ricognizione hanno rappresentato il 90,1% degli attacchi rilevati. Attraverso scansioni automatizzate, i criminali informatici individuano reti e dispositivi poco protetti da sfruttare per lanciare attacchi su più vasta scala o integrarli in botnet.
Smart TV, prese intelligenti e dispositivi di archiviazione di rete sono i più esposti – Le smart TV (22,7%), le prese intelligenti (22,4%) e i dispositivi di archiviazione collegati alla rete (22%) rappresentano complessivamente il 67,1% delle rilevazioni relative alle vulnerabilità. Nel 2025, ai primi posti figuravano invece i dispositivi per lo streaming (25,9%) e le smart TV (21,3%). I risultati di quest’anno evidenziano come i dispositivi con un ciclo di vita più lungo, raramente sostituiti e spesso mantenuti connessi anche dopo la fine del periodo di aggiornamento e supporto, siano quelli maggiormente esposti alle vulnerabilità.
Quasi tutte le vulnerabilità rilevate sono già note e documentate pubblicamente – Il 99,97% delle vulnerabilità individuate rientra nella classificazione CVE (Common Vulnerabilities and Exposures), il sistema utilizzato per identificare e catalogare le vulnerabilità di sicurezza note. Le password deboli e i meccanismi di autenticazione che trasmettono i dati in chiaro rappresentano invece una percentuale residuale, inferiore all’1%. Questi risultati sottolineano l’importanza di applicare tempestivamente le patch di sicurezza e di migliorare la gestione dei dispositivi connessi.
Smartphone e TV sono i dispositivi connessi più diffusi – Gli smartphone rappresentano il 20,4% dei dispositivi rilevati sulle reti domestiche, seguiti da televisori (10,6%), computer (10,0%), dispositivi di rete (6,2%) e dispositivi per lo streaming (5,4%), in diminuzione rispetto al 7,3% del 2025. Seguono tablet (4,8%) e telecamere IP (4,1%).
Errori di memoria e interruzioni del servizio tra le principali vulnerabilità rilevate – Gli errori di overflow rappresentano circa il 54% dei casi, seguiti dagli attacchi di tipo denial of service (circa il 18%) e dalla corruzione della memoria (circa il 17%). Questi dati evidenziano carenze nella gestione della memoria e nella validazione degli input nel software dei dispositivi. Le conseguenze potenzialmente più gravi, che possono consentire agli attaccanti di assumere il controllo di un dispositivo o accedere ai suoi dati, sono meno frequenti: escalation dei privilegi (5,3%), esecuzione di codice (3,8%) e acquisizione di informazioni (1,2%), che rappresentano complessivamente circa il 10,3% dei casi.
“Una casa connessa ha bisogno non solo di velocità, copertura e affidabilità, ma anche di visibilità e protezione su tutta la rete, garantite da servizi come NETGEAR Armor™ powered by Bitdefender®, oltre che da soluzioni di sicurezza integrate nel router”, ha dichiarato Chandan Nandakumaraiah, responsabile di prodotto e cybersecurity di NETGEAR e membro del Consiglio CVE. Mentre le aziende rafforzano la protezione delle proprie infrastrutture digitali, i criminali informatici rivolgono sempre più spesso la loro attenzione ai dispositivi connessi nelle abitazioni. Questi dispositivi sono sempre più intelligenti e potenti, caratteristiche che li rendono punti d’appoggio ideali per gli attaccanti: sono sempre attivi, affidabili e raramente sottoposti a monitoraggio. Una volta penetrati nella rete domestica, i criminali possono agire senza essere rilevati e spostarsi lateralmente da un dispositivo all’altro. Monitorare, individuare e bloccare queste minacce è oggi più importante che mai”.
Bitdefender e NETGEAR continuano a contrastare queste minacce attraverso NETGEAR Armor™ powered by Bitdefender®, una piattaforma di sicurezza integrata disponibile sui router NETGEAR Nighthawk e sui sistemi WiFi mesh Orbi. Armor contribuisce a rilevare e bloccare le minacce note ed emergenti, individuare le vulnerabilità e proteggere gli utenti da phishing, furto di dati e altri attacchi informatici, aiutando le famiglie a mantenere un ambiente domestico connesso più sicuro e resiliente.
Il report completo IoT Security Landscape Report 2026 è disponibile qui.
