Yoshi and the Mysterious Book – Recensione
Yoshi and the Mysterious Book – Recensione
Yoshi and the Mysterious Book è un gioco platform 2026 sviluppato da Good-Feel e pubblicato da Nintendo per Nintendo Switch 2. È stato annunciato in una presentazione di Nintendo Direct il 12 settembre 2025, come parte del 40° anniversario di Super Mario Bros (1985), e ha rivelato meccaniche di gioco come l’interazione con le creature. Il 10 marzo 2026, per la celebrazione del Mario Day, è stato rilasciato un trailer che dettaglia ulteriori funzionalità di gameplay e ha annunciato la data di uscita del gioco come il 21 maggio 2026. Sin dal suo esordio nel 1991 la serie Yoshi ha sempre puntato sui nuovi giocatori e sui più piccoli, coi suoi sistemi di controlli semplici e intuitivi, con scenari contenuti in cui possono sbizzarrirsi con la fantasia.
Negli ultimi anni la fascia di giocatori più giovani si concentra su titoli cooperativi in cui possono chiacchierare e giocare con amici e sconosciuti online. Nintendo resta uno dei pochi a cercare senza sosta di attrarre nuovi gamer con giochi semplici e al tempo stesso articolati.
Yoshi and the Mysterious Book
Nintendo torna a usare il suo dinosauro verde come bussola per i giocatori più giovani, ma lo fa con una delicatezza nuova, quasi letteraria. Non punta a stupire con la forza ma con la gentilezza: si apre come un libro illustrato e, pagina dopo pagina, colore dopo colore e dettaglio dopo dettaglio, ci fa immergere fino alla fine. È un’opera che profuma di carta e acquerelli, segreti nascosti in un mondo che sembra fatto a mano.
Il ritmo del gioco è morbido: Yoshi plana, osserva e interagisce con creature buffe in ambienti che sembrano usciti da un libro. Ci mette alla prova e ci accompagna nei suoi livelli in una caccia al tesoro, in un diorama da esplorare con curiosità. La campagna principale porta con sé sei capitoli con habitat differenti in cui trovare diverse creature: prati fioriti, montagne, coste e mare.
Ai titoli di coda tutto ha un nuovo inizio: ci sono altri livelli, potrebbero sembrare dei livelli bonus ma sono i più belli e ben riusciti. Gli scenari sono più ampi, tortuosi e stratificati della campagna principale, la palette cromatica è innovativa, le ambientazioni strambe e variegate, al tempo stesso imprevedibili. Qui le creature sono diverse da quelle che abbiamo visto fino ad ora: sono più imprevedibili e tutte da scoprire.
Una fiaba che non finisce ai titoli di coda, continua dentro di noi.
Gameplay
Grazie a una lente di ingrandimento veniamo trasportati nei livelli dedicati a ogni singolo organismo da studiare. Yoshi entra nel livello per svolazzare, saltare e gettare uova in giro, in modo da poter scoprire tutte le creature e le aree strane e meravigliose in quel livello. Queste interazioni ti fanno guadagnare stelle e lentamente sbloccano più livelli e interazioni mentre vai.
All’inizio ci imbattiamo in una creatura simile a una rana che soffia bolle, che Yoshi può cavalcare per raggiungere l’alto nel livello. Poi, più tardi, Yoshi si imbatterà in alcuni peperoncini: la rana deve mangiarli e otterremo un effetto esplosivo. Ogni tanto ci imbattiamo in Baby Bowser e Kamek, anche loro alla ricerca di qualcosa.
In ogni livello abbiamo bisogno di creatività e fantasia per vedere il caos che possiamo creare. I controlli sono fluidi e reattivi. L’esperienza richiama la natura enciclopedica di Sapienzo: è la sua curiosità a guidare un gameplay molto semplice, dove il salto prolungato permette di fluttuare a lungo e rende il platforming accessibile.
Inoltre Yoshi non può subire danni: anche se cadiamo in un dirupo veniamo trasportati di nuovo in salvo a un punto precedente del livello. Non ci sono vite né tantomeno salute: i nemici che non possono essere colpiti ci sbalzano via. Non c’è nemmeno un punto di arrivo di fine livello: bisogna far apparire il portale con fantasia e ingegno, sperimentando con le creature locali.
Alcune possono essere mangiate, altre cavalcate; a volte rimbalzeremo, altre ci riempiremo d’acqua. Ogni creatura interagisce a modo suo sia con il nostro Yoshi che con l’ambiente. Tante creature da scoprire: con molte di loro è davvero piacevole interagire per scoprire le loro tendenze più strambe e setacciare in loro compagnia ogni angolo dei livelli, altre invece sono più prevedibili.
Sapienzo ci guida coi suoi indizi con frasi del tipo: “Probabilmente dovresti cercare una grotta da qualche parte”. Pochi enigmi creano barriere invalicabili e possiamo acquistare dei suggerimenti per superarli. Oltre al protagonista, le creature reagiscono in modo diverso all’ambiente: questo offre nuovi spunti per le note di Sapienzo e apre i livelli a modi inediti di muoversi e interagire.
Il gioco crea un’inerzia fatta di curiosità: dalle caratteristiche più evidenti delle creature si passa ai dettagli, ai comportamenti tra specie e alle situazioni che il giocatore provoca per osservare le loro reazioni.
Un piccolo viaggio che illumina la parte più curiosa di noi.
Sapienzo
Sapienzo è un personaggio che è anche un universo, un’enciclopedia vivente precipitata sull’isola dei dinosauri. Si tratta della nostra guida, del nostro compagno di avventura e del motore narrativo. Non è il classico “NPC guida” che ti dà istruzioni e sparisce sullo sfondo: è un personaggio‑mondo, un oggetto vivo che esiste su più livelli — storia, gameplay, atmosfera.
Sapienzo è curioso, si entusiasma per ogni creatura che incontriamo, per gli ambienti e per ogni scoperta che facciamo. È un personaggio un po’ pedante ma affettuoso: ci corregge, ci spiega senza mai umiliarci o farci sentire inadeguati. Inoltre ricorda ogni cosa che vediamo, ogni cosa che abbiamo fatto e quello che abbiamo sfogliato. Il suo tono non è mai cinico o sarcastico: è come una sorta di professore appassionato. Il nostro rapporto con lui è come un dialogo con un libro che ci vuole bene.
Sapienzo è un’enciclopedia che raccoglie informazioni su qualsiasi cosa, organizza in capitoli, sezioni e temi, filtra ciò che vediamo e gli dà un contesto. Per ogni nuova scoperta si scrive una nuova pagina dentro di lui. Sapienzo non vive solo nei dialoghi, ma anche nelle meccaniche: sblocca nuove pagine in cui alcune aree esistono solo dopo che lui le ricorda o ricostruisce un frammento di mondo; suggerisce senza imporre, ma lo fa incuriosendoci; funziona come un hub concettuale e non sentiamo mai il peso del sistema. Tutto è basato sulla curiosità e sulla voglia di completare la nostra enciclopedia emotiva.
Sapienzo porta con sé tre temi forti: memoria, conoscenza e cura. Insieme a Yoshi devono ricomporre l’enciclopedia così che Sapienzo possa ricordare chi è, riempiendo i suoi vuoti di memoria. Questo personaggio vive nel ritmo del gioco, nel modo in cui esploriamo o osserviamo: un compagno di viaggio mai invadente e che ci chiede di “restare”.
Grafica e sonoro
Visivamente è una gioia per gli occhi: sembra di guardare dei collage e degli acquerelli, ogni livello è come un piccolo teatro fatto di luci morbide, colori pastello, animazioni che sono un mix tra il cartoon e l’artigianato. L’estetica è davvero bella: ci invita a rallentare e osservare per perderci nei dettagli.
I disegni di tutte le creature sono familiari al mondo di Yoshi pur essendo completamente nuovi.
Limiti
Nella prima parte del gioco sono introdotte idee affascinanti ma non c’è molta varietà: alcuni puzzle non evolvono quanto potrebbero, la struttura sembra timida, quasi trattenuta. Il titolo cresce lentamente. Andando avanti inizia ad andare più velocemente e trova finalmente il suo ritmo: le ambientazioni diventano più varie, le creature più interattive e le idee più coraggiose.
Conclusione
Yoshi and the Mysterious Book non vuole reinventare nulla: è come un libro da aprire quando abbiamo bisogno di calma, un mondo che non giudica, non punisce né ci mette fretta. È semplicemente delizioso, sotto ogni punto di vista. Questa avventura è ben curata, visivamente splendida, con un’identità chiara e un cuore enorme.
Nintendo punta ad attirare un pubblico di giovanissimi con l’accessibilità di un gameplay in cui non esiste il game over, gli scenari da esplorare in cui sbizzarrirsi analizzando in ogni modo le creature e come Sapienzo si rapporta a Yoshi e al mondo che lo circonda. Sembra di essere in un libro di fiabe, tra le pagine di un bestiario antico con creature fantastiche. I livelli sono variegati e sfrenati: riescono a farci tornare bambini e a far divertire i più piccoli senza problemi. In realtà non è un gioco per bambini, ma per tutti coloro che hanno un’anima fanciullesca: in fondo siamo tutti degli eterni Peter Pan.
Un libro che non si limita a farsi giocare: ti chiede di restare.











