Hollowbody – Recensione
Hollowbody è un gioco sviluppato e distribuito da Heardware Games si tratta di un tech-noir ambientato in una città britannica decadente, un gioco che ricorda molto gli horror dell’epoca dei primo anni 2000.
Storia
Vesti i panni di Mica, una trafficante clandestina che opera sul mercato nero e che non si fermerà davanti a nulla pur di ritrovare la sua compagna scomparsa.
Sono passati dodici giorni da quando Sasha se n’è andata.
Ne avete parlato, ne avete discusso e ne avete persino riso. Chiunque sano di mente sapeva che andare in quel posto era un suicidio, un viaggio senza ritorno verso la fine. Ma Sasha non si spaventava facilmente, voleva delle risposte e c’era solo un posto dove quelle risposte potevano essere vere. Aveva già preso la sua decisione, solo che tu non ti aspettavi che lo facesse senza di te.
Dodici notti insonni dopo, finalmente ricevi la chiamata. Tax ha trovato qualcuno, un agente della sicurezza di frontiera in cerca di qualche soldo extra. Può procurarti l’autorizzazione, due ore di tempo per volare nella zona, trovare Sasha e andartene al più presto.
Attraversi la zona di esclusione, ma qualcosa non va. Il navigatore gira in tondo e stai perdendo quota. Prima che tu te ne accorga, un bianco accecante riempie il cielo. Il cruscotto si oscura e il tuo hovercraft precipita come un palloncino di piombo, schiantandosi sulle strade asfaltate sottostanti.

Benvenuti negli anni 2000
Hollowbody è un’avventura horror in terza persona con enigmi semplici da risolvere che richiama chiaramente i grandi horror dei primi anni 2000, come Silent Hill 2 o Resident Evil. Anche l’utilizzo della telecamera fissa contribuisce a creare quel particolare feeling nostalgico tipico dell’epoca.
Nel corso dell’avventura ci troveremo spesso a risolvere enigmi basilari, come trovare una chiave per aprire una porta o recuperare una tessera elettronica. In molte situazioni sarà necessario combinare due o più oggetti per poter proseguire, anche se questa meccanica a volte risulta poco chiara per via delle scarse indicazioni fornite dal gioco.
Anche l’interfaccia richiama fortemente gli horror classici: il menù mostra il tradizionale elettrocardiogramma che cambia colore in base allo stato di salute della protagonista, un dettaglio che contribuisce ulteriormente all’atmosfera rétro.
Il gioco riesce perfettamente nel suo intento di riportare il giocatore indietro nel tempo e, complice la nostalgia, l’esperienza risulta piacevole nonostante alcuni difetti.
Come ogni horror che si rispetti, sono presenti anche combattimenti contro varie creature. Tuttavia, questi raramente rappresentano una vera minaccia, sia perché i nemici risultano piuttosto semplici da sconfiggere, sia perché avremo a disposizione numerose armi e una buona quantità di spray medici.



Tecnica
A livello tecnico il gioco su PS5 non può ovviamente competere con le grosse produzioni, considerando il fatto che il gioco è stato fatto da un singolo sviluppatore, è quasi un miracolo visto il lavoro che c’è dietro. A livello grafico risulta comunque piacevole e gli effetti di luci sono molto riusciti. Un pauso va fatto al suono e alle musiche.
Purtroppo manca qualunque tipo di localizzazione in italiano, non sono presenti nemmeno i sottotitoli.
In conclusione
In conclusione Hollowbody se pur non perfetto, ci è piaciuto e ci ha riportato indietro negli anni nelle 3 o 4 ore necessarie per completare l’avventura di Mica.
Purtroppo qualche problema con la calibrazione della difficoltà e una parte finale che sembra un po’ tranciata non ci permette di dargli un voto più alto. Resta comunque un gioco piacevole per i giocatori che vogliono approcciarsi ad un horror dalle tinte retrò



