Rotta sul Vietnam. L’Operazione Boat People – dal 20 agosto su Audible.it
Nell’estate del 1979, mentre centinaia di migliaia di profughi vietnamiti affrontano il Mar Cinese Meridionale su imbarcazioni di fortuna per sfuggire alle persecuzioni del regime comunista, l’Italia compie una scelta destinata a entrare nella storia: a fronte dell’immobilismo della comunità internazionale, decide di inviare tre navi della Marina Militare dall’altra parte del mondo per salvarli.
Nasce da questa vicenda Rotta sul Vietnam. L’Operazione Boat People, il nuovo podcast Audible Original scritto da Matteo Liuzzi e narrato dalla giornalista Silvia Boccardi, che ricostruisce una delle più grandi missioni umanitarie mai realizzate dal nostro Paese.
Gli otto episodi seguono le navi Vittorio Veneto, Andrea Doria e Stromboli lungo i 25.000 chilometri di un viaggio caratterizzato da crisi diplomatiche, tempeste e minacce militari. Al loro ritorno, nel porto di Venezia, si erano trasformate in autentiche città galleggianti di speranza: dormitori ricavati dagli hangar, corsi di italiano improvvisati sul ponte di volo, partite di calcio tra marinai e profughi, una nascita celebrata con la sciarpa azzurra e una morte pianta con gli onori militari .
Le risate dei bambini salvati, gli ordini dei soccorritori e le urla di gioia a bordo si ritrovano oggi, grazie ad un importante lavoro di recupero di materiale d’archivio, in Rotta sul Vietnam. Attraverso una narrazione immersiva, quelle voci si alternano a testimonianze dirette di chi partecipò alla missione e di chi fu salvato – i profughi Anna, Hien e Hoa, i marinai Laganà, Leggieri e Roba, il medico Serri – insieme al contributo di storici e giornalisti come Federico Rampini, Gad Lerner e Valerio Nicolosi.
Il risultato è un grande documentario audio che vuole mettere in collegamento il passato con il presente: se nel 1979 l’Italia riuscì a costruire una delle più importanti missioni umanitarie della sua storia, cosa è cambiato rispetto alle tragedie migratorie che oggi si consumano nel Mediterraneo? È questa la domanda che attraversa l’intera serie, offrendo agli ascoltatori strumenti per riflettere sulle grandi questioni contemporanee attraverso la forza della memoria.
«Quando ho ascoltato una delle testimonianze originali raccolte in ‘Rotta sul Vietnam’, ho pensato a quanto i salvataggi in mare si assomiglino: è solo quando si presta soccorso che ci si rende davvero conto della sofferenza di chi rischia tutto mettendosi in mare. Troppo spesso passa soltanto la dimensione politica di queste vicende – gli inseguimenti, il conteggio dei morti – mentre le vite delle persone finiscono in secondo piano. È anche per questo che ho scelto di prestare la mia voce al podcast: missioni come quella di Boat People ci ricordano che queste storie, prima ancora che politiche, sono profondamente umane», racconta Silvia Boccardi.
L’Audible Original Rotta sul Vietnam è disponibile dal 20 agosto in esclusiva su Audible.it.
Gli episodi del podcast Audible Original:
Santi e navigatori
Nella primavera del 1979, centinaia di migliaia di vietnamiti fuggono via mare dal regime comunista, affrontando pirati, tempeste e fame nel Mar Cinese Meridionale. Il giornalista Tiziano Terzani documenta la crisi da Hong Kong. Papa Giovanni Paolo II e il Presidente Pertini fanno pressione sul governo Andreotti affinché l’Italia intervenga. Pertini, ordina alla Marina Militare di andare a salvare i profughi, nonostante le resistenze politiche e le difficoltà economiche del Paese.
Uno scherzo da ragazzi
Il deputato Zamberletti viene incaricato di coordinare la missione e sceglie tre navi: gli incrociatori Vittorio Veneto e Andrea Doria, più la nave rifornimento Stromboli. In soli cinque giorni le navi vengono convertite da unità da guerra a navi di soccorso, con 936 posti letto, 350 tonnellate di viveri e un team medico di 20 specialisti, incluso il ginecologo Francesco Serri richiamato dal congedo. Il 4-5 luglio le navi partono da La Spezia e Taranto tra l’entusiasmo di quasi 5.000 persone, con a bordo tre interpreti vietnamiti reclutati in extremis.
Barche fantasma
Le tre navi si riuniscono a nord di Creta e attraversano il Canale di Suez. Durante le tre settimane di navigazione verso Singapore, gli equipaggi vengono vaccinati, istruiti sulle procedure di soccorso e informati delle minacce del governo di Hanoi, che definisce la missione “azioni criminali”. Il 23 luglio arrivano a Singapore, dove Zamberletti riesce a ottenere il nulla osta per i rifornimenti dopo difficili negoziati diplomatici con le autorità locali, sospettose per le tensioni della Guerra Fredda.
Eroi
Il 25 luglio 1979 avviene il primo salvataggio: il Vittorio Veneto recupera 128 profughi da un peschereccio alla deriva da 11 giorni, tra cui la diciassettenne To Cam Hoa. La notte stessa, l’Andrea Doria salva altri 67 profughi vicino a una piattaforma petrolifera Esso durante una tempesta con mare forza 7, in un’operazione drammatica in cui un padre vietnamita lancia i propri figli ai marinai per salvarli. L’impatto emotivo sui giovani marinai è devastante: per la prima volta vedono con i propri occhi la tragedia dei boat people e la missione cambia significato per tutti.
La sciarpa azzurra
Dopo giorni senza avvistamenti (il governo di Hanoi ha schierato militari lungo le coste con ordine di sparare a vista), il 31 luglio le navi recuperano circa 712 profughi, tra cui la famiglia Duong con la piccola Anna di 11 anni e Tang Van Hien. A bordo dell’Andrea Doria nasce un bambino, chiamato Andrea come la nave: i marinai festeggiano issando una sciarpa azzurra. Ma poche ore dopo il neonato muore per problemi respiratori e la sua salma viene affidata all’ambasciata italiana a Singapore. La missione ispira anche la VII Flotta americana a riprendere le operazioni di soccorso.
L’Incubo della memoria
Attraverso le testimonianze di Anna, Hien e Hoa, l’episodio ricostruisce cosa significava vivere nel Vietnam post-1975: confische, campi di rieducazione, violenze e fame. La fuga costava 8 lingotti d’oro a persona e richiedeva mesi di preparazione clandestina, con tentativi spesso falliti. In mare i profughi affrontavano pirati che rubavano, stupravano e uccidevano, poi la Malaysia li respingeva a colpi di fucile o li abbandonava al largo dopo averli ingannati. I marinai italiani, intanto, iniziano a prendersi cura dei bambini trasformando le navi in luoghi di gioco e protezione.
La città galleggiante
Durante il viaggio di ritorno verso l’Italia, le navi si trasformano in una comunità galleggiante: il sottotenente Laganà organizza corsi di italiano, i cuochi sperimentano ricette italo-vietnamite, si proiettano film sul ponte di volo e si gioca a calcio con un pallone legato a una corda. Il 10 agosto un violento monsone con onde di 9-10 metri terrorizza i profughi, costringendo l’ammiraglio Agostinelli a deviare verso le Maldive. Il 15 agosto, a Ferragosto, viene messa in scena la “Profugheide”, parodia della Divina Commedia scritta dal dottor Serri. Le navi attraversano Suez il 16 agosto e il 19 si fermano davanti a Vasto per ridipingere gli scafi prima dell’arrivo a Venezia.
Finalmente a casa
Il 20 agosto 1979 le tre navi entrano nel Bacino di San Marco a Venezia accolte da una folla immensa. I 902 profughi salvati vengono distribuiti in centri di accoglienza ad Asolo, Chioggia, Cesenatico e Padriciano, sostenuti da una straordinaria mobilitazione popolare. Anna diventa imprenditrice nel settore estetico a Roma, Hien (ora Luigi) guida un’azienda di componenti per la vinificazione in Oltrepò Pavese, Hoa insegna chitarra in Veneto. Nel 2008 Hoa crea un gruppo Facebook che riunisce ex profughi e marinai; nel 2024 Hien ritrova Salvatore, il marinaio la cui foto aveva custodito per 45 anni. L’operazione ha rivoluzionato il concetto di soccorso in mare, dimostrando che una flotta militare può diventare strumento di salvezza.
