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Fire Emblem: Fortune’s Weave (Nintendo Switch 2) – Recensione

Fire Emblem: Fortune’s Weave (Nintendo Switch 2) – Recensione

Fire Emblem: Fortune’s Weave è un GDR strategico prodotto da Nintendo. Esso è il 18 esimo capitolo principale della saga di giochi di ruolo tattici di Nintendo. Uscito ormai il 17 settembre 2026, io ho avuto l’occasione di giocarci purtroppo solo ora. Il gioco è un esclusiva Nintendo Switch 2 e rappresenta il debutto della serie sulla nuova console ed è sempre stato concepito come un seguito di “Fire emblem: Three Houses”. Il gioco è una co-produzione tra Intelligent Systems e Nintendo. Il loro obbiettivo era di superare la popolarità e il successo che ha avuto “Three houses” creando non un seguito ma espandendo la struttura narrativa.

Il character desing è stato ideato dalla magnifica Chinatsu Kurahana che dona al gioco un’estetica che unisce elementi classici a dei costumi ispirati alle civiltà antiche del mediterraneo. Il gioco è ambientato nel continente di Fòdlan, precisamente nel gigantesco impero di Dagda. Inizialmente, avevano pensato di narrare la storia da ben 8 prospettive diverse, invece come prodotto finale decisero di usare 4 macro-route parallele. I protagonisti sono: Leda, una barda che usa le sue canzoni magiche per supportare gli alleati ed evocare delle creature sul campo.

Dietrich invece è guerriero dotato di mantello che gli permette di teletrasportarsi, Teodora: una combattente che manipola il terreno per scagliare grandi massi contro i nemici e infine Cai, un eroe che sa incanalare devastanti sfere di fuoco viola tramite la gemma che ha incastonata nella mano. A noi giocatori danno la possibilità di creare e personalizzare il nostro avatar, di nome ( per default ) “Eshemel”.

Gameplay

“Fire Emblem: Fortune’s Weave” è un GDR che prevede uno schieramento di un numero a nostra scelta sulla mappa guardandolo dall’alto. Noi, possiamo muovere i personaggi entro i confini messi dai loro parametri individuali per poi attaccare il nemico sempre se è a portata di tiro con (ovviamente) armi e incantesimi. La cosa più importante da fare è pianificare le nostre mosse e usare gli equipaggiamenti giusti per riuscire a vincere, dobbiamo imparare soprattutto a capire come gestire i nostri personaggi nelle fasu d’intermezzo o di pausa quando si passa tra una missione all’altra.

Possiamo anche migliorare le relazioni tra i nostri personaggi per avere delle mosse nuove e per migliorare i loro attacchi. Alcuni attacchi hanno bisogno di tempo durante la preparazione, perciò dobbiamo scegliere bene su chi usare i nostri attacchi, perché il tempo che abbiamo, non è illimitato.

Proprio per il tempo limitato abbiamo le licenze, cioè delle classi. Le licenze possiamo ottenerle dopo che superiamo un esame per combattere usando al meglio le loro abilità, ovviamente abbiamo la libera scelta di non andare per la strada che suggerisce il gioco grazie al sistema “casualità” che si sblocca più avanti nel gioco. Se giochiamo a fire emblem notiamo che ci sono poche differenze nel gameplay però è migliorato notevolmente nel combattimento, si basa tutto su una specie di morra cinese dove alcune armi sono più forti di altre.

L’interfaccia ci comunica che il potenziale dello scontro tra unità e successivamente la scena di combattimento, se è abilitata. è animata con spettacolarità che va avanti sbloccando mosse più forti, armi rare e classi più alte. Esistono delle mosse chiamate “ardenti”, cioè degli attacchi che consumano punti salute e che colpiscono in base all’area che li circonda, infliggendo danni e intervenendo sul terreno di scontro. I personaggi hanno un indicatore che si carica mentre combattono e che una volta raggiunta una certa soglia sbloccano la condizione di “super ardore”, in questo stato sono più forti e gli attacchi sono il doppio più potenti.

Questa cosa aggiunge meccaniche al gameplay al livello strategico, soprattutto durante un rischio dobbiamo dire che l’ardore pesa molto meno del previsto sull’e onomia degli scontri, non sposta però, l’ago della bilancia a favore di alcuni personaggi. Noi, possiamo reclutare più di cinquanta combattimenti diversi per ogni storia, carattere e inclinazione mentre combattiamo. Alcuni sono più forti degli altri, come è giusto che sia.

Questo gioco è molto versatile, sia come storia, sia per scrittura, varietà delle situazioni, combattimento più vario che, nonostante la difficoltà che avvolte raggiunge negli scontri, è davvero migliorato tantissimo.

Le Saghe

Le storie che ci ritroviamo sono dei nostri 4 protagonisti e sono totalmente indipendenti. Possiamo giocare ad una saga, e 2 minuti dopo giocarne ad un altra, il gioco, fortunatamente salva i progressi separatamente per ogni saga, quindi possiamo giocare anche a tutte e 4 le saghe contemporaneamente senza ricominciare tutto da capo ogni volta. Ogni saga è una linea temporale alternativa e nella storia solo pochissimi momenti si sovrappongono.

Ad esempio le missioni sono diverse, così da scoprire il puzzle narrativo che ci farà capire al meglio la storia del gioco. Una volta iniziata una saga tutto comincerà da capo e tutti i personaggi ricominceranno dal livello 1, però il gioco memorizza i progressi fatti per ogni saga, come detto in precedenza.

Le missioni uguali non si ripetono e ogni inizio di un capitolo di nuovo possiamo ricevere le nostre ricompense ricevuti nelle varie saghe completate. Questo meccanismo punta al farci voler giocare la partita perfetta o al avere un personaggio non in una saga ma in un altra. Oppure potremmo semplicemente riavviare una saga completata in un capitolo e fare scelte differenti dalle precedenti. Le saghe di Cai e di Dietrich sono le più deludenti per la narrativa, anche se quella di Cai si riprende un po’.

Le saghe di Theodora e di Leda sono le più belle e interessanti. Theodora è la regina immischiata in intrighi politici. Leda è la più violenta per vendetta, la storia narrativamente migliore delle altre in termini di scrittura, cast e colpi di scena.er seguire tutte queste storie ci serve una memoria di ferro se ce le vogliamo godere al massimo.

Ogni personaggio ha un tratto evidente che lo distingue dagli altri 3. Questi tratti li possono esprimere soprattutto sulla mappa del mondo, dove dobbiamo gestire gli spostamenti in un tempo limitato, dobbiamo raggiungere un posto prima che sia game over. Alcune volte potremmo perderci ore perché il gioco salva costantemente, ovviamente tutto dipende da come usiamo il nostro tempo.

Potremmo anche semplicemente andare dritti verso la missione successiva senza esperienza e soprattutto la competenza nelle armi che ci serve per sopraffare i nemici… Parlando di nemici, nel gioco ovviamente possiamo scegliere la difficoltà, possiamo scegliere tra normale senza “morte permanente” oppure con “morte permanente”.

Questo gioco ci garantisce una libertà di manovra gigantesca, ogni saga si ripete e ha una routine ogni settimana di regali e pranzi per aiutarci con l’affinità dei personaggi, visite ai templi degli dei, esplorazioni delle rovine e santuari, combattendo nemici per completare le missioni secondarie. Dopo un po’ diventa abbastanza ripetitivo.

Una seconda parte molto affascinante 

Una volta completata la prima parte del gioco possiamo giocare, finalmente, alla seconda. La Saga della guerra, ma potremmo anche saltarla e andare alla terza parte, cioè la finale. Il gioco ci riassumerà i fatti della seconda parte in modo breve, SE scegliamo di saltare la seconda parte.

Il gioco diventa un susseguirsi di missioni e di combattimento e scene messe in mezzo, come illustrazioni su cui vediamo scorrere un testo descrittivo, molto personaggi importantissimi alla storia non sono nemmeno mostrati in queste illustrazioni ma i fatti avvengono off-screen, il che mi dispiace tantissimo perché la “saga della guerra” ha una storia molto scura.

Purtroppo, è anche priva di gameplay dell’aspetto esplorativo, che è importante perché non abbiamo più una mappa da esplorare ma posti piccolissimi tra una missione e l’altra dove possiamo fare pochissimo. La seconda parte è un po’ breve e possiamo concluderla in poche ore.

Comparto tecnico soddisfacente su Nintendo Switch 2 

Spostandoci ad analizzare il titolo sulle performance, l’esperienza rimane solida sia in docked che in portatile. Non abbiamo riscontrato problematiche che potessero minare la nostra partita. Sul lato grafico l’esperienza è di altissimo livello, con una cura davvero invidiabile sotto tutti i punti di vista. Infine, nota di merito va al sonoro, con numerose tracce di inestimabile qualità.

Conclusione

Fire Emblem’s Fortune Weave è un’esperienza a dir poco incredibile, un’esclusiva di altissima qualità che sfrutta appieno le potenzialità di Nintendo Switch 2. Con una trama coinvolgente, e con un gameplay strategico appagante, Fire Emblem’s Fortune Weave è un’avventura imperdibile nel vero senso della parola.

 

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Giò

Sono appassionata di videogames sin da ragazzina ma ho cominciato a giocare più assiduamente da grande, possiedo tutte le console, amo i giochi che riescono a coinvolgermi e che sono impegnativi, tra i miei preferiti c'è Zelda, Assassin creed e Uncharted e Diablo. Amo serie tv e film soprattutto horror, sono appassionata di libri horror, thriller e fantasy.

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