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Industria 2 – PC – Steam – Recensione

Industria 2 – PC – Steam – Recensione

Per quanto la terra possa essere stata ridotta in pezzi e messa a nudo dall’apocalisse delle IA, non sarà mai così desolata e sterile come Industria 2 stesso.

Ambientato dopo gli eventi del primo capitolo, questo sequel segue ancora una volta la storia di Nora, la scienziata che ha contribuito direttamente a scatenare l’apocalisse meccanica che ora devasta il mondo. Armi alla mano, Nora è decisa a porre fine a tutto questo una volta per tutte. Dopo essersi addentrata nel cuore del territorio controllato dalle macchine, cerca di mettersi in contatto con gli ultimi resti della resistenza umana nella Germania dell’Est, nel tentativo di trovare e distruggere il nucleo ATLAS e spezzare il dominio sintetico.

Trama

La trama principale di Industria 2 è un frammento narrativo oscuro e inconsistente. Sebbene la premessa di distruggere il nucleo centrale delle macchine sia semplice, tutto ciò che la circonda è inutilmente complesso.
Il gioco fatica a mantenere il focus: si passa repentinamente dallo stato del mondo post-apocalittico a concetti sci-fi astratti come sfere di meta-informazione e dimensioni parallele, arrivando persino a sfiorare l’intrigo politico. Non esiste un arco narrativo centrale che venga sviluppato con coerenza nel tempo.

È difficile capire se questa narrazione criptica sia una scelta stilistica deliberata (un approccio alla “Dark Souls”)  o la conseguenza di un rilascio prematuro. La bilancia pende decisamente verso la seconda ipotesi: non c’è traccia di quella narrazione ambientale o indiretta che possa giustificare una tale confusione. Il risultato non è un mistero affascinante, ma un puzzle a cui mancano troppi pezzi per essere goduto, un minestrone andato a male.

Gameplay e Combat System

Il sistema di combattimento di Industria 2 adotta lo stile di uno sparatutto in prima persona dal ritmo lento e ragionato. Oltre all’ascia (fondamentale per eliminare nemici isolati tramite attacchi normali o caricati che consumano stamina), Nora otterrà progressivamente un arsenale composto da pistole, revolver, fucili di precisione, fucili a pompa e granate monouso come Molotov e bombe artigianali.

Nonostante una longevità di circa 11 ore, la varietà dei nemici è estremamente limitata: si affrontano solo tre tipi di macchine (più un quarto tipo limitato a una singola sezione del gioco) e due tipi di umani. Questo deficit non è compensato da comportamenti elaborati o pattern di attacco complessi.

Il ritmo e il “peso” del combattimento sono ottimi per questo sottogenere di FPS, ma purtroppo i pregi finiscono qui. In generale, i nemici sono ripetitivi e primitivi: superate le prime ore, quando sei ancora mal equipaggiato, non rappresentano mai una vera sfida.

Conclusione

Il primo Industria è stato, a tutti gli effetti, un titolo stellare, capace di ritagliarsi una propria nicchia nel sovraffollato mercato degli FPS. Le aspettative per questo sequel di Bleakmill erano altissime, specialmente tra i fan, ma purtroppo Industria 2 è stato rilasciato in uno stato inaccettabilmente disastroso.

Il gioco è afflitto da gravi problemi di performance, bug di ogni tipo (da quelli fastidiosi a quelli che bloccano il progresso) e componenti visive e di gameplay chiaramente incompiute. Definirlo un prodotto finito e pronto per il mercato sarebbe assurdo per qualsiasi studio, indipendentemente dalle dimensioni.

Se questo non segnerà la fine definitiva di Bleakmill, di certo decreterà il destino della serie Industria. Un esito catastrofico che travolge tutto ciò che di buono il titolo avrebbe potuto offrire.

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