Greenland 2: Migration – Un mondo in macerie – Recensione
Greenland 2: Migration – Un mondo in macerie – Recensione
Dopo l’ottimo successo ottenuto con il primo capitolo pubblicato nel 2020, il tanto atteso sequel Greenland 2: Migration sbarca finalmente in blu- ray. Un sequel tanto atteso, che trasforma la saga in un vero e proprio viaggio post apocalittico tutto da vivere.
Nel 2020 appunto, Greenland era riuscito nell’ardua impresa di distinguersi nel saturo panorama cinematografico di film di questo genere confezionando una trama divertente, struttura molto bene e con un cast di personaggi di ottima qualità.

Con questo secondo capitolo, il registra Ric Roman Waugh torna a raccontare con la coppia composta da Gerard Butler e Morena Baccarin cosa succede realmente dopo la fine del mondo.
Un mondo in macerie
La storia riprende esattamente dove si era interrotta nel precedente capitolo. Dopo aver passato anni al sicuro nel bunker in Groenlandia a seguito dell’impatto della cometa, la tenace famiglia Garrity è costretta a uscire e far i conti con il mondo esterno.

Come potrete immaginare il mondo che conoscevano non esiste più: l’emisfero occidentale ad esempio è una landa desolata tossica e congelata nella sua interezza. L’unica speranza si accende quando si diffonde all’improvviso la voce che l’Europa meridionale è rimasta parzialmente vivibile.
Da quell’istante inizia un viaggio pieno di ostacoli, con l’obbiettivo principale di raggiungere quel luogo prima che sia troppo tardi. Greenland 2: Migration è una storia emozionante, un’epopea vera e propria dove sentimenti, sopravvivenza e legami sono fattori fondamentali di tutta l’esperienza cinematrografica.

I punti di forza
In Greenland 2: Migration i punti di forza sono molteplici e mettono in risalto la qualità della pellicola. La chimica dei protagonisti è ben strutturata, dove Butler e Baccarin funzionano ancora alla perfezione e mostrano un’ottima intesa.

Il film nella sua interezza non lascia respirare un secondo: ogni volta che si pensa di essere al sicuro succede qualcosa che cambia le carte in tavola. Il tema della “migrazione” e del cambiamento climatico sono fattore cardine dell’esperienza, che mette il telespettatore in una condizione di poter valutare ogni segmento della storia.
Sebbene l’ultima parte del viaggio possa risultare fin troppo accelerata, Greenland 2: Migration si difende molto bene anche sotto questo punto di vista non cadendo comunque mai troppo nel banale.
Atmosfera e nuovi personaggi
Visivamente questo film è davvero incredibile, e riesce a regalare degli ottimi momenti. La ricostruzione dell’Europa distrutta offre una profondità alla trama piuttosto solida, e mette in luce quella qualità che solo film di questo calibro hanno.

Sul versante dei personaggi, oltre alla qualità immane del cast storico, ciò che funziona meno a nostro avviso forse è la gestione di quelli nuovi, i quali dovevano essere gestiti un po’ meglio visto che in alcuni casi vengono introdotto solo per sacrificati poco dopo. In questo caso rispetto al primo capitolo, l’approfondimento psicologico fa un passo decisamente indietro a favore dell’azione pura.
Conclusione
Greenland 2: Migration è un sequel brillante, riuscito in buona parte ma con qualche piccola sbavatura qua e là. Sebbene in alcuni casi presenti non propriamente la freschezza del primo capitolo, il film rimane godibile nella sua interezza, un’avventura post apocalittica di ottimo respiro, che viene condita dalla presenza spettacolare di Gerard Butler, un vero intrattenitore. Un viaggio crudo, frenetico e a tratti commovente da vivere dall’inizio alla fine.
