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Escape The Backrooms, fuga dalla claustrofobia – Recensione

 

Escape The Backrooms, fuga dalla claustrofobia – Recensione

Era il 2019 quando una semplice immagine su 4chan accese una miccia che sarebbe durata nei secoli a seguire. Era una foto di stanze gialle, deserte e chiuse, ma anche così inquietanti.

Da lì in poi nacque il mito delle backrooms, stanze senza via di uscita e popolate da creature mostruose ricorrenti nelle creepypasta o in contenuti audiovisivi.

Anche i videogiochi non rappresentano un’eccezione ed Escape The Backrooms ne è una dimostrazione. Questo liminal horror è stato sviluppato da Fancy Games e da Blackbird Interactive.

Uscito il 23 ottobre 2025 su PC, è uno degli ultimi videogiochi editi da Secret Mode, publisher acquisito un mese dopo da Roundtable Interactive.

Nonostante questo cambio aziendale, il gioco è uscito su Xbox Series X/S e su PS5 il 28 maggio 2026. Per questa ragione, lo abbiamo provato direttamente per voi.

GAMEPLAY

Il gameplay è semplice e non punta a districarsi troppo da quanto già visto in altri survival horror. Il giocatore può correre, saltare o prendere oggetti.

Tuttavia, il suo scopo principale è sopravvivere nelle stanze del level O o in altre ambientazioni piene di mostri brutali. Non ci sono mezzi per potersi difendere appropriamente.

Al massimo è possibile usare un allarme antincendio per confondere le bestie e riuscire a scappare, ma fondamentalmente si consiglia di mantenere l’approccio stealth.

Oltre al latte di mandorla, essenziale per la ricarica dei punti vita, sono disponibili altri elementi con cui risolvere enigmi ambientali, sbloccare porte e superare fasi di platforming.

Per esplorare avrete una mappa a vostra disposizione senza zone interconnesse. Sta a voi capire come orientarvi bene nel mondo di gioco.

Purtroppo, se vi aspettate che Escape The Backrooms vi offra un’esperienza di gioco diversificata, rimarrete delusi. Prima del finale, non ci sono obiettivi più specifici oltre a sopravvivere.

Le missioni diventano pian piano ripetitive, ma almeno, oltre alla campagna in single player, è possibile giocare anche in multiplayer, cambiando le sorti del gioco.

Oltre a non imbattervi nei mostri, dovrete stare attenti a non finire preda del vostro compagno di giochi, che potrebbe nascondersi come un potenziale assassino.

 

COMPARTO TECNICO

La direzione artistica di Escape the Backrooms non rasenta livelli di ricchezza e di densità. La profondità e la prospettiva delle ambientazioni sono state realizzate in maniera semplicistica.

Inoltre, le location non risaltano per la loro monumentalità, essendo aree circoscritte o legate anche all’esterno. Però apprezziamo l’originalità dei game designer coinvolti.

Non solo troverete le Backrooms gialle classiche che portano senso di angoscia. Altre aree sono più tetre o legate addirittura a scuole pubbliche, terme o sale giochi.

Nonostante ciò, le animazioni dei personaggi e dei mostri spesso soffrono di cali di frame e il livello delle texture è piuttosto spartano.

Le OST spaventano quando occorre con pezzi intensivi, ma non solo. Infatti, ci sono anche momenti in cui, in base alla situazione di gioco, ascolterete musiche chill.

Peccato, però, che le musiche utilizzate nel gioco siano solo una decina.

 

CONCLUSIONE

Al di là di un gameplay estremamente lineare, Escape The Backrooms è proprio quello che vuole essere: un gioco che crei claustrofobia o afofobia nella sua essenzialità.

I nemici, che vi faranno saltare dalla sedia a furia di jumpscares, vi indurranno a creare diversivi e a pensare come riuscire comunque a salvarvi

La grafica ha bisogno di qualche fix e le missioni, spesso, possono essere ripetitive. Tuttavia, se cercate qualcosa da completare in tempi brevi, questo è il gioco che fa per voi.

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Lorenzo

Un giocatore avellinese incallito di classe '99. Amo giocare tutti i tipi di videogiochi (specialmente quelli hardcore). Ho iniziato a giocare tra il 2005 e il 2006. Sia i videogiochi che l'archeologia sono le mie passioni. 😊

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