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The Coma 3: Bloodlines, l’ultimo capitolo di una serie – Recensione

The Coma 3: Bloodlines, l’ultimo capitolo di una serie – Recensione

Sono passati 11 anni dall’inizio di The Coma, serie survival horror partorita dallo studio Devespresso Games, con sede a Seoul e successivamente rinominato in Dvora Studio Co., Ltd.

Per molti anni i giocatori hanno affrontato creature paranormali, cercando di scoprire cosa si celasse dietro i misteri del Sehwa High.

Ora è giunto il momento di far calare il sipario su quello che è descritto come l’ultimo capitolo della saga: The Coma 3: Bloodlines.

Sviluppato da Dvora e pubblicato da Headup Games e Thermite Games, è uscito su Steam, PS5, PS4, Switch, Xbox One e Xbox Series X/S il 30 aprile 2026.

Dicerie e leggende metropolitane diventano realtà in questo gioco e, se un intruso vivente dovesse morirvi, il suo corpo si separerebbe dal suo spirito per sempre. Ne avete ancora abbastanza?

TRAMA

Per capire la storia e conoscere i personaggi, dovete aver giocato ai capitoli precedenti della serie. In un distretto di Seoul, il liceo privato Sehwa è stato al centro di indagini sul paranormale.

Dietro questi studi c’è stata la fondazione Sehwa, che si è concentrata sul Coma, una realtà da cui sono arrivati incubi di ogni sorta.

Questa dimensione viene ora esplorata per sopprimere i vigili fantasma, pericolosi spettri del passato che hanno attraversato i secoli per giungere nel periodo storico attuale.

Quindi i protagonisti devono cercare ancora una volta di mettere le cose a posto, anche se il loro non sarà di certo un compito facile.

Invece di concentrarsi su un solo protagonista, Bloodlines consente ai giocatori di vivere gli eventi della storia con tre personaggi: Youngho, Mina e Jihyun.

Ogni personaggio ha il suo punto di vista, le proprie motivazioni e il proprio bagaglio emotivo. Questi elementi rendono la storia più stratificata di quella dei giochi precedenti.

GAMEPLAY

Proprio la possibilità di giocare con tre personaggi è l’elemento che rende il gameplay variegato e poco immediato. Ogni personaggio, infatti, sopravvive a modo suo.

Di conseguenza, occorre adattarsi a tutte le situazioni che caratterizzano il loro stile di gioco per restare in piedi. The Coma 3: Bloodlines presenta un combat system completamente nuovo.

Se nei giochi precedenti il focus era solo sfuggire dai nemici, questa volta è possibile sfruttare meccaniche di lotta non profondissime, ma che rendono gli approcci alle creature più strategici.

Avrete a portata di mano risorse e pezzi di equipaggiamento utili per andare più avanti o per sconfiggere i boss, le cui sfide richiedono pazienza e una buona lettura del pattern.

Tuttavia, dovrete usare tutto con parsimonia per non fare una brutta fine. I combattimenti, però, come nei capitoli precedenti, non sono le parti più importanti del gioco.

Infatti, dovete saper risolvere i puzzle per andare avanti. Gli enigmi ambientali presenti sono complessi, intelligenti e coinvolgenti, ma mai frustranti come gli scontri.

Bastano giusto pochi minuti per capire cosa fare senza restare inceppati per troppo tempo nello stesso punto. Semmai le vere difficoltà iniziano più avanti con sfide ancora più criptiche.

Nella sostanza, il gioco è piacevole da giocare, anche se abbiamo notato alcuni problemi che potrebbero storcere il naso ad alcuni giocatori.

Il comportamento dei nemici, spesso, lascia a desiderare con momenti in cui l’intelligenza artificiale si dimostra un po’ meno attiva o astuta rispetto al giocatore.

Spesso, inoltre, a causa di un bug, compaiono più zombie nei corridoi rispetto a quelli previsti per quegli ambienti. Questa situazione può essere risolta con una patch.

Lo stesso discorso vale anche per la posizione dei punti di salvataggio, troppo lontani tra loro e che, quindi, rendono spesso l’esplorazione un po’ macchinosa.

COMPARTO TECNICO

Fin da sempre, la serie The Coma è stata rinomata per la sua direzione artistica, realizzata a mano. Tra i punti di forza dei giochi precedenti c’era la mole di dettagli stilistici.

E quest’ultimo capitolo non è da meno e, per lo più, rappresenta il culmine che l’arte di Minho Kim, cofondatore della stessa Dvora, poteva raggiungere.

Le atmosfere cupe, noir e ansiogene del Coma e degli ambienti del mondo principale, giocano un forte ruolo nella comunicazione visiva.

Le texture dettagliate, il senso dello sporco, i colori spenti e freddi e l’alternanza di luci e ombre marcate colpiscono violentemente (almeno in senso positivo) gli occhi del giocatore.

Non solo esplorerete le aule del Sinwa High, ma anche zone urbane, spazi domestici chiusi, edifici pubblici, stazioni ferroviarie e molto altro.

Lo stile artistico è vicino a quello dei manwa coreani, soprattutto per quanto riguarda i personaggi, resi più espressivi rispetto ai giochi precedenti.

Anche la colonna sonora è ottima con silenzi, fasi di pathos e momenti pensati apposta per creare una sensazione tra il mistero e il terrore.

A rendere l’esperienza di gioco ancora più inquietante contribuiscono gli effetti sonori, come la respirazione cardiaca, gli scricchiolii delle porte, i rumori dei passi sui pavimenti etc. etc.

CONCLUSIONE

The Coma 3: Bloodlines rappresenta senza dubbio non un semplice buon gioco, ma il capitolo più completo e meglio riuscito della serie The Coma.

La storia interessante, il gameplay rivoluzionario (almeno per la serie), gli enigmi e i combattimenti sfidanti e l’ottimo comparto tecnico sono elementi che ci invogliano a promuoverlo.

Speriamo solo che gli sviluppatori tengano conto dei suoi problemi minori, sistemabili con qualche aggiornamento. The Coma 3: Bloodlines è disponibile sull’eShop di Switch a 14,99 euro.

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Lorenzo

Un giocatore avellinese incallito di classe '99. Amo giocare tutti i tipi di videogiochi (specialmente quelli hardcore). Ho iniziato a giocare tra il 2005 e il 2006. Sia i videogiochi che l'archeologia sono le mie passioni. 😊

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