Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko – Recensione
Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko – Recensione
Dopo l’ottimo successo ottenuto con gli ultimi film animati di Lupin, noi di NextPlayer in questa circostanza ci accingiamo a recensire per voi niente meno che un’altra fantastica pellicola animata: stiamo parlando di Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko.

Diretto dal leggendario maestro Takeshi Koike, e scritto da Yuya Takahashi, Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fuji è il terzo episodio della saga cinematografica dedicata a Lupin. Un film animato della durata di 50 minuti circa dove Fujiko regala un’esperienza narrativa a dir poco imperdibile.
Una trama coinvolgente e ben strutturata nella sua interezza
La storia ruota attorno a Fujiko, la quale è in fuga con Gene, un fragile ragazzino il cui padre si è suicidato dopo aver sottratto ben 250 milioni di dollari dalla potente corporazione “Godfrey Mining”.

Questi soldi ovviamente sono nascosti dietro una password, che solo il ragazzino conosce. Fujiko, ovviamente anche in questo contesto mira al bottino, ma sulle loro tracce c’è il letale Bincam, uno speitato assassino inviato dalla Godfrey, dotato addirittura di poteri ipnotici che piegano le volontà delle vittime.
Queste sono solo alcune delle premesse di questa fantastica avventura, che mischia momenti tesi sommati ad un ritmo galvanizzante dall’inizio alla fine. Il punto di forza è senz’altro il rapporto con Gene, il fulcro emotivo di tutta l’opera, specialmente quando Gene accusa Fujiko di mentire sempre, anche quando non è realmente così.
Un antagonista galvanizzante
Il cattivo di questa sequenza animata è senz’altro uno dei migliori in assoluto, un personaggio a dir poco inquietante. Non ha onore, ed è un predatore sadico, visivamente ispirato e spaventoso. Il comparto d’azione è a dir poco eccezionale, i combattimenti sono sporchi e iperviolenti nella loro interezza.

In questa esperienza Lupin e Jigen appaiono come semplici comprimari di lusso, intervenendo solo per dare respiro alla trama, lasciando però i riflettori puntati sulla protagonista. Infine, visivamente il film è davvero un gioiello.
Il regista è riuscito a mantenere un tratto underground, caratterizzato da linee di contorno spesse e marcate, con ombreggiature pesanti a tratteggio, oltre una palette cromatica dominata da toni cupi, interrotti solo dal fucsia acido della moto della nostra protagonista.
Atmosfera iconica
Il ritmo di questa pellicola è piuttosto denso. Il regista utilizza in maniera sapiente i silenzi, i rumori del vento del deserto, e il ticchettio degli orologi per costruire una tensione costante. Non c’è fretta di cadere nell’azione, il tutto esplode con rapidità ma mai cadendo nel banale.

Come sottolineato precedentemente, Fujiko appare fragile e non più una semplice manipolatrice irraggiungibile. Con alle calcagna il temibile killer, Fujiko si ritrovata bloccata con Gene, con un’avventura a dir poco incredibile, condita da un’atmosfera sublime sotto tanti punti di vista.
Conclusione
Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko è un film animato di ottima qualità, che mette sotto una luce diversa la misteriosa Fujiko. Con una trama affascinante e ben strutturata, Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko è una produzione a nostro avviso da non perdere assolutamente.
