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Final Fantasy VII Rebirth (Nintendo Switch 2 Edition) – Recensione

Final Fantasy VII Rebirth Switch 2 Edition – Recensione

Final Fantasy VII Rebirth di  Square Enix è finalmente arrivato su Nintendo Switch 2. Il team ha ripreso in mano un titolo già eccezionale e gli ha ridato vita arricchendolo. Il gioco originale uscì nel lontano 1997 ora è stato svecchiato e rimesso a nuovo anche a livello grafico senza toccare la narrativa e la storia originale. C’è un gran numero di momenti e personaggi iconici da rinnovare e  una storia vicina e cara al cuore di molti giocatori. Sarà riuscito il team a far amare Final Fantasy VII Rebirth con la stessa intensità del passato?

Siamo pronti a dirvi cosa ne pensiamo…

Final Fantasy ha una storia leggendaria, nel 1986 Hironobu Sakaguchi presentò a Shigeru Miyamoto l’idea di un videogioco, un progetto molto ambizioso. E da li nacque il primo Final Fantasy che fu pubblicato in Giappone l’anno successivo e vendette milioni di copie. A distanza di ben dieci anni il gioco cambia aspetto, grazie alle nuove tecnologie ora potevano mettere in atto storie più profonde e personaggi più credibili e arrivò, infatti, Final Fantasy VII a intraprendere un nuovo percorso.

  • Aerith Gainsborough è una dei personaggi comprimari gel gioco e la vediamo sin dal video cinematografico iniziale.
  • Cloud Strife è il protagonista del gioco e lo vediamo poco dopo nello stesso filmato.

Il producer Yoshinori Kitase disse di aver sempre voluto raccontare le sue intenzioni riguardo alla sequenza del video cinematografico. Voleva mostrare la grandezza del mondo di gioco dei primi Final Fantasy e finalmente col passaggio al 3D hanno potuto dare vita a delle rappresentazioni più realistiche e mostrare quello che volevano in modo più fluido e realistico.

Rebirth

Dopo la fuga da Midgar, Cloud e i suoi amici cominciano a dare la caccia a Sephiroth. In Rebirth , la storia copre tutto, dal lasciare Midgar al raggiungere la Capitale Dimenticata. La narrazione continua mentre i personaggi intraprendono un viaggio attraversando il mondo dopo essere fuggiti dalla città. Cloud è ancora il leader affascinante del suo gruppo di amici  pronto a intraprendere la missione.

In Final Fantasy Rebirth possiamo sviluppare un albero delle abilità sinergico, con esso possiamo effettuare insieme al nostro compagno degli attacchi combinati devastanti. Questa scelta, per quanto riguarda il sistema di combattimento, riesce a riportare Final Fantasy sui suoi amati binari. Rebirth riporta il gioco alle radici con l’azione in tempo reale cercando di non destabilizzare chi non è abituato alle logiche dei giochi old school. Il gioco punta sui ruoli dei membri del party e sulle abilità, infatti il combat system è incentrato su un sistema abbastanza tattico. Per il giocartore è necessario, se non essenziale, conoscere i punti deboli e i punti di forza di ogni nemico ma anche addestrare gli alleati. Ciò richiede di rispondere in modo adeguato ai nemici, incassare in un certo modo i colpi e prevedendo in anticipo il bisogno di curarsi.

Le barre ATB si caricano man mano mentre compiamo delle azioni o i fendenti in arrivo. Ogni personaggio ha la sua identità combattiva che evidenzia le qualità individuali di ognuno, soprattutto quelle di Red XIII e Cait Sith. In giro ci sono varie ricompense nascoste che hanno impatto nei minigiochi e nelle attività del mondo aperto.

Reebirth non è un gioco permissivo richiede maggior controllo rispetto al remake, bisogna riuscire a imparare a padroneggiare il sistema di combattimento comprese le abilità speciali e le magie per ottenere dei bei risultati. Qui entra il gioco la tattica e la pianificazione, mai arrivare impreparati agli scontri, sviluppare per bene gli alberi delle abilità ed equipaggiarsi per bene.

Il mondo hub è suddiviso in mondi aperti, molteplici e tentacolari,  nemici, missioni, ricchi di vita e scoperte da cercare. La vastità del mondo è mozzafiato, vale la pena esplorare. La storia di Rebirth è composta in parti uguali da dramma familiare e azione finale.

Rebirth è una storia molto diversa.
  • Cloud e Tifa hanno una storia insieme
  • Barret ha vecchi traumi non rimarginati
  • Aerith ha perso la memoria ed è alle prese con ciò che deve fare

I personaggi sono connessi e le loro storie sembrano reali. La recitazione vocale è eccellente e le immagini sono molto belle, il tutto è stato coronato con una colonna sonora abbastanza emotiva. Cloud ora può saltare, nuotare e  scavalcare ostacoli più grandi senza sforzo. Inoltre vi ricordo che ci sono delle aree nascoste sparse ovunque da scovare ed esplorare, alcune di esse offrono bottini preziosi per la creazione e il miglioramento degli oggetti. Oltre al prezioso bottino aggiungono profondità alle missioni secondarie.

Sistema di combattimento solido e ben strutturato

Final Fantasy VII Rebirth si presenta al giocatore con un sistema di combattimento semplice e realizzato magnificamente dal team di sviluppo. Infatti, gli sviluppatori sono riusciti a mantenere l’impostazione di gioco presente nel precedente capitolo, e rinnovandola laddove è possibile con nuove interessanti implementazioni.

Ogni personaggio che andrete ad utilizzare nel corso della vostra epopea potrà usufruire di un sistema di combattimento totalmente diverso rispetto agli altri membri del party, e questa peculiarità è da sottolineare vista la presenza di un notevole cast di combattenti che si uniranno al vostro intrepido viaggio.

Personalizzazione esperienza

Oltre alla modalità s’azione c’è una variante classica dove i vari membri del party si muovono automaticamente finche non ricevono i comanti ATB. Inoltre c’è un’opzione Avanzata che ci consente di modificare il livello di nemici in base al giocatore, così di riservare la sfida impegnativaa a chi ha completato tutta l’avventura.

Regioni

Le regioni sono sei, ognuna di esse è un vasto mondo aperto con tanti nemici, ambienti e segreti da scoprire. Gli uccelli vengono a chiamarci per condurci in una nuova scoperta e i pulcini Chocobo ci aiutano ad arrivare alle “aree di sosta”. Le terre desolate sono paesaggi fatiscenti con tubature e aridità. Spostandoci da villaggi in villaggio troviamo piccole fattorie, aiutiamo chi ha bisogno e ascoltiamo le loro storie.

Eh gia, nel mondo ci sono tanti buoni che vale la pena di salvare e proteggere affrontando qualsiasi cosa ci attende.

Attività secondarie

Nel mondo di gioco troviamo anche delle attività secondarie. Completare le attività principali ci permette di gridare e salire di livello più velocemente. Ovviamente grazie a questo riusciamo a sbloccare nuove opportunità e abilità e scoprire alcuni aspetti inediti che riguarda lo scenario digitale.

Le storie secondarie le ho trovate piacevoli e interessanti e secondo me servono per rafforzare il legame coi membri del gruppo. Ogni membro ha una barra dell’amicizia, per poter uscire con Tifa o Aerith dobbiamo stare attenti a cosa diciamo e a come agiamo nella storia secondaria e nelle missioni principali. le interazioni nel gioco alla fine influenzano il gameplay e la storia.

Mi è piaciuto il sistema di interazione tra i membri del gruppo, sederci al bar, chattare e uscire tra di noi. Oltre ciò possiamo anche vedere cosa prova il nostro partner ideale per noi con delle faccine. Tutto ciò spezza il tram tram della missione principale e ci regala dei bei momenti. Ricordatevi di gestire al meglio il legame di amicizia tra di loro perchè può cambiare le carte in tavola.

Minigiochi

Abbiamo delle gare di addominali, delle prove di volo, alcuni minigiochi, delle fasi sparatutto e altro. Tra quelli che ho preferito voglio nominarvi le corse dei Chocobo in cui ci sono diverse cavalcature personalizzabili, più o meno venti tracciati diversi e varie colonne sonore dedicate. Per non parlare poi del Gold Saucer, il parco divertimenti di Corel e del Resort di Costa del Sol colmo di sorprese.

Un’altro “giochino” che farà gola a molti è il Queen’s Blood, il gioco di carte legato ad una missione dedicata. Può sembrare semplice ma non lo è, come del resto non ha nemmeno una meccanica superficiale e risulta una bella sfida.

Gli intrattenimenti nel gioco non sono pochi e sono tutti ben congeniati e riescono a far trionfare il gioco insieme alla vastità del mondo di gioco. Se volete essere dei completisti vi avviso, vi serviranno oltre cento ore di gioco. Anche dopo la conclusione ci sono altre sfide interessanti per il giocatore.

Come si comporta su Nintendo Switch 2

Portare Final Fantasy VII Rebirth su Nintendo Switch 2 sembrava, fino a poco tempo fa, un esercizio di pura ambizione, visto che parliamo di un JRPG mastodontico, aperto, denso e costruito su regioni vaste e ricche di geometrie.

Square Enix non ha puntato ad ottenere un semplice compromesso ma un adattamento che dimostra una comprensione profonda di ciè che definisce l’identità visiva di Rebirth. Abbiamo tra le mani uno dei porting più impressionanti si Nintendo. Square Enix poteva anche scegliere una strada più facile e raggiungere ottimi risultati, riducendo brutalmente la qualità dell’immagine sacrificando ciò che rende riconoscibile il mondo di Final Fantasy VII. Invece il team ha scelto la strada più difficile, intervenendo soprattutto sulla gestione delle geometrie, dei livelli di dettaglio e della densità degli elementi a schermo.

La scelta tecnica più importante riguarda l’uso dei mesh shader, che secondo quanto dichiarato dal game director Naoki Hamaguchi si è rivelata fondamentale per gestire l’enorme quantità di geometrie nelle aree aperte.

La vegetazione è meno fitta, alcune texture sono più morbide e il pop‑in è costante nelle zone aperte, il numero di oggetti presenti sullo scenario è stato ridotto. Inoltre alcuni elementi secondati sono stati eliminati o semplificati.  Ma ciò che conta davvero — illuminazione e direzione artistica — è stato preservato con cura. Le Grasslands, Cosmo Canyon, le vallate e le scogliere mantengono la loro atmosfera. L’illuminazione, considerata dagli sviluppatori “il fattore più importante nella qualità grafica moderna”, rimane sorprendentemente vicina all’originale.

Prestazioni

Il gioco gira a 30 fps per la maggior parte dell’avventura, ma nelle città più dense come Kalm e in alcune sezioni open world ci sono stati dei cali di frame rate. Niente di disastroso ma percepibile. La risoluzione è gestita tramite DLSS, che svolge gran parte del lavoro pesante. In Docked: da 1080p fino a 540p. In Portatile: da 756p fino a 380p nei momenti più impegnativi.

Nonostante i numeri, l’upscaling NVIDIA maschera bene le oscillazioni, offrendo un’immagine più pulita di quanto ci si aspetterebbe guardando solo le cifre .

La cosa più importante è che non sembra un gioco diverso, non ha perso la sua identità. Poter giocare Rebirth in portabilità, senza la sensazione di giocare ad una versione !mutilata! è il più gran successo del porting.

Conclusione

Final Fantasy VII Rebirth su Nintendo Switch 2 non è un miracolo tecnico, ma è una dichiarazione d’intenti. Square Enix dimostra cosa può succedere quando un team decide di adattare un gioco all’hardware, invece di limitarne brutalmente le impostazioni. Un adattamento costruito con criterio, che sceglie con attenzione cosa sacrificare e cosa preservare. I compromessi ci sono e in alcuni momenti si fanno sentire, ma Square Enix è riuscita a mantenere intatti la scala, l’atmosfera e quel senso di meraviglia che definiscono il viaggio di Cloud e compagni. Non raggiunge l’eccellenza visiva di PS5, né vuole farlo: punta invece a offrire l’esperienza completa in mobilità, senza snaturare l’opera originale. Per chi desidera vivere Rebirth ovunque, Switch 2 rappresenta oggi la porta d’accesso più sorprendente.

 

 

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Francesco

Sono un giocatore incallito, ho cominciato con il commodore 64 per poi passare al NES e allo SNES, fino alle console attuali. Amo giocare con tutte le console, odio la console WAR. Sono un collezionista da circa 20 anni. I miei giochi preferiti The legend of Zelda, Donkey Kong Country, Metal Gear Solid, God of War e Uncharted.

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