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Diablo IV: Age of Hatred Collection (Nintendo Switch 2) – Recensione

Diablo IV: Age of Hatred Collection (Nintendo Switch 2) – Recensione

In attesa delle prossime grandi uscite su Nintendo Switch 2, la compagnia nipponica continua ad accogliere sulla propria console nuove affascinanti produzioni realizzate da aziende terze parti. In questa circostanza noi di Next Player ci accingiamo a recensire niente meno che Diablo IV: Age of Hatred Collection, edizione definitiva che arriva su Nintendo Switch 2 con tutte le espansioni incluse.  

Vivi l’intera storia dell’Era dell’Odio in Diablo IV nel corso di diverse incredibili campagne dedicate. Tale release è disponibile dal 15 settembre 2026 sia in edizione fisica che digitale su Nintendo Switch 2.  

Una storia emozionante 

La storia di Diablo IV si svolge 50 anni dopo gli eventi di Diablo III e presenta un nuovo piano infernale. Lilith, un personaggio centrale di Diablo IV, in quanto figlia dell’odio, porta una prospettiva intrigante alla storia. La ribellione di Lilith contro l’ordine prestabilito delle cose e la sua incrollabile visione del futuro la rendono un personaggio affascinante.  

Diablo IV nasce come live service, si evolverà nel tempo, da quello che sappiamo verrà rilasciata una stagione ogni tre mesi. La trama ci ha spinti a riflettere sulle sfumature in cui i concetti del bene e del male si sovrappongono. 

Un gameplay solido e ben strutturato  

Dal lancio Diablo IV ha subito qualche piccola modifica in termini di fruizione globale sul lato del gameplay. Abbiamo a disposizioni sette classi, ogni classe è amorevolmente curata che sono: Il Barbaro, il Tagliagole, il Druido, il Negromante, l’Incantatore, lo Spiritista, Il Paladino e lo Stregone. Alcune di esse naturalmente sono disponibili solo dopo aver acquistato le due espansioni di Diablo IV. 

Ovviamente ci sono di entrambi i sessi e possiamo scegliere noi quale utilizzare. Per il resto l’impianto di gioco oltre a qualche novità introdotta con le ultime stagioni presenta tutte quelle peculiarità che l’hanno reso quasi perfetto dal lancio di questo nuovo capitolo. 

L’epico scontro finale 

La narrativa dell’ultima espansione, ad esempio, si colloca direttamente dopo gli eventi narrati in Vessel of Hatred, nella quale i giocatori vengono catapultati in un’epica missione di salvataggio se così vogliamo definirla, con l’obbiettivo di rintracciare prima che sia troppo tardi Neyrelle. In “Lord of Hatred”, l’incipit è notevolmente cambiato, con un approccio narrativo emotivamente ancora più forte, fin dai primi istanti della nostra epopea.

Dopo aver resuscitato con mezzi non propriamente idonei, Mefisto ha preso possesso del corpo di Akarat, e da profeta di un altro mondo cerca seguaci da imbonire con le sue false promesse. L’avventura dopo poco si sposterà per la prima volta sulle isole di Skovos, dove anche in questa terra si diffondono le voci su un messia sbarcato a Temis, la capitale della zona. Con le forze demoniache che cominciano a conquistare terreni sulle coste, Mefisto a poco a poco comincia ad impadronirsi di Sanctuarium, trasformando ogni luogo in un posto di pura devastazione. 

Insieme a Lorath, noi saremo chiamati a fermare con ogni mezzo questa micidiale avanzata del primo maligno, con una resa dei conti che preannuncia colpi di scena a non finire. Lord of Hatred è l’epica conclusione narrativa di Diablo IV, e vi consigliamo di giocarla solo se avete completato sia la campagna principale base, che il precedente contenuto. Naturalmente il team di sviluppo ha implementato anche la possibilità di iniziare direttamente dall’ultima espansione, includendo un nutrito riassunto video, che però noi sconsigliamo visto che vi farebbe perdere pezzi comunque fondamentali della trama. 

Nuove interessanti classi 

Nell’ultimo contenuto narrativo per la prima volta irrompono ben due nuove classi che sono quella dello Stregone e del Paladino. Per quanto concerne gli Stregone sul campo di battaglia sono a dir poco devastanti. Grazie alla potenza delle loro catene sono dei veri principi dell’oscurità, i quali potranno fare sfoggio di terribili abilità tutte da scoprire. I Paladini invece sono un gradito ritorno per la serie, e vengono scelti per la bravura nell’uso della spada e dello scudo per proteggere gli indifesi. Come sottolineato precedentemente entrambe le classi sono disponibili solo per coloro che hanno acquistato l’espansione di Diablo IV. 

Skovos, una nuova fantastica regione 

Come ogni espansione che si rispetti, anche Lord of Hatred presenta una nuova fantastica regione tutta da scoprire. Skovos è una terra piena di segreti e pericoli mai visti prima nel mondo di Diablo IV. Una regione piuttosto antica, dove per molti anni è stata inesplorata vista la sua posizione circondata dal mare. La capitale Temis ad esempio è progettata come centro ideale per tutti coloro che sono giunti alla fine di questo capitolo, un ambiente perfetto, realizzato con una cura degna di nota dal team di sviluppo, che mette in risalto ogni piccolo particolare di questi fantastici luoghi. 

Lato tecnico soddisfacente su Nintendo Switch 2

Spostandoci ad analizzare il lato tecnico di Diablo IV: Age of Hatred Collection, l’esperienza è piuttosto solida sia in modalità docked che in portatile, con quest’ultima che brilla notevolmente di un lato grafico davvero invidiabile. I caricamenti sono piuttosto rapidi, e anche nelle circostanze più complicate non abbiamo riscontrato nessuna problematica tecnica.

Vi ricordiamo, nota molto importante che per giocare a Diablo IV: Age of Hatred Collection bisogna essere connessi alla rete per usufruire del gioco. Per quanto concerne invece i contenuti multigiocatore basta semplicemente avere sottoscritto un abbonamento al Nintendo Switch Online.

Conclusione

Diablo IV: Age of Hatred Collection è un porting a dir poco incredibile, che riesce a sfruttare appieno tutte le potenzialità di Nintendo Switch 2. Si tratta dell’edizione definitiva che include tutte l’espansioni, aggiornamenti e tanto altro ancora di questo spettacolare capitolo della serie. Una produzione da non perdere assolutamente, anche sulla console ibrida di punta nipponica.

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Tsubasa

Alessandro, in arte Tsubasa88. Intorno ai 10 anni riceve a Natale da sua nonna come regalo un Game Boy Pocket con Super Mario Land. Fan dalla prima ora di Super Mario, per tutta la sua vita Nintendo ha rappresentato un'autentica passione anche prima dei dieci anni con il NES, continuata con il Super Nintendo e Nintendo 64, senza dimenticare le console portatili Game Boy Advance e arrivando ai giorni nostri con il New Nintendo 3DS XL insieme all'immancabile Nintendo Switch. Segue fin da piccolino anche tutto il mondo PlayStation e ama franchise del calibro di Final Fantasy e Kingdom Hearts.

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