Dark Scrolls, un nuovo roguelike a scorrimento forzato – Recensione
Dark Scrolls, un nuovo roguelike a scorrimento forzato – Recensione
Capitava in passato che i videogiochi platform imponevano ai giocatori di correre! La schermata procedeva da sinistra verso destra in maniera serrata.
Quindi esporsi a insidie superabili solo con duri riflessi era la norma, nonché fonte di guadagno se il gioco era un coin-op. Wonder Boy ha elaborato questa formula meglio di qualunque altra opera.
Con il tempo, però, i giochi sono cambiati e, a parte qualche livello a tema di qualche gioco di Super Mario, nessuno ha più reso questo concept interessante come un tempo.

Dark Scrolls ci prova, mettendo insieme elementi rogue-lite, nove personaggi con un proprio stile di gioco da padroneggiare e tante sfide e segreti.
Sviluppato da doinksoft e pubblicato da Devolver Digital, è uscito su Steam e Nintendo Switch il 22 giugno 2026.

TRAMA
Un cavaliere chiede aiuto a un barbaro, a un mago e a un ladro per sconfiggere un’idra a tre teste, in possesso di una pergamena magica.
La lotta si conclude al meglio, ma colpo di scena! Si scopre che il cavaliere ha manipolato i tre protagonisti per rubare la pergamena e ottenere il potere con le cattive maniere.
I tre eroi vengono spiazzati via e sembra che tutto sia finito! Ma, per fortuna, vuole la sorte che siano tornati dall’aldilà per regolare i conti.

Non aspettatevi troppe promesse dalla trama. È solo un riempitivo che procede in maniera lineare. Almeno, ha il lato positivo di non essere banale nella sua semplicità.
D’altronde, chi si aspetta che una persona presentatasi come amica si riveli il vero villain del gioco? Nessuno ed è questo il motivo per cui adoriamo almeno questo pretesto.

GAMEPLAY
In Dark Scrolls il giocatore inizia una run scegliendo solo tre personaggi del roster completo. Il resto del cast verrà sbloccato più avanti soddisfacendo determinati obiettivi.
Gli eroi principali sono Grizz il barbaro, Pigeon il ladro e Emerys il mago. Grizz è il più equilibrato del trio e usa un set di asce per colpire i nemici.
Pigeon, invece, è molto veloce, ma è specializzato solo negli attacchi ravvicinati con il suo coltello. Emerys (simile nel design al Mago Nero di Final Fantasy) ha mosse lente, ma molto potenti.

Infatti, può sparare dalle mani grosse palle di energia per attaccare. Ogni personaggio ha un proprio attacco dal basso e una mossa Super, attivabile con una barra SP sotto quella dei PV.
Studiare ogni personaggio è il primo passo per farsi strada in questo inferno. Infatti, dovete capire come muovervi all’interno dei livelli per non bloccarvi e restare indietro.
Infatti, basta finire fuori dallo schermo durante lo scorrimento della visuale ed è Game Over. Per andare avanti, dovete anche uccidere tutti i nemici che vi ritroverete davanti.

Ferendoli mortalmente, non solo otterrete i punti SP, ma anche tantissime monete. Spendendole in appositi negozi, otterrete potenziamenti e altri items per migliorare le vostre statistiche.
Spesso ci saranno alcuni momenti in cui la schermata si bloccherà. In quelle fasi o dovrete uccidere un certo quantitativo di nemici per ricevere un forziere di monete o dovrete affrontare un boss.
La difficoltà crescerà pian piano che andrete avanti, costringendovi a sudare sette camicie sia per capire come muovervi nei livelli sia per leggere i pattern dei boss stessi.

Purtroppo, questa formula arcade non è esente da imperfezioni. Per quanto il gameplay sia divertente, dopo qualche ora tende a diventare ripetitivo.
Per fortuna, il gioco ha anche una modalità cooperativa in locale o online. Qui due giocatori possono aiutarsi a vicenda per superare gli ostacoli e possono ritornare in vita.
Ciò a una sola condizione: che il giocatore 1 o 2 sia rimasto vivo e che colpisca la bolla del suo compagno deceduto prima che lo porti via.

COMPARTO TECNICO
La grafica rappresenta una lettera d’amore ai giochi arcade degli anni ’80, di cui recupera lo stile di disegno a 8 bit. Nella pratica, quest’operazione è riuscita a metà.
Bisogna ammettere che le ambientazioni non sono proprio brutte da guardare. Sono semplicistiche e presentano propri temi, nonché un buon senso di profondità con gli sfondi.
Il problema è che la direzione artistica sembra un po’ acerba, a causa della poca densità dei dettagli delle texture e dell’uso ripetuto di certe gamme di colori.

Inoltre, i livelli veri e propri, almeno se parliamo di level design, tendono ad assomigliarsi pian piano che si procede nelle fasi di gioco più avanzate.
I personaggi non sono male negli artwork, anche se in game i nemici potevano essere curati meglio. Per fortuna, le animazioni sono fluide senza particolari intoppi.
Le musiche non sono particolarmente incisive, ma almeno non sono neanche così martellanti e ripristinano il synth dei giochi di una volta con successo.

CONCLUSIONE
Per quanto sia un titolo corto e ripetitivo, Dark Scrolls può andare bene se giocato in coppia. D’altronde, l’unione fa la forza come dice un vecchio principio.
La varietà negli stili di gioco dei personaggi e un livello di sfida tarato verso l’alto assicurano più di una semplice run buttata lì per perdere tempo.
La grafica può sembrare acerba per alcuni elementi. Eppure, va riconosciuto l’amore dei programmatori per i giochi del passato, omaggiati anche in termini di comparto audio.

