WitchSpring3 Re:Fine, una strega e due scelte – Recensione

Non sottovalutate la storia della giovane strega Eirudy.

WitchSpring3 Re:Fine

Titolo:
WitchSpring3 Re:Fine – The Story of Eirudy
Piattaforme:
Nintendo Switch
Genere:
JRPG

Sviluppatore:
Kiwiwalks, Ikinagames, G Choice, Studio Artdink
Publisher:
Inin Games
Prezzo:
€39,99

L’ammontare dei classici RPG a turni sembri ammontare sempre di più in questi ultimi tempi. Trovare idee nuove e dare al pubblico un gioco interessante, ma allo stesso tempo completo, risulta davvero una grande bella impresa. Witchspring 3 Refine, un gioco JRPG precedentemente uscito per mobile, approda finalmente su Nintendo Switch e ci prova nell’intento, offrendo alcune meccaniche ispirate alla serie Atelier e avente una bellissima storia con uno sviluppo dei personaggi veramente sublime.


Tra nascondigli e fughe

La storia è ambientata in un mondo dominato dal conflitto tra umani e streghe, perseguitate senza una reale ragione. Eirudy, una deity considerata strega dalla pelle pallida, si nasconde nella sua casa nei meandri di Misty Forest per scappare e nascondersi ai continui umani che cercano di catturarla. Eirudy è una strega molto strana, ama la solitudine, ma allo stesso tempo gli manca un compagno fidato. Sua nonna, però, che vive lì vicino, le ha insegnato a cucire delle bambole e quind ha iniziato a colmare questo suo vuoto dandole vita. Eirudy decide però un giorno di dare una svolta alla sua vita, dove dovrà scegliere a un certo punto della sua storia se ribellarsi o aiutare gli umani, cambiando totalmente le sorti del mondo a seconda della strada che percorrerà.

WitchSpring3 Re:Fine

Sebbene la storia non sembri il punto forte di WitchSpring3 Re:Fine, gli sviluppatori hanno trovato un modo per far tenere incollato continuamente il giocatore sia per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi che per quanto riguarda la storia generale. Con Eirudy, la protagonista, sono riuscito da subito a connettermi dopo le prime ore di gioco e man mano che proseguivo nella storia, man mano mi interessava sempre di più. Tra le innumerevoli possibili scelte che cambieranno il corso della storia, insieme agli stupendi doppiaggi e ai personaggi apparentemente molto belli, sono riusciti a non farmi sentire intere sessioni di gioco. Inoltre non è necessaria nessuna conoscenza dei precedenti titoli dato che non sono presenti nessun tipo di riferimento ai suoi predecessori.


Calderone magico e cerchi alchemici

Salire di livello in Witchspring3 non è possibile poiché non esiste un sistema classico tipico degli RPG, anzi si divide in due grandi macro-sistemi: il training e il crafting. Per quanto riguarda il crafting, con il nostro calderone magico potremo fabbricare quasi qualsiasi cosa con i giusti materiali e le varie ricette. Sebbene all’inizio saremo molto limitati, man mano che andremo avanti nel gioco otterremo materiali sempre più rari per produrre equipaggiamenti sempre più efficienti e magie sempre più potenti. Un sistema preso ovviamente spunto dalla serie Atelier che è a sua volta riesce a trovare un po’ di unicità, integrandosi perfettamente come elemento caratterizzante del gioco. Una cosa che però non ho amato è la gestione dell’inventario, non avendo la possibilità di riordinare automaticamente gli oggetti e scarsa la varietà delle categorie. Poteva essere svolto un lavoro migliore, agevolando il giocatore e non aggravandolo.

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 Invece per rendere la nostra piccola strega Eirudy più forte, dovremmo allenarla mentalmente e fisicamente per aumentare le sue statistiche. Esse saranno inoltre livellabili anche con alcuni oggetti prodotti nel crafting o trovati durante l’esporazione. In base alle attività svolte o al completamento di quest secondarie, avremmo a disposizione degli allenamenti con vari esercizi a disposizione a seconda di che statistica si vuole migliorare. Alcuni di questi inoltre ci permetteranno di sbloccare delle nuove ricette, abilità, magie e altro ancora. Ho trovato il tutto però all’inizio un poco confusionario e ho dovuto provare e ritentare più volte per capirne il funzionamento.


Bambole come compagni fidati

Il sistema di combattimento di Witchspring3 segue lo stile classico del combattimento a turni, con qualche piccola variazione. Non sarà presente un party e potremo utilizzare solo Eirudy come personaggio giocabile, almeno nei primi momenti del gioco. La UI è molto carina dato che è tutto strutturato a forma di cerchio che mi ricorda un po’ il cerchio alchemico. Girando in senso orario e antiorario potremo scegliere l’azione che desidereremo tra le varie disponibili. Inoltre potremo eseguire più turni prima dell’attacco dell’avversario se si hanno abbastanza punti nella statistica agilità.

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A ogni turno potremo evocare inoltre una bambola come compagno fino a un massimo di tre per combattimento. Ognuna avrà dei ruoli ben specifici e delle caratteristiche particolari che variano in base alle statistiche di Eirudy e al loro livello. Le bambole inoltre non potranno essere scelte come bersaglio dai nemici e alcune di esse potranno essere usate anche come cavalcature. Un elemento super particolare e unico che difficilmente ho visto nei titoli di questo genere che riesce completamente a convincermi. D’altro canto, però, i combattimenti risultano veramente facili e i veterani del genere non troveranno particolare difficoltà nello sconfiggere qualunque tipo di nemico o boss. Un pochino deludente dato che una modalità difficile poteva dare qualche punto a favore del gioco.


Arte della spada e arte magica

Eirudy, in quanto deity, ha maestria sia nell’arte della spada che nell’arte della magia e in base a cosa preferiremo usare durante le battaglie, diventerà più forte in quella maestria rispetto all’altra. Per quanto riguarda l’arte della spada, ogni abilità d’attacco costerà HP e si potrà scegliere di eseguire più colpi di seguito a seconda del livello di maestria. A differenza delle varie infusioni magiche che costeranno mana e che potranno essere applicate sulla spada. Non saranno limitate solo a una per volta, ma potremmo attivarle tutti nello stesso momento avendo ovviamente la giusta quantità di MP. In base al tipo di nemico, è giusto scegliere se attivare o no le diverse infusioni.

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Le arti magiche, invece, potranno essere fabbricate fino a un massimo di tre nella casa di Eirudy vicino al calderone magico. Oltre a scegliere il tipo di elemento come nucleo del cerchio magico, potremmo aggiungere dei vari supporti per rendere la magia più forte e meno dispendiosa in termini di mana. Ho avuto un po’ di difficoltà su come funzionasse il sistema dato che all’inizio del gioco le magie e i supporti che avremo a disposizione sono veramente pochi se non nulli.


Soul Stone come vita

Eirudy avrà in possesso un elemento che soltanto le streghe possono utilizzare: la soul stone. Essa racchiude l’energia vitale che è presente in quasi qualsiasi essere vivente. Infatti dopo aver sconfitto il nostro nemico, guadagneremo oltre che al materiale, dei punti vitalità che verranno accumulati nella soul stone. I punti potranno essere usati se verremo annientati contro un nemico, garantendoci una seconda vita.

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All’inizio del gioco la nostra soul stone sarà piccola, per poi diventare sempre più grande attraverso il crafting dopo aver collezionato i giusti materiali. Essa servirà inoltre anche per dare vita alle bambole e a migliorarle di rango. Ovviamente alcune di esse non potranno essere risvegliate dato l’alto numero di punti vitalità richiesti. Una buona implementazione in combo con la particolarità delle bambole che caratterizza questo titolo.


Tra foreste e deserti

Un’altra cosa che mi ha colpito veramente tanto di WitchSpring3 Re:Fine è l’ambientazione curata nei minimi dettagli. Una menzione speciale va infatti fatta alle caverne dove possiamo ammirare veramente quanto gli sviluppatori hanno lavorato per rendere il gioco graficamente interessante. La caverna di ghiaccio fu una delle mie aree preferite e mi sono soffermato molto per ammirare la bellezza dell’ombra in contrasto con la luce. Purtroppo però in alcune aree, specialmente in quelle più grandi e in presenza di molti punti per la raccolta di materiali e la presenza d’innumerevoli nemici, ci sono stati dei grossi cali di FPS che però non hanno compromesso l’esperienza del gioco.

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 Il sonoro non mi ha colpito particolarmente, ma non va assolutamente a penalizzare il gioco dato che in alcune aree risulta gradevole. Il doppiaggio e la voce di Eirudy invece è la cosa che ho preferito di più in assoluto e i miei complimenti per colei che l’ha doppiata.


Conclusione

Witchspring 3 è un gioco che si presenta con una storia veramente ricca, una grafica che si fa notare  e uno sviluppo del personaggio principale sublime. Ovviamente non è un titolo perfetto, anzi presenta parecchie pecche a partire dal livello di difficoltà veramente troppo semplice, problemi legati all’inventario e un tutorial un po’ mal gestito. Sicuramente offre idee davvero uniche e ha saputo esporre il suo potenziale, basterebbe soltanto qualche piccola modifica e aggiunta per il prossimo titolo così dal rendere l’esperienza veramente unica.

 

Versione testata: Nintendo Switch

Chiave ricevuta e offerta gentilmente dagli sviluppatori del gioco e dai relativi publisher.

Alessandro Ballabio

Videogiocatore sin dalla tenera età e da sempre appassionato della console Nintendo. Attualmente è un Playtester per Modus Games dal 2020 e follemente innamorato dei bug. Anche se è cresciuto con gli arcade, ha imparato ad amare quasi tutti i generi di gioco, specialmente i giochi di ruolo e i platform. Spera disperatamente in un sequel di Golden Sun e un ritorno alle origini dei veri Paper Mario. Il suo sogno nel cassetto è trasformare la propria passione in un vero e proprio lavoro nel campo videoludico.