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ULTROS un gioco dannatamente affascinante – Recensione

ULTROS un gioco dannatamente affascinante – Recensione

Ultros è il nuovo indie Metroidvania dello studio svedese Hadoque, distibuito da Kepler Interactive il gioco è uscito per PC e in esclusiva PlayStation. L’estetica fantascientifica psichedelica è stata realizzata dall’artista svedese Niklas “El Huervo” Akerblad, artista visuale e musicista. Hugo Bille, game designer e programmatore ha anche fondato l’Interntional Game Developers Association Climare Special Interest Group che promuove strategie per far diventare lo sviluppo dei videogames più sostenibile.

Le aspettative sono abbastanza alte per questo titolo, andiamo a vedere cosa ne pensiamo noi.

Utros Ouroboros

Quando ho fatto l’accesso per la prima volta al gioco ho notato che c’è una scritta, Ultros Ouroboros. Avevamo già sentito questo nome, e facendo una ricerca è venuto fuori che l’uroboro è il simbolo della natura ciclica della vita, morte e rinascita. E devo dire che col senno di poi si, questo è proprio il fulcro del gioco.

Non aspettatevi di capire tutto e subito, Hadoque  ha sparso  nel gioco vari rifacimenti filosofici ed infatti il team invita a riflettere sul mondo e sulle connessioni che lo rendono complesso.

Entriamo a “The Sarcophagus”

Ci troviamo con la nostra nave arenata in uno strano mondo alieno, The Sarcophagus, nei panni di Ouji. Non sappiamo perchè la nostra protagonista si risveglia li, ma ben presto ci rendiamo conto di non essere soli. In questo luogo trovimo piante, funghi e tanti piccoli esserini luccicosi che ricreano uno sfondo esuberante qui, inoltre, ci vive un essere molto antico e demoniaco, Ultros. Siamo in un loop infinito pieno di punti interrogativi, ogni azione ha delle conseguenze.

La trama tocca vari temi specifici come la malattia mentale, la morte e la vita e altro.

La narrativa gira intorno ai dialoghi, ben scritti, che troviamo nelle descrizioni di oggetti, parti di animali, semi e molto altro. Nel cast dei personaggi oltre a Ouji troviamo anche altri eccentrici personaggi, ognuo di essi ha le sue motivazioni.

Possiamo intraprendere strade diverse ma possiamo anche decidere di tornare indietro e cambiare strada, e cambiare le nostre scelte. Questo è possibile grazie al sistema di salvataggio della partita. Nel mondo di Sarcophagus troviamo tanti animali alieni pronti ad ucciderci, per difenderci abbiamo il nostro pugnale che troviamo durante l’avventura.

L’obiettivo è sempre lo stesso, eliminare gli Sciamani e sta a noi capire come.

Mappa

La mappa è divisa in zone e bisogna trovare dei potenziamenti prima di poter aprire altre aree. Durante il nostro percorso dobbiamo scoprire i segreti nascosti e sconfiggere i boss. L’azione è molto frenetica e bisogna riuscire a reagire velocemente agli attacchi per cercare di prendere il sopravvento. La rete di cunicoli e di passaaggi segreti è stata ben realizzata e l’esplorazione non è quasi mai caotica.

Abbiamo a disposizione un attacco pesante che possiamo intrecciare con attacchi standard per poter infliggere danni maggiori. Inoltre possiamo schivare gli attacchi per aprire un varco per contrattaccare. E’ stato inserito l’albero delle abiità, The Cortex, dove possiamo sbloccare nuove abilità, come saltare i muri e eseguire un combo devastante.

Ho trovato il combattimento fluido e piacevole, mi sono divertito molto.

C’è anche l’ Estrattore, una sorta di catalizzatore di tutte le abilità che acquisiamo durante l’avventura. Questo marchingegno è collegato al nostro personaggio con un cavo, quando completiamo un loop viene sbloccata una funzione che ci fa accedere ad altre aree. Abbiamo la possiilità di eseguire dei doppi salti ma anche di falciare tutte le erbacce che bloccano i passaggi. Inoltre possiamo utilizzarlo nei combattimenti. Man mano che andiamo avanti possiamo aumentare il moveset di mosse a disposizione e i combattimenti diventano più dinamici e divertenti.

Abilità

Per potere sbloccare delle nuove abilità dobbiamo consumare del cibo, che possiamo coltivare noi stessi, o possiamo recuperarlo quando uccidiamo i nostri nemici. Troviamo semi di vario genere e man mano che avanziamo nel gioco otteniamo un numero crescente di approcci alla coltivazione di alberi e piante. Inoltre, i semi ci serviranno anche per nutrirci e quindi rifocillare la nostra salute. Per passare da una determinata zona all’altra abbiamo bisogno proprio di un seme specifico, una volta piantato farà crescere un albero su cui saltare o una distesa d’erba.

Le abilità della protagonista si resettano ogni volta che ci risvegliamo al punto di partenza. Poprio grazie agli oggetti che troviamo in giro possiamo consolidare alcune capacità che abbiamo acquisito per usarle nel loop successivo. Non fermatevi alla prima strada, cercate sempre nuove strade e approcci diversi.

Magari provate a trattare in modo diverso un alieno, potreste stupirvi.

Questo gioco ha anche degli elementi roguelike, quando sblocchiamo una nuova abilità che ci consente di attraversare la mappa in modi alternativi, veniamo mandati in una sorta di tomba e dobbiamo recuperare l’arma e i poteri. Possiamo anche usare degli ogetti speciali e piantare dei semi per alterare il mondo e crare scorciatoie utili.

Grafica e sonoro

Le immagini sono selvagge e audaci, danno il giusto senso di identità al gioco anche se a volte infastidiscono un pò, infatti mi veniva mal di testa giocando per troppo tempo senza pause, la tavolozza colori è molto intensa. La direzione artistica del grande ” El Hervo” e degli artisti Yvette Schudeck, Kai Hänström e Roberto Kontosić è eccellente, hanno creato ed elaborato un mondo meravglioso e affascinante con forme di vita uniche.

La colonna sonora di Oscar “Ratvader” Rydelius è un mix di strimmenti classici e esotici. Infatti possiamo ascoltare pezzi lenti e rilassanti durante le nostre esplorazioni e pezzi più aggressivi e forti durante le battaglie.

Esplorazione

Tutti i luoghi sono diversi visivamente e ognuno di essi ha il suo fascino e il suo carattere. Ammetto che senza una mappa della zona, sullo schermo, mi sono perso più di una volta nell’esplorare. Fortunatamente la mappa del gioco è ben congeniata e il percorso è abbastanza chiaro, anche se per poterla vedere dobbiamo entrare e uscire dal menu.

ULTROS un gioco dannatamente affascinante – Recensione

Conclusione

Ultros è un opera encomiabile, il team ha svolto un lavoro eccezionale e indimenticabile sia per gli occhi che per le orecchie, ma anche per le nostre menti. Ogni fase ci incuriosisce e spinge a continuare con nuove scoperte e enigmi. La nostra prima run è durata circa 14 ore, il gioco ha tre finali diversi, tutto dipende dalle nostre scelte e dal nostro approccio. Io sto continuando con la mia seconda run, e penso che tenterò di completarne anche un’altra per vedere e “vivere” anche il terzo finale. Questo gioco ha tanto da dire e tanto da far vedere, le ambientazioni e la narrativa sono entusiasmanti. Inoltre è possibile allegerire la difficoltà del gioco aggiustando manualmente la percentuale dei danni subiti. Per chi come me, non riesce a giocare a lungo con colori troppo vivaci è possibile dimunuire l’intensità dei colori degli sfondi. Per concludere, le prestazioni sono ottime e c’è un’ottima traduzione in italiano dei testi e del menu.

ULTROS un gioco dannatamente affascinante – Recensione

Francesco

Sono un giocatore incallito, ho cominciato con il commodore 64 per poi passare al NES e allo SNES, fino alle console attuali. Amo giocare con tutte le console, odio la console WAR. Sono un collezionista da circa 20 anni. I miei giochi preferiti The legend of Zelda, Donkey Kong Country, Metal Gear Solid, God of War e Uncharted.

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