Ultra Age, un prototipo interessante che non convince a pieno – Recensione

Vince come simulatore di battaglia, ma non come titolo a tutti gli effetti.

Ultra Age

Titolo:
Ultra Age
Piattaforme:
Playstation 4, Steam, Xbox One, Nintendo Switch
Genere:
Avventura, Azione

Sviluppatore:
Next Stage
Publisher:
DANGEN Entertaiment
Prezzo:
€29,99

In questi ultimi anni il game engine Unreal 4 sta venendo sempre più sfruttato sia dalle case sviluppatrici indie che da quelle di alto calibro. Il software ci permette di raggiungere grafiche e prestazioni piuttosto elevate che talvolta non è possibile raggiungere con altri engine simili. La piccola casa sviluppatrice indie Next Stage ha provato a sfruttarlo al meglio sviluppando Ultra Age, cercando di rilasciare al pubblico un prodotto di grande qualità a un prezzo contenuto. Il titolo pubblicato da DANGEN Entertaimnet, è riuscito molto a colpire per il suo sistema di combattimento frenetico e coinvolgente, ma ha fallito miseramente in tutte le altre componenti.


Due civiltà dopo un’apocalissi

La storia di Ultra Age è veramente poco chiara e talvolta assai confusa. Parla di un futuro lontano, in cui le risorse della Terra sono diventate insufficienti e il suo ecosistema, dopo il passaggio di una meteora, è cambiato irrevocabilmente, dividendo l’umanità in due. Da una parte le persone che sono fuggite dalla Terra e si sono trasferite nella colonia spaziale, “Orbital Arc”, e l’altra quelle che sono rimaste sulla Terra in una struttura chiamata “The Shelter”. Un giorno, però, le persone che risiedono in The Shelter decidono di tagliare tutte le forniture alla gente di ‘Orbital Arc, riducendole quasi all’estinzione. I residenti su Orbital Arc decidono d’iniziare un audace e misterioso esperimento per concedere un’ultima speranza all’umanità e garantirgli la loro salvezza.

Il giovane guerriero e protagonista armato di spada Age, proveniente dall’ Orbital Arc, scende sulla Terra come speranza della sua intera civiltà. Non sarà solo in questa nuova avventura, ma sarà accompagnato dal suo androide fluttuante, Helvis che lo guiderà e assisterà alla ricerca della chiave indispensabile per la sopravvivenza della sua comunità. Ovviamente molti saranno i misteri e le figure che compariranno nel corso del suo viaggio, sperando di sapere di più su cosa o chi li potrà finalmente salvare. Molti nemici e tenaci boss gli oseranno sbarrargli la strada, facendo vivere al giovane Age un viaggio molto doloso e pieno di pericoli.

Ultra Age

Purtroppo l’unica cosa da dire riguardo la storia e che essa viene spiegata in maniera confusionaria e non supportata in nessun genere. I filmati sono abbastanza inutili e talvolta confondono più del dovuto. Inoltre lo sviluppo del personaggio è pessimo, con elementi non sufficienti e molto limitati. Non sono riuscito purtroppo a entrare in sintonia con Age e Helvis e la storia non mi ha sorpreso per nulla: un vero e proprio peccato.


Una grande mondo limitato

Dopo i primi momenti di gioco, non si riesce a non ammirare i magnifici paesaggi caratterizzanti del gioco, che però stancheranno dopo alcune ore di avventura. Sebbene il gioco sia stato sviluppato in Unreal, non riesce a raggiungere un livello di qualità paragonabile ad alcuni titoli attuali; soprattutto per il prezzo che offre. Una vera disgrazia anche per il fatto che il gioco, a primo impatto, sembra un open world, dando al giocatore l’dea di libertà e la voglia di voler esplorare, cosa che non sarà possibili dati i limiti imposti dagli sviluppatori.

Ultra Age

Non sono riuscito a comprendere al meglio la scelta di Next Stage e che cosa volevano ricavare dallo sviluppo di questo gioco, sembrando quasi un esperimento. Dopo varie ore mi è sembrato di giocare un prototipo per un gioco ancora in via di sviluppo, rilasciandolo in uno stato ancora incompleto. Una vera e grossa delusione per un gioco che aveva un grosso potenziale se fosse stato lavorato per più tempo.


Due fusioni per un combattimento perfetto

Ultra Age non sarà eccellente dal punto di vista della storia e della resa grafica, ma sicuramente è riuscito a brillare per il suo sistema di combattimento tipico dai un action RPG, risultando coinvolgente e frenetico. Moltissime sono state le influenze a cui gli sviluppatori si sono ispirati, tra cui Devil May Cry sul sistema delle armi e della durabilità e Nier Automata sul movimento e sui controlli. Sicuramente hanno lavorato molto su questa componente e ci sono riusciti alla perfezione, simulando il giocatore a dare quante più opzioni possibili senza mandarlo troppo in confusione.

Ultra Age

Non sono stato particolarmente soddisfatto dal punto di vista della telecamera, risultando molto confusionaria in determinate situazioni soprattutto a discolpa del lock sul target. Durante alcuni scontri contro alcuni nemici, l’impossibilità di capire cosa stesse accadendo limitava molto l’uso della schivata e quindi di evitare alcuni colpi lanciati dai nemici. Personalmente un lock sul target gestito meglio avrebbe risolto il problema della telecamera, ma, personalmente, non compromette tantissimo l’esperienza di gioco.


Quattro armi, una sola anima

La particolarità di Ultra Age è che il nostro spadaccino potrà usare fino a quattro armi, scambiabili con un semplice tasto del nostro controller. Allo scambio dell’arma si attiverà una piccola combo in base all’arma scelta utilizzabile da subito. Al termine della durabilità dell’arma, avremo l’occasione di sferrare un colpo micidiale e, dopo di esso, l’arma si distruggerà. Ovviamente avremo molte copie a disposizione della stessa arma dato che il gioco ve le regala senza contenimento. Non mancheranno di certo le varie combo che ogni arma avrà, mischiando tra attacco leggero e forte. Ognuna ha le sue caratteristiche uniche e adatta a seconda di un tipo di nemico, una propria forza e una sua velocità di attacco. Inoltre è possibile anche sferrare attacchi in aria, avendo così la possibilità di colpire e variare i colpi sia a terra che in aria.

Un’altra particolarità è la possibilità di teletrasportarci vicino ai nostri nemici, se attivata a una certa distanza, grazie a una catena luminosa a farci da rampino. Ovviamente è meglio non abusarne, soprattutto se il nemico sta per sferrare un colpo dato che in questo gioco non è possibile parare, o meglio soltanto attivando la combo al cambio di una certa arma. A mio parere il sistema di combattimento è un vero toccasana per gli amanti degli hack’n slash, con tantissime altre funzioni non citate che il gioco vi offrirà. Vi invito a sperimentarlo quanto più potete perché non vi deluderà su quest’aspetto.


Helvis come compagno fidato

A farci da supporto, inoltre, saranno anche quattro funzioni di Helvis, tra cui due per la battaglia e due per l’esplorazione. Parlando di quelle utili in battaglia, le più importanti sono il recupero vita, attivabile in qualsiasi istante più volte a seconda dell’energia che avremo a disposizione; l’altra invece, raggiunto un certo limite, potrà essere attivata per aumentare i nostri danni e la possibilità d’infliggere più frequentemente danni critici.

Ultra Age

Le altre due sono completamente diverse, tra cui una per raccogliere gli oggetti meno importanti da terra nelle vicinanze;l’altra, meccanica assai interessante, è la possibilità di andare avanti nel tempo di dodici ore. Quest’ ultima sarà utile per azzerare il tempo di ricarica dei punti di raccolta nella nostra zona, tornando quindi nuovamente disponibili. Sebbene abbia preferito che Helvis ti avesse aiutato anche in battaglia anche senza l’attivazione di specifiche funzioni, sono rimasto molto contento che non sia soltanto una graziosa palla meccanica che ti segue in giro per la mappa senza nessuno scopo.


Il Maestro e la maestria

Non mancherà di certo un vario e dettagliato menù dove potremo migliorare le nostre abilità. Grazie a specifici meccanismi che incontreremo andando avanti nel gioco, ci consentirà di aprire la schermata dei potenziamenti. Oltre a darci la possibilità di salvare automaticamente, non è possibile infatti salvare manualmente, potremmo migliorare le nostre armi a seconda della nostra preferenza, rendendole più forti e performanti. Ovviamente tutto ciò ha un costo e i punti cristallo saranno la nostra valuta, raccoglibili sconfiggendo i vari nemici. Con essi potremmo anche potenziare le funzioni delle abilità di Helvis, soprattutto il recupero curativo che ci servirà negli scontri più ardui. In aggiunta, grazie a delle chiavi, le nostre abilità base potranno essere migliorate o, addirittura, sbloccate delle nuove, come l’apprendimento della schivata in aria o il raccoglimento degli oggetti con la nostra catena.

Ultra Age

Un merito va anche alla UI del gioco che, assieme alla mappa, sono molto chiare e pulite. Non ho avuto grossi problemi a orientarmi data la sua intuitività. Pensavo che la mappa di gioco, dato il limite della libertà del giocatore riguardo all’esplorazione, sarebbe stata poco chiara e meno intuitiva. Invece ho saputo orientarmi meglio con la visione della mappa che esplorando e comandando Age. Personalmente ho preferito questa scelta, anche se sarebbe stato meglio rendere entrambi efficienti allo stesso modo.


Un copia e incolla di design e suoni

Il sonoro e il design di questo gioco sono stati, fino a ora, uno dei titoli in cui ho trovato meno varietà e non cura. Andando avanti nel gioco troveremo e affronteremo sempre lo stesso tipo di nemici, utilizzando le loro mosse nello stesso identico modo. Al contrario dei boss che, sebbene non abbia amato il design di ognuno di loro, sono diversi e vanno affrontati in un certo modo. Infatti all’inizio la difficoltà risulta leggermente alta, fino a diventare più facile man mano che si va avanti; ovviamente mantenendo il giusto equilibrio per non renderlo un’esperienza davvero impossibile.

Ultra Age

Il sonoro invece è dimenticabile. Molte tracce musicali seguono la stessa melodia e c’è stata poca cura su questo comparto. Non ho gradito per nulla il lavoro svolto sia sul design che sul sonoro, avendo preferito una cura maggiore per un gioco che poteva valere molto di più rispetto allo stato attuale.


Conclusione

Ultra Age lo posso definire come un simulatore della battaglia di un prototipo per un gioco che ancora non è stato annunciato. Il sistema di combattimento è sublime, curato e pensato proprio per dare al giocatore un senso di libertà totale e completo, tenendoti incollato allo schermo. Purtroppo tutti gli altri comparti sono una vera e propria delusione, specialmente una storia del tutto incomprensibile e un sonoro veramente ripetitivo e del tutto banale. Ultra Age poteva essere un titolo di alto calibro, ma si è perso totalmente voler curare troppo il singolo e non il tutto.

Versione testata: PlayStation 4 (giocato su PlayStation 5)

Chiave ricevuta e offerta gentilmente dagli sviluppatori Next Stage e il publisher DANGEN Entertaiment.

Alessandro Ballabio

Videogiocatore sin dalla tenera età e da sempre appassionato della console Nintendo. Attualmente è un Playtester per Modus Games dal 2020 e follemente innamorato dei bug. Anche se è cresciuto con gli arcade, ha imparato ad amare quasi tutti i generi di gioco, specialmente i giochi di ruolo e i platform. Spera disperatamente in un sequel di Golden Sun e un ritorno alle origini dei veri Paper Mario. Il suo sogno nel cassetto è trasformare la propria passione in un vero e proprio lavoro nel campo videoludico.

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