The Dark Pictures Anthology: House of Ashes – Recensione

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes – Recensione

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes è un survival horror interattivo sviluppato daSupermassive Games e pubblicato da Bandai Namco.
Si tratta del terzo degli otto episodi previsti della serie The Dark Pictures Anthology, dopo Man of Medan del 2019 e Little Hope del 2020.

The Dark Pictures Anthology , una raccolta di giochi horror più brevi e indipendenti ispirati ad antologie horror classiche come Ai confini della realtà , il lavoro di Edgar Allan Poe.

Man of Medan, basato sulla leggenda dell’Ourang Medan, una presunta nave fantasma che è andata dispersa alla fine degli anni ’40 in circostanze misteriose. La storia segue Alex, uno studente di medicina, Julia, la sua ricca fidanzata, Conrad, suo fratello festaiolo, Brad, il fratello socialmente imbarazzante di Alex, e Fliss, il capitano della loro barca a noleggio, mentre cercano il relitto di un aereo di soccorso abbattuto. dagli anni ’40. Ovviamente le cose si fanno un po’ più complicate di così.

Little Hope ha la trama più intricata di qualsiasi gioco che Supermassive abbia pubblicato, intrecciando tre periodi di tempo distinti. Per la maggior parte, controlli cinque studenti universitari il cui autobus si schianta nella città di Little Hope. Una città ossessionata dal suo passato, in particolare alla fine del diciassettesimo secolo durante i suoi processi alle streghe simili a quelli di Salem e degli anni ’70 durante quale una famiglia è stata uccisa in un incendio domestico. I personaggi si rendono conto di essere intrappolati all’interno di Little Hope per la notte e tentano di trovare la via d’uscita attraversando la città. Poco dopo si rendono conto che i periodi di tempo sono ancora più direttamente collegati. Le persone di oggi vengono riportate a intermittenza indietro nel tempo dei processi alle streghe per rivelare che ognuna di loro ha un cosiddetto doppio. Questi doppi sembrano uguali, comprensibilmente.

STORIA

La trama di The Dark Pictures Anthology: House of Ashes si svolge nel 2003 al termine della guerra in Iraq, utilizzando la controversa guerra degli Stati Uniti dopo l’attentato dell’11 settembre.
Una squadra di marines statunitensi vengono scelti per trovare e smantellare un numero di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein in un tempio sotterraneo.

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Facciamo però prima un passo indietro.. perché questi soldati si ritrovano lì?
Secondo una leggenda, nel 2231 a.C, il sovrano Naram-sin ha portato l’impero di Akkad alla rovina, saccheggiando il tempio che era dedicato al dio Enlil. Questo scatenò una maledizione sul popolo sumero che fu colpito da una carestia.
Ritornando allora ai giorni nostri (2003), durante uno scontro a fuoco con le forze irachene, una forte scossa di terremoto fa cadere tutti nel tempio Sumero, menzionato poco fa…

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Tutto ebbe inizio nel 2231 a.C
GAMEPLAY

Ed eccoci qui! La nostra avventura parte proprio da quel tempio dove i protagonisti rimangono bloccati.
Iniziamo quindi l’esplorazione di ciò che ci circonda per cercare di fuggire da questo posto ma ben presto ci renderemo conto di non essere soli al suo interno.
Avremo la possibilità di controllare cinque giocatori, ovvero l’ufficiale della CIA Rachel King, il tenente colonnello dell’aeronautica americana Eric King (marito su Rachel), il tenente dei marines della USMC Force Recon Jason Kolchek, il sergente Nick Kay e il tenente Salim Othman dell’esercito iracheno.

Il tempio sumero è inquietante!

Durante il gioco dovremmo prendere decisioni diverse che possono avere conseguenze a lungo termine poiché influenzano il modo in cui i personaggi si percepiscono l’un l’altro e il corso della narrazione.
Tutti e cinque i personaggi possono sopravvivere o morire a seconda della decisione che prendiamo e di conseguenza ci saranno più finali da poter scoprire nella nostra avventura.
Una novità di questo nuovo capitolo è l’introduzione di tre livelli di difficoltà tra cui poter scegliere e la libertà della telecamera.
Gli sviluppatori avevano annunciato che avrebbero aggiunto questa funzione aiutando così l’esplorazione e i personaggi sono liberi di muoversi ma a volte risulta un po’ difficile utilizzarla.

Delle antiche descrizioni ci racconteranno gli orrori di House of Ashes.

Il gameplay si divide tra esplorazione e narrazione del gioco. Da una parte dovremmo dedicarci ad esplorare per cercare collezionabili e documenti che ci aiuteranno a capire meglio la storia, mentre dall’altra parte assisteremo a molti quick time event.
Appunto per questo si tratta alla fine di un gioco interattivo, come se stessimo guardando un film. Infatti durante questi filmati il nostro personaggio non può fare nulla di nulla.

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Alla ricerca di una via di uscita, ma l’unica cosa che troverete sarà solo la morte!
STRUTTURA

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes cerca di mettere da parte guerra e politica per dare spazio alla collaborazione e alla fiducia che i personaggi dovranno cercare di avere tra di loro. Difatti le scelte a cui verremo sottoposti non sempre saranno di animo buono e questo ci costringerà quindi a optare per scelte ma magari vanno contro la nostra volontà.

La longevità si aggira attorno alle cinque ore e il gioco in sé è composto da un menù ben costruito dove possiamo tenere d’occhio l’avanzamento delle relazioni dei personaggi.
House of Ashes ha due modalità di gioco:
– Single Player
– Multiplayer
In single player, ovviamente, possiamo affrontare l’avventura completamente da soli, in multiplayer invece sarà possibile affidarci alla modalità cooperativa online a due giocatori dove possiamo giocare con un nostro amico oppure con la modalità controller condiviso.

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L’unione fa la forza in House of Ashes. Ricordatevi le scelte che a volte sembrano le migliori possono rivelersi le peggiori.

Il suo punto forte è certamente la storia, anche se all’inizio può risultare lenta e noiosa, ma poi è tutta in salita riuscendo a coinvolgerci perfettamente nell’avventura.
Per quanto riguarda il gameplay invece, come detto più su, non ce n’è molto alla fine e quel poco che facciamo ci serve più altro per i collezionabili.The Dark Pictures Anthology: House of Ashes – Recensione

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L’orrore per Rachel King continua, finendo dritta nella tana, l’unica via di fuga sarà scappare!
GRAFICA E SONORO

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes ha una grafica che si presenta molto bene, come i suoi predecessori.
È un titolo cross-gen e sia per la versione PlayStation che per quella Xbox presenta due modalità grafiche, qualità e prestazioni, con supporto ray tracing e risoluzione nativa in 4K.
Il suo punto di forza sono infatti le ambientazioni e l’illuminazione che riescono a dare quelle sensazioni di terrore che servono a titoli come questo.
Alcuni scorci degli ambienti esterni sembrano quasi realistici e pare proprio di essere lì.

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I volti dei personaggi sono incredibili, quasi realistici anch’essi, anche se le espressioni facciali non spiccano più di tanto. Alcuni personaggi sembrano avere un espressione forzata, difatti durante i dialoghi possiamo capire che non sempre corrispondono alle sensazioni che dovrebbe provare in quel momento.

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Mostruosamente meraviglioso, un titolo che amerete alla follia.

Anche il doppiaggio alla fine perde un po’ dato che i toni della voce non vanno di pari passo a ciò che esprime il viso.
Inoltre le animazioni del corpo sono un po’ legnose ed è capitato che si bloccassero in in certi punti nel gioco ed è stato complesso farli spostare.

Per quanto riguarda la colonna sonora è davvero inquietante e fa del suo meglio per infondere un senso di terrore a tutta l’avventura. I silenzi degli ambienti alternati ai versi dei mostri rendono tutta l’esperienza spaventosa e angosciante.

Nessuna descrizione disponibile.
In House of Ashes ci saranno tantissime decisioni da prendere, una delle quali sarà scappare o combattere!
CONCLUSIONE The Dark Pictures Anthology: House of Ashes – Recensione

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes è un titolo che nel complesso fa la sua figura, non è da meno ai suoi predecessori. Anche qui Supermassive Games è riuscito a coinvolgerci con questa atmosfera horror che ha dato al gioco. Graficamente è fatto bene e dal punto di vista emozionale fa provare tutte le sensazioni che un titolo come questo riesce a dare. I personaggi, si, potevano essere realizzati meglio ma nulla di così terribile da non rendere House of Ashes non godibile, anzi..se conoscete i titoli precedenti e vi sono piaciuti, anche questo dovrà fare parte della vostra collezione!

È disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC.

Nessuna descrizione disponibile.
Verso la salvezza, ma non è ancora tutto finito!