The Caligula Effect 2, un sequel che ricorda per eccellere – Recensione

Un sequel che non dimentica, ma impara dagli errori passati.

The Caligula Effect 2

Titolo:
The Caligula Effect 2
Piattaforme:
Playstation 4, Nintendo Switch
Genere:
JRPG

Sviluppatore:
Historia, Furyu
Publisher:
NIS America, Furyu
Prezzo:
€49,99

Negli ultimi anni, a far parte del genere JRPG entra una nuovissima serie che prende il nome di The Caligula Effect. La serie, sviluppata da Historia e pubblicata da NIS America e Furyu, ha riscosso un grande successo in quanto vendite, ma non apprezzata sia dalla critica che dalla maggior parte dell’utenza. Furyu, però, ha deciso di riprovarci e di sviluppare il sequel The Caligula Effect 2, offrendo una nuova storia, un nuovo cast di personaggi e tantissime migliorie che hanno aiutato a colmare molte lacune del prequel.


“Escape your Regret, Redo to Forget

“Escape your Regret, Redo to Forget” riesce a descrivere, in poche parole, l’essenza della trama principale di The Caligula Effect 2. Il gioco è ambientato in Redo, un mondo sotto il dominio della virtual doll Regret dei vari Obbligato Musicians, i quali sostengono il suo regno e la aiutano a mantenere l’ ordine. Il mondo, ovviamente, non è reale e le persone che ne fanno parte sono coloro che hanno deciso di scappare dalla cruda e dura realtà, preferendo vivere in questo mondo fatto di pura fantasia. Ovviamente gli studenti liceali non sanno che il mondo in cui ne fanno parte non è reale, né tanto meno hanno ricordi sulla loro vita reale e su chi fossero realmente.

The Caligula Effect 2

Tu, l’ultimo arrivato, entrando in Redo hai creato una dissipazione in questo mondo, permettendo l’accesso a un’altra virtual doll di nome X. Lei ti avviserà della condizione reale di questo mondo e dell’obiettivo di Regret, chiedendoti, inoltre, aiuto nel fermare lei e gli Obbligato Musicians, allo scopo di distruggere questo regno. Ovviamente non potrai farlo senza un potere molto particolare che solo X potrà offrirti: il Catharsis Effect.


Benvenuti nel Go-Home Club

La trama principale non può non essere ispirata alla serie Persona, dato che è stata scritta proprio da colui che ha scritto la trama di Persona 1 e Persona 2. Ovviamente riesce a distaccarsi creando un proprio racconto e un proprio cast di personaggi che incontreremo durante la nostra permanenza in Redo. Infatti, poco dopo l’inizio della nostra avventura, alcuni di loro fonderanno il famoso Go-Home Club; ove ne fanno parte solo le persone che si ricordano della cruda realtà e vogliono scappare da questo mondo totalmente fittizio.

The Caligula Effect 2

Una differenza sostanziale rispetto al primo capitolo della serie Caligula è lo sviluppo di ogni personaggio. Ho amato ognuno di loro non principalmente per il loro design, che rimangono pur sempre eccellenti e caratteristici della serie, ma per come si evolvono nel corso del gioco. Questo è dato dal fatto che la storia viene sviluppata in maniera più interessante rispetto al primo, e con essa si sussegue anche il cast dei personaggi. Sono stati pochi i momenti in cui mi sono distaccato dalla storia principale, pur avvolta da tanti misteri e dubbi. Inoltre ogni membro non sia riuscito a trasmettermi qualcosa di forte sia sul loro passato che sugli avvenimenti presenti. Per i fan della serie ci sono anche dei minimi riferimenti alla serie precedente, non risultando, però, necessari per godere al meglio questo nuovo sequel.

GO LIVE! – Catharsis Effect

Per poter affrontare il regno di Regret, abbiamo bisogno di un potere smisurato che sia alla pari o almeno necessario per sconfiggere gli Obbligato Musicians. X, la virtual doll che è legata strettamente a te, darà la possibilità a tutti coloro che vogliono scappare da questa realtà un potere chiamato Catharsis Effect. Questo potere garantirà un’arma e varie abilità che sono specchio dei desideri e dell’anima di ciascun membro; essa sarà, però attivabile solamente vicino a lei. Ho amato moltissimo questo concetto preso dalla serie Persona e rivalutato e modificato per renderlo ad agio allo stile della serie. Sono veramente sorpreso e felice che questo elemento non è stato per nulla perso ed è diventato l’elemento caratteristico della serie Caligula.

The Caligula Effect 2

Ovviamente anche i nostri temibili avversari avranno una potentissima arma donata da Regret, ossia delle tracce musicali personali che all’ascolto ti trasforma, in base allo stato attuale delle loro emozioni, in un Digihead. Ne esistono di vario tipo e variano da persona a persona, anche se molti di essi risultano veramente riciclati dal prequel; differente, invece, il design dei vari membri dell’Obbligato Musicians che risultano molto distinti e unici, frutto di un duro e grande lavoro. Ovviamente tali tracce musicali sembra risultino immuni a coloro che possiedono il potere del Catharsis Effect.


Un Dungeon Crawler musicale

Il gameplay di Caligula è incentrato sull’esplorazione di diversi dungeon, essendo un dungeon crawler oltre che a un JRPG. Il gioco però ci darà un segnale di avviso quando questo dungeon sarà infestato di Digiheads; possibile grazie all’ascolto della traccia musicale strumentale di un Musician, differente a seconda di ogni dungeon. Ovviamente all’approccio di un DigiHead la musica si trasforma da strumentale a una traccia musicale cantata.

The Caligula Effect 2

Sono stupito da quanto il cambio tra strumentale e cantata sia immediato, non sentendosi quasi il cambio della traccia sentirsi. Hanno tutto il mio merito per quanto sia difficile sviluppare questo tipo di elemento, dato che è sempre presente e costante una base musicale in sottofondo. Questo concetto era presente anche nel prequel, aggiustato e implementato meglio, però, in questo titolo; facendo si che l’immedesimazione sia più costante e fluida, vivendo questa esperienza musicale al meglio.


Manipola e domina il tempo

Il sistema di combattimento di The Caligula Effect 2 risulta molto unico, modificato e riadattato alle critiche del suo prequel. Sebbene abbia perso la possibilità di utilizzare tre azioni in uno per ogni personaggio, l’introduzione di una singola azione per turno ha reso il combattimento molto più tattico e veloce. Al primo approccio risulta molto complesso e difficile da capire, ma un buon tutorial vi saprà guidare al meglio. Vi posso dire che il nucleo del sistema di combattimento della serie Caligula gira attorno ai contrattacchi e alle schivate, nonché alla manipolazione del tempo. Infatti la caratteristica unica della serie è quella di avere un anticipo di una visione futura, pianificarla e quanta possibilità c’è che tutto vada secondo i piani. Potremo manipolare ogni mossa di ogni membro a proprio piacimento, in modo da creare un effetto a catena per prolungare le varie combo o difendersi in modo efficace.

Ogni nemico, inoltre, avrà una barra di Risk che dopo il livello cinque si romperà. Al rompersi, il nemico in questione riceverà più danno e ogni suo attacco verrà interrotto se attaccato da un membro del nostro party. Una meccanica molto interessante, ma che è stata già vista e rivista in parecchi JRPG, non offrendo nulla di nuovo. Sicuramente questo sistema di combattimento può diventare ripetitivo a lungo andare, ma personalmente è diventato anche uno dei motivi per cui questo titolo mi ha attrae così tanto.


X, la nostra virtual doll personale

Vi avevo già introdotto di X, la virtual doll essenziale per il proseguimento della nostra avventura. Ovviamente ci aiuterà anche durante la battaglia grazie a una nuova implementazione in cui, per un breve lasso di tempo, X inizierà a cantare una traccia musicale da noi scelta. All’attivazione ci garantirà dei vari bonus, migliorabili e sbloccabili grazie ai punti X, ottenibili in speciali eventi o dopo aver sconfitto un Obbligato Musician. Una bellissima implementazione che, però, semplifica moltissimo i combattimenti più ostici per via degli enormi bonus che garantisce e la facilità nel ricaricarla.

Giocando il gioco in modalità Extreme, difficoltà presente anche nel prequel, non ho avuto grossi problemi e mi ha comunque introdotto una bella sfida. Pur essendo un fan degli JRPG e amante dei giochi ad alta difficoltà. Il mio consiglio, però, è quello di giocare il gioco almeno a modalità Hard, altrimenti il gioco risulterà estremamente facile. Avrete la possibilità di cambiare la difficoltà in qualunque momento, adattandosi a ciò che più preferite in quel momento.


Interconessi grazie al Casuality Link e al Wire

Una delle caratteristiche più particolari e uniche della serie Caligula è il Casuality Link. Ogni persona con cui parleremo verrà aggiunta nel Casuality Link con un proprio profilo personale. Sebbene nel prequel, il Casuality Link era veramente confuso e privo di senso, qui viene implementato e gestito meglio sia per quanto riguarda le varie quest, principali e secondarie, sia per l’ordine in cui vengono distribuiti i vari profili. Ovviamente c’è ancora tanto da perfezionare ed è una componente che non ho ancora capito dove vuole arrivare e il perché di questa scelta, ma sicuramente è un grosso passo in avanti rispetto al prequel, soprattutto perché ora è più chiaro e utilizzabile.

D’altro canto il Wire, un’app che ci consente di tenerci in contatto con tutte le persone con il quale abbiamo stretto amicizia; non ha così tanta utilità e serve soltanto a puro scopo ricreativo. Sebbene in altre serie, come quella di Persona, la funzionalità ha comunque uno scopo ben preciso e utile, qui se ne può anche fare a meno, in cui l’unica utilità è quella del conoscere più le varie persone. Sbloccheremo varie domande nel corso della storia, completando molte delle missioni principali, secondarie e quelle conoscitive per ogni specifico membro. Purtroppo nel corso delle varie sessioni di gioco, ho toccato questa opzione pochissime volte, quasi mai. Un vero peccato perché aveva del potenziale nel prequel e lo ha ancora, ma gli sviluppatori hanno deciso di lasciarla così.


Tracce musicali da ascoltare con le cuffie

Il comparto grafico della serie Caligula non ha mai eccelso e, sebbene in questo titolo sono state apportate parecchie migliorie grafiche, non è ancora agli standard attuali di moltissimi JRPG. Ovviamente si parla dei modelli 3D, delle animazioni e di alcune ambientazioni perché, parlando degli artwork, lo stile e i colori sono meravigliosi. Sono sicuro che in un futuro si concentreranno maggiormente su questa componente e che lavoreranno su quest’aspetto, il quale non era la priorità assoluta. D’altronde grazie a una chiara UI e a un menù perfettamente funzionante è molto meglio rispetto a un gioco che non funzioni dall’inizio.

The Caligula Effect 2

Per quanto riguarda il sonoro, non ho nulla da ridire: è spettacolare. Dopo tutte le sessioni di gioco non riuscivo a non smettere di cantare le canzoni dei vari Musicians, nonché dei loro remix che potremo ascoltare durante la battaglia contro ognuno di essi. Ogni traccia musicale raggiunge l’apice della perfezione, sia nella versione originale, versione strumentale e la versione cantata da X. Le canzoni di Caligula sono difficilmente dimenticabili per coloro che amano il JPOP o la musica giapponese: infatti per me è stato così. Inoltre è possibile riascoltarle grazie al jukebox presente nel gioco, come ad esempio l’ascolto dei remix di ogni Obbligato Musician anche dopo averli battuti.


Conclusione

The Caligula Effect 2 è un titolo godibilissimo che premia chi non si ferma solo all’apparenza, ma cerca qualcosa di più profondo sia in termini di trama che di gameplay. All’apparenza sembra un gioco povero graficamente e con meccaniche molto rigide e legnose, ma che riesce a sciogliersi dopo le prime ore di gioco. Questo sequel è riuscito veramente a prendermi come non ha fatto il suo predecessore, con sessioni di gioco durate moltissime ore e quasi non sentite, accompagnate dalle bellissime musiche di sottofondo degli Obbligato Musicians e dei loro remix. D’altronde “Redo to Forget”, ho dimenticato il primo per innamorarmi completamente del suo secondo.

Versione testata: PlayStation 4

Chiave ricevuta e offerta gentilmente dagli sviluppatori Furyu e Historia e il publisher NIS America.

Alessandro Ballabio

Videogiocatore sin dalla tenera età e da sempre appassionato della console Nintendo. Attualmente è un Playtester per Modus Games dal 2020 e follemente innamorato dei bug. Anche se è cresciuto con gli arcade, ha imparato ad amare quasi tutti i generi di gioco, specialmente i giochi di ruolo e i platform. Spera disperatamente in un sequel di Golden Sun e un ritorno alle origini dei veri Paper Mario. Il suo sogno nel cassetto è trasformare la propria passione in un vero e proprio lavoro nel campo videoludico.