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Sonic – Il film : Recensione.

23 giugno 1991.

Ormai il Sega Mega Drive era sul mercato giapponese da tre anni e rivaleggiava con il Super Nintendo, console a 16 bit rilasciata l’anno precedente.

Tuttavia era chiaro che serviva un personaggio che rappresentasse a pieno la potenza della console, nonché la sua velocità.

Naturalmente un personaggio come Alex  Kidd, mascotte  di SEGA fino ad allora, non sarebbe stato l’ideale.

Soprattutto considerando il successo che, frattanto, stava ottenendo Super Mario che doveva essere contrastato.

Pertanto si pensò di far debuttare in quel giorno un nuovo brand con protagonista un riccio blu già apparso come portachiavi nel gioco arcade Rad Mobile creando un suo mondo e rendendolo velocissimo e capace di appallottolarsi.

Fu così che conoscemmo Sonic, un personaggio non di certo fortunato.

Se bisogna considerare il suo passato, beh, non è tutto oro quel che luccica a parte qualche perla come Sonic 3 & Knuckles o Sonic Mania.

Tuttavia, nel complesso, il suo è un franchise molto famoso.

Pertanto c’era d’aspettarselo che prima o poi ci sarebbe stato un film su di lui anche se un po’ in ritardo.

Intendiamoci: dagli anni ’90 a oggi, tra le varie saghe videoludiche che hanno ricevuto una trasposizione cinematografica, mancava all’ appello solo la sua.

Fu così che nel 2013 entrò in gioco  il regista Jeff Fowler che annunciò di farci un film in live action.

E questo fu solo l’inizio di un periodo travagliato.

La pellicola, inizialmente nelle mani di Sony, che coinvolse tra i produttori anche Tim Miller (Deadpool), passò nel 2017 a Paramount Pictures che aveva in mente di farla uscire l’ 8 novembre 2019.

Tuttavia bastò solo la pubblicazione del primo trailer per far esplodere l’internet.

Un confronto tra il design usato per Sonic nel primo trailer (a sinistra) e quello finale (a destra).

Intendiamoci: che design spaventoso quello usato per il protagonista.

L’intento era quello di renderlo realistico, ma ciò è stato fatto rendendo le sue proporzioni più strane e umanoidi oltre a stravolgere la sua faccia.

Ma, a parte questa macchia artistica, non è solo per quello che il primo trailer non è stato un granché.

In generale, a differenza dei trailer usciti dopo, il ritmo faceva trasparire un’ epicità immotivata.

Ma poi perché aggiungere Gangsta Paradise? Con Sonic non c’entra niente.

È per questo che, dopo tante offese ricevute, Fowler annunciò di rimandare il film al 14 febbraio 2020 (per noi italiani il 13) in modo tale che Sonic fosse ridisegnato da zero, cosa che si fece coinvolgendo Tyson Hesse, autore delle animazioni di Sonic Mania.

Un lavoro, di certo, rischioso dato che Paramount ci perse 5 milioni di dollari, ma comunque necessario.

Adesso finalmente il riccio blu più veloce al mondo, pur essendo diverso dalla sua controparte videoludica con occhi separati, ma quanto meno grandi, e braccia blu, è più godibile, è animato meglio e le sue espressioni facciali vanno bene.

Ma, a parte questa correzione artistica, il film è godibile dagli altri punti di vista?

Beh….

Bisogna ammettere che non è proprio terribile come ci si immaginava all’ inizio, ma ciò non significa che ci troviamo di fronte al miglior film fatto su un videogioco.

Perché? Molto semplice.

Iniziamo dalla trama.

Veniamo subito catapultati a 10 anni prima degli eventi.

Scopriamo che Sonic è un cucciolo allevato sul pianeta Mobius da una civetta, Longclaw.

Sin da piccolo non riesce a celare i suoi poteri dagli sguardi indiscreti e, quindi, attrae dei misteriosi alieni che lo vogliono catturare per sfruttarli.

Per questo Longclaw lo salva facendolo fuggire sulla Terra con degli anelli magici per il teletrasporto e raccomandandogli di usarli per trasferirsi di pianeta in pianeta ogni volta che lo scopriranno.

Passano gli anni e Sonic è un adolescente che passa il tempo nella sua tana di Green Hills (Montana) a leggere fumetti e a guardare film.

Tuttavia è triste perché, pur vivendo alle spalle degli umani, è solo.

Difatti non aspettatevi di vedere Sonic assieme ai suoi amici dei videogames.

Pertanto, durante una sera, sfoga la sua frustrazione correndo così tanto al punto da creare un black out in tutto il nord ovest del Pacifico.

Ciò cattura l’attenzione del governo che chiama il Dr. Ivo Robotnik per scoprire che cos’è successo.

Questi viene a sapere di Sonic e, pertanto, decide di catturarlo al fine di usare i suoi poteri per i suoi robot in modo da conquistare il mondo.

Pertanto ancora una volta il nostro eroe deve scappare, ma viene scoperto da un poliziotto che conosce pur non essendosi mai fatto vedere da lui, lo sceriffo Tom Wachowski.

Nel mentre, inoltre, perde gli anelli.

Quindi, assieme al suo nuovo amico, dovrà recuperarli senza farsi catturare da Robotnik.

Ora. Non continueremo a raccontarvi le vicende per non spoilerarvi nulla, ma una cosa già troppo evidente è la semplicità della trama.

Ci teniamo a precisare che il film, dalla durata di 99 minuti, deluderà certamente chi si aspettava una sceneggiatura più complicata che, invece, si presenta più approssimativa e poco originale seppur scandita anche da qualche accenno di dramma.

Quantomeno, però, c’è un ritmo frizzante ad attrarre il pubblico con pochi tempi morti e con scene d’azione che, ok, sono ripetitive, ma che almeno colpiscono qualche volta.

Special modo quelle con lo slow motion, tecnica non usata casualmente, ma per mettere in evidenza azioni che Sonic sta in realtà compiendo alla velocità della luce.

Ma naturalmente è anche logico che un film del genere non sia solo fatto d’azione.

Tralasciando i personaggi secondari, alcuni dei quali sono insopportabili (si pensi alla cognata di Tom che sa solo predicare), è stato interessante scoprire certi aspetti della personalità di Sonic.

Per carità.

È pur sempre cretino e ciò lo si nota a volte, ma almeno non ha un ruolo così pessimo in questo film.

Trovarsi da solo in un pianeta che non è il suo lo affligge fisicamente.

La vita, d’altronde, non è fatta solo di fumetti e corse mozzafiato, ma eppure Sonic, almeno all’inizio, è forzato ad essa.

È forzato a vivere alle spalle degli umani per non farsi scoprire ed è per questo che si ribella prima abusando dei suoi poteri per poi capitare in una via di fuga: l’amicizia con Tom che avviene solo quando quest’ ultimo lo scopre.

Sonic e Tom.

Riguardo, poi, Tom Wachowski (interpretato da James Mardson), questi non si dimostra mai noioso.

È una persona che lavora per lo stato, ma la sua voglia di aiutare chi è in difficoltà lo spinge anche ad andare oltre la legge finendo ingiustamente con l’essere accusato di terrorismo quando, in realtà, voleva aiutare solo una creatura innocente.

Naturalmente, però, non possiamo parlare di questo film se non prendiamo in considerazione la figura di Robotnik, interpretata da Jim Carrey in pelle e ossa.

Jim Carrey nei panni di Robotnik.

È stato lui ad attrarre in molti nella visione di questo film e bisogna dire che, se da una parte si è divertito nel suo lavoro, dall’ altra si è calato bene nel personaggio mettendo in risalto anche aspetti che nel vero Robotnik (o Eggman come lo chiama Sonic) non ci saremmo immaginati di trovare.

Se nei giochi è il solito scienziato testardo e ingegnoso che vuole conquistare il mondo, qui dimostra di disprezzare l’umanità.

Non ha una famiglia come quella che vuole Sonic, ma si circonda solo del suo lavoro e tratta i suoi robot come i suoi bambini.

Un personaggio che ha passato, certamente, una brutta vita pur non risultando mai noioso grazie alla persona che c’è dietro di lui.

Tuttavia è pur sempre lecito fare una precisazione: dietro a ciò è anche vero che c’è un qualcosa di sa visto.

D’altro canto il fatto che Robotnik si avvicini in qualche modo all’ Enigmista di Batman l’ha precisato anche Jim Carrey stesso.

Almeno, però, le sue battute basate sul suo quoziente intellettivo sono tutt’altra cosa in confronto ad alcuni casi in cui l’umorismo non è abbastanza.

Cioè. In particolare…. perché far scorreggiare Sonic durante la scena in hotel?!

Sono passati tanti anni e ancora ci sono le flatulenze in certi film? Un elemento che, in realtà, non fa ridere?

E questa non è la prima volta che lo notiamo.

Già in altri live action dedicati a certi personaggi non solo videoludici (si pensi a quelli di Scooby Doo) c’era.

In generale il film è dichiaratamente destinato a un target giovanissimo, anche se si rivela una piccola chicca per i fan di Sonic.

Special modo con la sua costante nostalgica

Difatti per tutto il film noterete una marea di riferimenti alla cultura pop che, tutto sommato, sono azzeccati.

Si parte dai riferimenti a Flash, i cui fumetti vengono letti da Sonic, per poi puntare anche al lato del sonoro.

Dimenticatevi di Gangsta Paradise che era stata messa inizialmente a caso come colonna sonora del film.

Adesso sentirete canzoni come Where Evil Grows (The Poppy Family), suonata durante uno strano, ma divertente balletto di Robotnik nel suo laboratorio.

Risultato immagini per sonic movie flash

VERDETTO

E questo era Sonic- Il film, produzione cinematografica che, come già detto, non è di certo la migliore basata su un videogioco.

Intendiamoci. Ciò non significa che sia un film brutto, pessimo….

Sia chiaro poi. Questa dimostrazione non ha senso solo perché ha ottenuto un successone al botteghino superando persino i guadagni di Detective Pikachu ai cui livelli non arriva.

È un film nella media che risulta gradevole con scene a ultra velocità, un protagonista sensibile, pochi tempi morti e il ritorno di un attore come Jim Carrey al cui fascino non si può resistere.

Tuttavia, se eravate speranzosi che la trama fosse meno lineare e che fosse un film originale, già vi diciamo che non fa per voi.

Non lascia nulla e, se pure lo vedrete, difficilmente lo troverete immemorabile.

PS: un’ ultima cosa vi raccomandiamo se andrete a vedere il film.  Non andatevene durante i titoli di coda.

C’è una bella sorpresa per voi.

VOTO FINALE :

Il Barbaro

Videogiocatore sin dal 2007, a partire dal Nintendo DS, curioso, ingenuo, ma simpatico. Oltre all'hobby per i videogiochi, che ho sempre considerato un' arte,m' intendo di archeologia, sono stato boy scout per 6 anni e aiuto nel tempo libero gli amici. Una vita faticosa la mia, ma assai meritata.