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Sky Racket (Switch) – Recensione

Nell’ ultimo Nintendo Indie World abbiamo avuto modo di conoscere nuovi giochi indie aggiunti al catalogo di Nintendo Switch o di aggiornarci su giochi già annunciati.

Tra questi ultimi si pensi a Baldo che aspettano tutti presi dall’ hype per quest’ estate, ma tra i primi c’era un progetto abbastanza interessante.

Un gioco già uscito su Steam il 22 ottobre dell’anno scorso, ma capace ancora di regalare emozioni con la sua originalità e le sue sfide.

Stiamo parlando di Sky Racket, gioco sviluppato sin dal 2015 da Double Dash Studios.

Si tratta di un’ azienda indie brasiliana che ha già lavorato nel settore videoludico con altri titoli come il rompicapo Kroox.

I giocatori di Switch hanno potuto conoscerlo e giocarci sin da subito.

Infatti è stato distribuito sull’ eShop lo stesso giorno della presentazione (il 17 marzo 2020).

Il tutto al prezzo di 14, 99 euro. Quindi non avete motivi per lamentarvi.

Ciononostante il gioco vale il costo pagato?

Lo scopriremo analizzando i suoi pro e i suoi contro.

Indossate la vostra sciarpa, prendete la vostra racchetta e… partiamo!

TRAMA

Come di tradizione, iniziamo con la trama.

I personaggi che controlleremo sono RacketBoy e RacketGirl, due giovani terrestri scelti dalla dea Capybara come guardiani spaziali.

Il loro compito sarà quello di fermare Korrg, un tiranno malvagio che vuole conquistare la galassia.

E come faranno i nostri eroi? Semplice. A colpi di racchetta laser.

Una trama che, intendiamoci, è semplicissima e appena accennata.

Servirà solo come pretesto per giustificare le nostre azioni, ma d’ altronde ricordiamoci che stiamo parlando pur sempre di un videogioco.

Quindi l’ importante resta, pur sempre, dare una considerazione del gameplay e verificare se il gioco riesce a intrattenere.

GAMEPLAY

Allora.  Inanzitutto Sky Racket cos’è?  Uno shoot ‘em up?  Beh…. Non solo!

Se dobbiamo essere onesti, ci troviamo di fronte a uno shump breaker, denominazione che in molti di voi sentiranno nelle loro orecchie per la prima volta.

Infatti ci troviamo di fronte a una sintesi perfetta tra lo shoot ‘em up e il breaker, genere tipico di  Alleyway,  di Arkanoid, di Breakout e di tutti gli altri giochi che s’ ispirano a quest’ ultimo.

Ciò spiega quanto i nostri cari sviluppatori brasiliani abbiano cercato di proporre qualcosa che fosse originale.

Loro stessi definiscono questo progetto il primo shump breaker mai fatto nella storia e, infatti, è così.

Nulla del genere s’era visto fino a ora.

Detto questo, una volta entrati nella mappa del gioco, noteremo che la sua struttura è caratterizzata da dei livelli da completare e da delle aree in cui potremo affrontare i boss.

Una struttura che ci ha ricordato un po’ quella di Cuphead, anche se lì il personaggio poteva muoversi liberamente.

Qui invece stiamo parlando di una mappa tipica dei platform alla Mario Bros. 3.

Durante il nostro cammino, potremo incontrare delle tenere bestiole che ci aiuteranno durante la partita.

Infatti, premendo un pulsante, potremo fargli lanciare laser o attivare scudi che ci proteggeranno, ma li perderemo se verremo colpiti.

E quanto si viene colpiti!

Infatti una particolarità di Sky Racket è la sua difficoltà elevatissima.

Se all’ inizio il gioco vi sembrerà facile, man mano che andrete avanti, scoprirete che è bastardissimo.

Troppi sono i nemici e i proiettili che si presenteranno davanti e, considerando anche che il gioco è frenetico, facilmente perderete i tre cuori a disposizione per poi farvi scappare una piccola bestemmia.

Ecco perché, di certo, potrebbe risultare ostico per i poco esperti anche se, comunque, stiamo parlando di qualcosa che ci permette d’ imparare.

Ogni errore deriva dal giocatore che solo dopo molti tentativi potrà dirsi soddisfatto.

Ma a parte questo come faremo per affrontare un nemico o un boss? Semplice. Come già detto a colpi di racchetta.

Questo perché Racketboy e Racketgirl, che dovremo muovere in aria, portano con sé delle racchette laser.

Tuttavia ci sarà poco da attaccare.

Infatti i programmatori hanno preferito far puntare i giocatori più alla risposta che all’ azione

Premendo un tasto, potremo usare la nostra racchetta per respingere dei misilli in modo da lanciarli contro dei blocchi o i nemici che li lanciano.

Una caratteristica che fa parte di un sistema di controlli abbastanza intuitivo assieme alla capacità di fare una sorta di giravolta per schivare i pericoli.

Insomma. Vi sembrerà di giocare a tennis anche se vi trovate di fronte a una vera e propria guerra galattica in cui serve tempismo e determinazione.

Sensazioni che non proverete sulla vostra pelle da soli dato che c’è il multiplayer fino a due giocatori.

Tuttavia non aspettatevi di divertirvi per chissà quanto tempo.

E qui entriamo nella zona dei contro rappresentata da un leggero, ma palese aspetto: la scarsa longevità del gioco.

Perché? Ma perché?! Sky Racket aveva tutti i pretesti per essere un capolavoro e mi dite che sono solo 8 i livelli a disposizione?

Esatto. Non si scherza qui perché sono in tutto 8 i livelli regolari che dovremo superare per tutto il gioco e che sono soddivisi in quattro pianeti.

Almeno, però, non sarà una passeggiata portarli al termine in meno di un’ ora vista la difficoltà eccessiva del gioco.

Un’ ultima cosa, ma non poco importante da tenere a mente, è il fatto che per ogni livello ci sarà una lista di missioni da completare.

Ora. Non è che sono chissà quanto importanti, ma, però, restano obbligatorie dato che, se soddisfatte, ci permetteranno di accedere a un finale alternativo dopo l’ ultimo boss.

Pertanto non dimenticatelo se ci tenete a completare il gioco con un “vissero tutti felici e contenti”.

Tanto, se mancate un obiettivo, potete riprovarci rifacendo il livello da capo.

 

GRAFICA E AUDIO

Per quanto riguarda, invece, la grafica …. Che dire!

Double Dash Games ha fatto un lavoro fenomenale ed è proprio per questo che il comparto video risulta uno dei punti più a favore del gioco.

A introdurci il gioco ci sono delle cutscene animate che graficamente ricordano un pochettino quelle di Sonic Mania, mentre in game lo stile utilizzato è a 16 bit.

Una scelta mirata a dare un senso di nostalgia, ma che è stata al tempo stesso ben sfruttata.

Ogni ambientazione è diversa l’ una dall’ altra oltre a essere piena di colori e luci e caratterizzata da un buon senso di profondità.

I personaggi, invece, sono cartooneschi e per un certo senso il loro design sembra pure ispirato a quello di molti personaggi degli anime giapponesi.

Si pensi a RacketBoy.  Per crearlo, Double Dash Studios si è ispirata palesemente ad Astro Boy e ciò l’ha confermato il suo staff su YouTube in risposta a un commento sotto il trailer che trovate qui sopra.

Anche i nemici sono particolari. Ognuno è diverso rispetto all’ altro, mentre i boss sono kawaii, divertenti e minacciosi allo stesso tempo.

Che ne dite di una banana gigante con le guanciotte? O magari di Luchanuki, un tanuki wrestler assetato di sangue?

Ognuno ha dei propri patterns d’ azione e può accadere di provare anche un altro po’ di pizzico di nostalgia nell’ affrontarli.

Questo, soprattutto, avviene con Tennistar, il quale deciderà di sfidarci a tennis lanciandoci contro dei proiettili in un campo che ricorda Pong.

Nostalgia! Portami via! E ciò vale pure sul lato del sonoro.

Le musiche sono entusiasmanti. Ricordano per un certo verso quelle dei titoli degli anni ’90 (Sonic in primis) e sono piacevoli d’ ascoltare.

Riguardo, poi, le voci, non aspettatevi un doppiaggio dato che ogni nemico si esprime con un semplice verso rispetto ai protagonisti che sono muti.

 

VERDETTO

Pur non legato a una compagnia di grande spessore, Sky Racket riesce a dimostrarsi un gioco indie discreto, ma soprattutto bello difficile e ben colorato.

Un bel debutto per il genere degli shump breaker.

Peccato, però, che il divertimento non dura troppo vista la scarsa longevità.

VOTO FINALE :

Il Barbaro

Videogiocatore sin dal 2007, a partire dal Nintendo DS, curioso, ingenuo, ma simpatico. Oltre all'hobby per i videogiochi, che ho sempre considerato un' arte,m' intendo di archeologia, sono stato boy scout per 6 anni e aiuto nel tempo libero gli amici. Una vita faticosa la mia, ma assai meritata.

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