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Recensione Hellpoint

Hellpoint è un RPG d’azione dall’atmosfera horror fantascientifica. Ambientato su Irid Novo un tempo l’apice glorioso dei traguardi umani, è ora devastata, completamente invasa da entità interdimensionali malvagie e dominata dalla volontà di Divinità cosmiche. L’Autore criptico, ci crea e invia per indagare su Irid Novo nel tentativo di comprendere la serie di eventi diabolici che hanno portato allo strano incidente noto come La Fusione. Recensione Hellpoint

Le premesse sono buone, la trama ha le giuste premesse per imbastire un Soulslike, Cradle Games ha pubblicato l’anno scorso il suo primi lavoro su PC e poi PS4 e Xbox ora porta la sua produzione su Switch e Stadia. Su Switch il gioco dovrebbe girare 1080p a 30fps e su Stadia 4k 60fps, ma tra le mani abbiamo la versione Switch e quindi proveremo questa. Recensione Hellpoint

Hellpoint al suo lancio l’hanno scorso ha avuto una tiepida ricezione specie per via di numerosi bug che funestavano il gioco, ora  ritorna rifinito e corretto è il momento della resurrezione di Hellpoint?

Narrazione

Il gioco inizia con la creazione del nostro personaggio, un’animazione che ci fa subito temere per la qualità della produzione. Il personaggio dovrebbe sorgere da una pozza di liquido metallico ma l’effetto è dozzinale, ma superato questa scena inizia l’esportazione. Il mondo di gioco è Irid Novo una remota stazione orbitale dove è successo un misterioso incidente, e oltre a noi non c’è nessuno se non mostri di vaio genere, nessun personaggio che possa raccontarci qualcosa. La narrazione avviene solo attraverso dei terminali che ci sveleranno piano piano la trama del gioco.

Gameplay

Poco dopo la nostra creazione troveremo un rozzo scudo e un pesante spadone, e con questi ci faremo sarda nella stazione orbitale. Il gioco ha un combat System mutuato da Dark souls con attacchi lenti e pesanti che non premiano chi schiaccia i bottoni a più non posso ma invece è un combattimento più ragionato. Abbiamo a disposizione per difenderci: un attacco leggero e uno pesante, la parata e le schivate, tutte le azioni di combattimento consumano stamina. Finendo la stamina durante un combattimento restiamo alla mercè dei nostri nemici per lunghissimi e letali secondi. Nel combattimento dobbiamo studiare i movimenti dei nemici e capire quando colpire. I nemici più piccoli vengono atterrati facilmente da un attacco pesante e poi finiti a terra ma incontreremo presto nemici capaci di ucciderci sul colpo. In caso di morte si rinasce presso l’ultimo varco visitato. I varchi sono dei cristalli che funzionano come i falò in Dark Soul, presso questi risorgiamo e possiamo anche spendere l’esperienza accumulata, salvare, curarci. Oltre a migliorare il nostro personaggio troveremo armi e armature sempre migliori. Recensione Hellpoint

Abbiamo molte abilità da potenziare e una comoda leggenda richiamabile vi spiega gli effetti di ogni statistica. Ogni incremento aumenta il costo di quello successivo e non c’è ostacolo allo sviluppo, si potrà far crescere il nostro personaggio come più ci aggrada e personalizzalo al nostro stile di gioco. Ci sono  anche dei Boss belli impegnativi che devono essere studiati per evitare che ci massacrino ma comunque più accessibili di altri visti nel genere.

E’ possibile anche giocare in cooperativa per avere una mano ma pare che gli Dei dei Souls facciano firmare un contratto a ogni sviluppatore che si approccia al genere  al fine di garantire che il matchmaking sia il più contorto possibile e assurdamente più complicato di qualunque altro gioco coop.

Level Design

Che dire, ambientazione a parte, dopo aver copiato il combat system di Hidetaka Miyazaki, Cradle Games ha deciso di emulare anche il level design di Dark Souk. La base di Irid Novo è piena di vie alternative, di passaggi segreti e baratri in cui cadere per morire sul colpo. Dopo aver superato una zona si aprirà una scorciatoia per attraversarla più rapidamente.  Purtroppo l’ambientazione non offre troppi punti di riferimento e le numerose vie alternative non aiutano a capire dove bisogna andare per procedere. Certo un senso di smarrimento è forse una caratteristica del genere ma non l’ho mai apprezzata. Avrei preferito avere una mappa o ameno qualche indicazione in più ma detto questo l’ambientazione è curata e la varietà dei nemici e del comportamento in base al loro armamento è encomiabile.

 

Grafica e Prestazioni

Dopo aver visto il titolo girare su Stadia ammetto che la versione Switch è stata ridimensionata graficamente tagliando su effetti di luce e nebbie volumetriche che rendevano molto più “piena” l’ambientazione. La versione Stadia è l’unica Next Gen al momento disponile e gira a 60 fps. La versione Switch è limitata a 30 fps. I modelli poligonali sono pregevoli, le animazioni hanno qualche legnosità che fa pensare a un gioco della scorsa generazione ma la dura verità salta all’occhio esperto dopo pochi minuti di gioco, i promessi 30 fps non sono stabili e appena incontriamo tre avversati in contemporanea crollano rendendo l’esperienza meno fluida. Avanzando nei livelli incontrano aree più ampie e complesse con molti nemici e la situazione peggiora rendendo i combattimenti ancora meno fluidi. Oltre al framerate l’imagine perde di qualità e le parti del gioco che avrebbero dovuto essere le più spettacolari presentano texture sfocate.  Sappiamo che la Switch non digerisce bene i port frettolosi e poco ottimizzati, purtroppo questo è il caso. Recensione Hellpoint

Conclusioni

Il gioco ha una buona struttura, ma sono le prestazioni a deludere. Dopo aver chiesto mi è stato confermato che anche la versione Ps4 mira i 30fps e fallisce il bersaglio. La versione Stadia è stata lodata da chi l’ha provata per l’impatto grafico offerto, ma sinceramente non l’ho provata con mano. L’idea alla base è valida; un incrocio tra Doom e Dark Souls avrebbe potuto produrre un gioco interessante. Sperando che esca una patch che smussi i cali di framerate è difficile consigliare Hellpoint, non è ingiocabile ma ci sono molte alternative più rifinite. Recensione Hellpoint

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VOTO FINALE :

Andrea

Gioco da sempre a tutto, partito con l'apple IIc, ho giocato su tutti i processori della serie 8086 per poi diventare Nintendaro per colpa degli emulatori. Ma ora Voglio solo HW originale oppure scoprire cosa può offire il cloud. Sono forse schizofrenico?