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Oddworld Munch’s Oddysee: la recensione

Munch’s Oddysee è il terzo capitolo della trilogia di Oddworld.
Inizialmente pensato per PlayStation fu portato infine sulla prima Xbox per acquisizione da parte di Microsoft, contribuendo a uno stravolgimento generale, soprattutto sul piano grafico, grazie al passaggio alla grafica 3D.
Dopo il successo del porting di Stranger’s Wrath, anche questo capitolo è pronto per tornare in versione Switch. Sviluppato da Oddworld Inhabitants e distriubito da Microids.

La storia

Oddworld Munch’s Oddysee: Le vicende e le ambientazioni sono molto diverse sebbene le atmosfere generali siano le tipiche delle produzioni Oddworld Inhabitants.
I protagonisti della storia sono Munch ed Abe, uno appartenente alla popolazione dei Mudokon e l’altro un Gabbit, specie acquatica aliena ricercata per le sue uova.
Insieme vivono una fantastica avventura con l’obiettivo di liberare i Mudokon schiavizzati dai Glukkons, gli industriali dei Mattatoi Ernia, produttori di cibi e bevande ricavati da alieni in via di estinzione.


I Mudokons

I Mudokons vivono in armonia con la natura e sono dotati di poteri soprannaturali derivanti da questa connessione.
Spesso, durante il gioco, ci capiterà di incontrarne qualcuno impegnato nella meditazione e che ci sarà di aiuto per aprire i portali che conducono al Big Well.
Tuttavia, per potere avanzare nei vari step, oltre la collaborazione dei Mudokons è necessario un certo quantitativo di energia dato dalle Spooceshrubs.

Spooceshrubs

Queste ultime sono delle sfere gelatinose disseminate nel percorso da raccogliere in quantità industriale.
Grazie alle abilità di Abe possiamo produrne illimitatamente, facendole crescere dalle loro tracce.
Le Spooceshrubs sono richieste in un numero specifico sia per spianare le vie che per riportare in vita altri Mudokons presso il Totem della resurrezione.
Tra le altre capacità del personaggio vi sono mosse consuete quali salto (molto in alto!), corsa e richiamo dei Mudokons.

 

 

 

 

Munch

Passando invece al personaggio di Munch, spenderemo qualche parola in più: il piccolo Gabbit viene introdotto in una cutscene dove molti dei suoi simili vengono catturati. Anche lui, rimasto solo, finirà in qualche modo prigioniero e finirà nei laboratori dei Mattatoi Ernia. Diverrà cavia di un dottore dall’aria familiare ( che abbiate giocato prima questo o Stranger’s Wrath, capirete comunque di chi stiamo parlando).
Il paragone tra i due capitoli riportati su Switch ci torna utile per conoscerne diversità e connessioni, oltre far conoscere la trilogia a chi vi si approccia per la prima volta. Il dottore non è l’unica presenza ritornante.

Gli Sferoidi

Al capitolo introduttivo di Munch, infatti, ritroviamo anche i simpatici e schizzatissimi Sferoidi in una versione a tratti più tenera delle munizioni viventi dello straniero, ma con il solito “meraviglioso sorriso a tutti denti” (quantunque essi siano). Gli Sferoidi fanno parte del seguito di Munch, così come Abe ha il suo seguito di Mudokons, e ci aiuteranno soprattutto nella disfatta di fastidiosi nemici.

Tornando a Munch, in seguito a una piccola operazione ad opera del dottore, viene dotato di un dispositivo cerebrale che lo rende capace di connettersi a macchinari, aprire le gabbie degli Sferoidi e fulminare nemici in modalità “Frizzante”. Con questo introduciamo l’uso delle bevande energizzanti, che ci rendono scattanti quanto basta per evitare e stordire orde di nemici.

La bellezza di Oddworld!

Il gioco presenta una parte di tutorial per i singoli protagonisti, i quali una volta riuniti dovranno fare un buon gioco di squadra. Munch, in modo particolare, potrà aiutare Abe nei pressi di zone acquose nelle quali non può nuotare, così come Abe nell’avanzare velocemente laddove Munch risulta lento nei movimenti.
A questo proposito, a un certo punto l’esserino acquatico sarà provvisto di una sedia a rotelle per muoversi con maggiore agilità.

Dopo questa panoramica generale su trama, personaggi e loro abilità, entriamo nel cuore del gameplay.

Gameplay

Una peculiarità che potrebbe essere apprezzata da molti, sono i pannelli informativi che si trovano ad ogni checkpoint (abbastanza numerosi).
In pratica vi è una fornitura continua di indicazioni su ciò che dobbiamo fare.  Coadiuvata dalla presenza di uno sciamano Mudokon che compare per guidarci lungo la strada.
Questo aspetto presenta dei pro e dei contro, in quanto se da un lato rende il gioco veramente accessibile a tutti, dall’altro lo rende poco intuitivo a tratti. Conferendogli così  una risoluzione eccessivamente semplice. È importante inoltre, specificare che il porting è stato lasciato completamente in lingua inglese e senza sottotitoli. Fattore che richiederà una maggiore attenzione sia alle lunghe cutscene che ai dialoghi con lo sciamano.
In questo modo, pur nella sua semplicità, il gioco avrà comunque modo di farvi scervellare.
Sul piano grafico sono stati mantenuti 60fps a scapito delle parti filmate rimaste a bassa risoluzione (proprio come in Stranger’s Wrath).

Liberate tutti i Mudokons!

Ciò non ha privato il gioco di una buona fluidità e definizione. Basti notare i salti scattanti di Abe e la velocità delle animazioni.
Tuttavia non si spiegano alcuni cali di frame rate per cui il gioco sembra talvolta bloccarsi.
Questa precarietà era già presente nei precedenti porting per PlayStation e a quanto pare non c’è stata eccezione neppure su Switch.

Considerazioni finali

A parte questi piccoli difetti Oddworld Munch’s Oddysee  è stato ben trattato, anche grazie all’uso di un contrasto cromatico ben bilanciato. Nota di merito anche alla straordinaria caratterizzazione dei personaggi. Sia per concept grafico che per espressività dai tratti irriverenti caratteristici del mondo di Oddworld (enfatizzati da particolari effetti sonori). Sostanzialmente il nuovo porting di Munch’s Oddysee per Switch è stato un lavoro discreto tanto quanto Stranger’s Wrath. Pertanto ci auguriamo di poter vedere altri capitoli magari con qualche miglioria alla risoluzione delle parti filmate e alla stabilità del frame rate.

VOTO FINALE :

Roberta Di Fiore

Disegnatrice fin da piccola, laureata in tecniche dell'incisione. Appassionata di arti e ogni forma di intrattenimento pubblico. La mia esperienza videoludica si articola da vecchi giochi per Commodore64, molteplici giochi per Pc, qualche gioco per Gameboy e Nintendo Ds e da poco tempo PS e Nintendo Switch Lite. Non ho un genere preferito, apprezzo qualunque gioco mi metta voglia di accendere la console 😝 Amo molto i giochi da tavolo ✨