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Indika – Lotta interiore – Recensione

Indika – Lotta interiore – Recensione

Indika è una sorta di horror (non horror) con elementi survival, non c’è un nemico dal quale scappare e il sentimento più forte non è la paura. L’autore del gioco è Dmitry Svetlov, è un gioco-romanzo in cui ci sono delle sottili critiche sulla vita dell’autore. Indika è un gioco sviluppato da Odd Meter, il team è scappato dalla russia per ultimarlo senza problemi.

Indika - Lotta interiore - Recensione

Si tratta di un dissidio interiore di una giovane suora, allo stesso tempo è anche la storia dell’autore che da giovane ha messo in discussione la sua fede mentre cresceva in un ambiente dove non si può scegliere. Gli è stato inclulcato sin da piccolo un determinato punto di vista opposto da quello che sente.

Si capisce sin da subito che qualcosa non va esattamente come previsto sia alla donna che alla comunità dove vive (il convento), gli vengono assegnate missioni ripetitive e futili, anche umilianti. La donna si ritrova a fare i conti con la sua coscienza, in lotta con cosa vorrebbe essere e cosa è costretta ad essere. Ci troviamo nella russia della fine del 1800, la chiesa ortodossa era un potere dominante, il potere religioso è tangibile e si manifesta in ogni angolo, anche nei quadri di tanti edifici. In città ci sono edifici religiosi e campane enormi ad imporre la presenza religiosa.

Indika - Lotta interiore - Recensione

Le azioni sono lente e si va avanti lentamente per far capire anche al giocatore la pigrizia e la mancanza di volonta di Indika di eeguirle, visto che la donna è obbligata nel farle. Ci ritroviamo ad accendere candele davanti a delle icone e a dover recitare preghiere. La donna si pone tante profonde domande interiori tra cui il senso delle sue azioni e della sua fede e comincia ad avere pensieri ribelli.

In alcuni momenti mi sono ritrovata a dover svolgere delle azioni per attraversare una piattaforma ho dovuto usare due ascensori , in unaltra invece ho dovuto evitare degli enormi pesci. Ho dovuto riempire un barile di acqua andando la a prendere con dei secchi e fare la strada avanti e idietro senza poter correre. Ogni azione ed enigma è stato ben congeniato per essere integrato nella narrazione.

Indika - Lotta interiore - Recensione

La donna decide di scappare dall monastero e incontra un uomo (Satana), la trama si espande verso tematiche più ampie con una chiave di lettura doplice. Questo uomo diventa il nostro compagno di viaggio e c’è un lungo dibattito tra di loro. I loro dialoghi vanno a intaccare sia la coscienza di Indika che i nostri pensieri.

C’è un secondo personaggio in fuga che cerca un miracolo per il suo braccio che è in cancrena, a mio parere rappresenta in desiderio di Indika. Con questo personaggio vediamo un dibattito interessante e più razionale, basato di più sulla fede. Indika deve portare una lettera al patriarca dela città vicina, un pretesto per allontanarla dal convento dove nessuno la sopporta. Il mondo di gioco è strano e affascinante, viene fatto un uso fantastico della fotografia con forti richiami al cinema e a vecchie pellicole come La passione di Giovanna D’Arco.

 

I sistemi di gioco non sono per niente complicati, sono gli strumenti di supporto alla struttura del gioco in cui troviamo degli scontri dove non possiamo morire. Dobbiamo risolvere dei piccoli enigmi ambientali. Del resto non stiamo parlando di un gioco molto longevo, con circa 4 ore arriviamo ai titoli di coda. AH, purtroppo non c’è la lingua italiana,è totalmente in inglese. Il gioco infondo pur essendo un horror non interessa veramente spaventare, ci sono pochi momenti che possono farlo. Infatti in alcune sezioni troviamo delle presenze ma non ci sono nemici, a parte il cane nero che vediamo anche nella demo.

Man mano che andiamo avanti otteniamo dei punti esperienza ma non servono a nulla, sono legati all’albero delle abilità che però non influenza il gameplay, migliora solo la velocità di accumulare punti.

Conclusione

Indika è un gioco con un idea, un invito a riflettere e ragionare sui preconcetti e sulle pressioni ambientali che vengono fatti, ci porta a ragionare con la nostra testa e a non seuire la massa per stare bene in primis con noi stessi e poi cn gli altri. Ci insegna che se c’è bisogno bisogna evadere e scappare dalle imposizioni e che anche noi che giochiamo non siamo veramente liberi e che le nostre azioni in fondo sono guidate dal sistema.

 

Giovanna

Sono appassionata di videogames, gioco da circa 13 anni, possiedo tutte le console,amo i giochi che riescono a coinvolgermi e sono impegnativi, tra i miei preferiti c'è Zelda, Assassin creed e Uncharted. Amo serie tv e film soprattutto horror, sono appassionata di libri horror, thriller e fantasy.

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