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Huntdown ed è subito anni ’80 – Recensione.

Un capolavoro per chi ama lo stile retrò.

Huntdown riprende delle visioni retro-futuristiche degli anni ’80, armi in fiamme. Come ben sappiamo i retro games offrono ai produttori vari spunti su cui lavorare e da rielaborare, ma non è facile come sembra. spesso non riescono a soddisfare le aspettative dei fan retrò e ancora meno quelle delle nuove generazioni di videogiocatori.
Huntdown è uno sparatutto Run’n’gun con classica azione arcade di giochi come Contra o Elevator Action Returns. Sviluppato da Easy Trigger Games, Editore Coffee Stain per PS4, PC, Xbox One e Nintendo switch.

Gioco ambientato alla fine del ventesimo secolo in cui le conseguenze della terza guerra mondiale hanno creato una linea distinta di classe, e hanno lasciato malinconia a terrore nel cuore della popolazione mondiale, poche città sono ancora in piedi. Al posto dei vari governi ci sono delle spietate corporazioni che offrono a chi si sottomette lavoro e protezione. L’alternativa è entrare a far parte di bande criminali delle città e cercare di sopravvivere con ogni mezzo possibile, ma molto spesso si sa come si va a finire e cioè in una cassa da morto.
Ma c’è anche chi sceglie la terza opzione, e questi sono i “cacciatori di taglie” che con pistole alla mano, vengono chiamati per abbattere i criminali in ogni città. Ed è proprio qui che entreremo in azione.

In Huntdown si può giocare ad uno o due giocatori, potremo scegliere tra tre personaggi,dei veri e propri cacciatori di taglie incalliti della Shimata Corp. Il loro scopo è far cadere le quattro bande che hanno punti di appoggio molto forti in città.
1 John Sawyer, ex poliziotto stanco di tutto.
2 Anna Conda, mercenaria nichilista.
3 Mborg Man Cyborg.

Ed eccoci qui, dobbiamo farci strada tra le varie bande falciando centinaia di nemici, abbiamo a nostra disposiziene hardware militari,Uzis, fucili e lanciafiamme, fucili laser e bazooka oltre a varie armi da mischia. Dopo ogni tappa ci attende lo scontro con un luogotenente della banda. La banda di Hoodlum Dolls è guidata da un robot(pilota vestito di pelle) che lancia attacchi letali e missili. I The Misconducts invece alla guida hanno un portiere di hokey( con troppi peli). Dobbiamo eliminare la feccia dalle strade e attendere gli incarichi. I livelli non sono molo lunghi e raramente dovrete ripeterli molte volte.

Colpi di pistola a gogo, un sistema di copertura scivoloso e armi devastanti “Caos controllato”.  Controllo intuitivo e nitido. Effetti esplosivi e fisica balistica visivamente spettacolare e gratificante. I combattimenti con i boss e gli scenari hanno design davvero unico. Combatteremo contro le sorelle samurai, trafficanti di armi con mech (modello di alta classe che fa dondolare un proiettore di oleogrammi sopra il traffico). Scontri a fuoco intelligenti e creativi. I boss sono molto impegnativi e bisogna usare delle tattiche intelligenti, reazioni veloci e armi grandi e potenti.
Ogni sprite, veicolo e costruzione che vediamo sono disegnati a mano pizel dopo pixel. Città piene di personalità e di vita, risse al bar, vetri frantumati, NPC terrorizzati, treni che corrono veloci, arena di hockey che diventa terra santa, un cinema si trasforma in un campo di battaglia ,tutto ciò mentre noi inondiamo le città delle viscere di chi ci contrasta.

I personaggi che inconremo hanno un linguagio molto scurrile, insulti, grida e chi più ne ha più ne metta. Vedrete boss che durante gli socntri parlano al cellulare e fidanzate che li incitano durante i combattimenti. Huntdown è una miscela eclettica che ricorda molto Hohn Carpenter, Vangelis e la colonna sonora di The Runnig Man, OST di Huntdown completa l’atmosfera generale e l’azione. La colonna sonora si adatta alla perfezione alla città e ai suoi ritmi.

 

Tre personaggi e quattro livelli di difficolta tra cui scegliere completati da una serie di obiettivi secondari da completare. I compiti sono sempre gli stessi per ogni area. Se siete pignoli come me, noterere qualche errore di ortografia e puntaggiatura. Vite infinite e battaglie strategiche, non supportato il multiplayer online, ma è un titolo molto divertente da giocare anche da solo o in coop locale. Elementi visivi vecchio stile, ottimo sound. Stile comico acido dal tono un pò volgare ma dall’esperienza d’azione superba ben realizzata. Pieno di carneficina e avvincente. Ed inoltre ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

[ Questa recensione si basa su una versione commerciale del gioco fornita dall’editore.]

VOTO FINALE :

LadyDark

Sono appassionata di videogames, gioco da circa 13 anni, possiedo tutte le console,amo i giochi che riescono a coinvolgermi e sono impegnativi, tra i miei preferiti c'è Zelda, Assassin creed e Uncharted. Amo serie tv e film soprattutto horror, sono appassionata di libri horror, thriller e fantasy.

2 commenti su “

Huntdown ed è subito anni ’80 – Recensione.

Un capolavoro per chi ama lo stile retrò.

  • Maggio 15, 2020 alle 12:54 am
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    Ero da tempo a caccia di informazioni circa questo titolo perché tanto positivamente impressionato dal trailer visto qualche tempo fa. Confesso che è un articolo un po’ difficile da leggere con profuse confusioni di battitura e sintattiche (e mi è uscito un piccolo sorriso nel momento in cui venivano criticati con pignoleria gli errori grammaticali del gioco!)
    Comunque, ennesima conferma che titoli tanto nostalgici per stile grafico, audio e di gioco, se fatti bene, possono intrattenere ancora oggi come se fossero l’avanguardia del videogioco.
    Mi toccherà proprio giocarci!

     
    • Maggio 27, 2020 alle 2:53 am
      Permalink

      Gioco la cui localizzazione è peraltro definita con queste parole da Paladins.it: “La localizzazione, presente solo come sottotitoli rasenta la perfezione. I concetti, anche quelli più strani e difficili da tradurre passano sempre in modo buono. Cosa non scontata in un’epoca dove la traduzione italiana è snobbata.”

      Considerata la differenza di accuratezza che emerge nel comparare le due recensioni, credo di sapere di chi fidarmi a riguardo.

       

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