Back 4 Blood – Recensione (Xbox Series X)

Back 4 Blood – Recensione (Xbox Series X)

Dopo quasi dieci anni, Back 4 Blood proclama il ritorno di Turtle Rock Studios. Sviluppatori del tanto acclamato Left 4 Dead.
Turtle Rock Studios, ai tempi, si separò da Valve (il quale però detiene ancora i diritti del franchise di Left 4 Dead) e si ristabilirono come studio indipendente.

Back 4 Blood fu annunciato durante i The Game Awards 2020 ed è sviluppato appunto da Turtle Rock Studios e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment.
È disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC.

STORIA

In Back 4 Blood non c’è una vera e propria storia, ma sappiamo che il titolo è ambientato in un mondo post-apocalittico, colpito da un’epidemia mondiale a causa di un parassita, conosciuto come il Verme del Diavolo, che è stato appena scoperto, ma che sicuramente è di origine aliena.
In questo mondo, un gruppo di veterani chiamati Sterminatori si riunisce per combattere quindi gli zombi.

GAMEPLAY

Back 4 Blood ha un gameplay molto simile a Left 4 Dead.
Si tratta di un FPS cooperativo, dove si può giocare sia in single player che in multiplayer, da quattro o otto giocatori.
Troviamo varie modalità di gioco:
– Partita veloce, dove ci possiamo unire alle partite di altri giocatori
– Campagna PvE, dove possiamo giocare i livelli elaborati, sterminando le ondate di zombi generate in modo casuale, sia da soli oppure in co-op di quattro giocatori
– PvP asimmetrico, chiamato Sciame: composto da otto giocatori in cui quattro saranno gli Infestati e gli altri quattro i Sterminatori, (ovvero gli umani) dove combatteranno alternandosi nei ruoli durante i match, nel quale la squadra vincitrice sarà decretata in base al tempo di resistenza contro i suoi nemici.
Si può anche scegliere di avviare un match pubblico oppure crearne uno privato.

Il gioco inizia nella “Safe Room”, dove inizia anche la nostra preparazione alla battaglia imminente.

Ci sono tante armi tra cui scegliere, senza far eccezione alle armi contundenti, anch’esse variegate e fatali, come ad esempio i coltelli, fino ad arrivare alle mazze chiodate.
Le partite sono suddivise in atti, dove ogni atto è diviso in vari livelli con una durata variabile che va in base al livello di difficoltà e alle nostre abilità.
Per sbloccare il livello successivo, dovremmo completare tutte le missioni di un atto, avendo però a disposizione ogni volta solo tre vite per l’intera squadra.
In caso di fallimento, dovremo ripartire dall’inizio dell’atto.

L’hub centrale di Back 4 Blood, è Fort Hope.
Sarà il nostro quartier generale dove poter acquistare equipaggiamento e potenziamenti alla Linea di rifornimento, poter cambiare le armi e provarle al poligono di tiro oppure unirsi ad una squadra per giocare una partita.
Inoltre c’è anche un punto dove poter modificare le carte.

CARTE

Una nuova caratteristica di Back 4 Blood sono le carte. All’inizio di ogni livello, dovremo costruire il nostro mazzo di carte che regolano vari elementi del gioco, come la modifica della salute, dei danni e della resistenza.
Insieme alle carte giocatore, all’inizio di ogni partita di sarà il Game Director, ossia l’Intelligenza Artificiale, che sceglierà le carte Corruzione per ostacolare i nostri progressi.
Il Game Director può inoltre generare nemici extra, attivare un effetto nebbia e aumentare le dimensioni dell’orda.
Man mano che andremo avanti nel gioco possiamo ottenere Punti Rifornimento che possiamo utilizzare per acquistare altre carte.

Ogni carta può migliorare le nostre capacità offensive e difensive, ad esempio aumentando cure, velocità di ricarica, danni e via dicendo.
Grazie alle carte possiamo quindi creare dei deck personalizzati, dove possiamo poi usare le carte a nostro piacimento, suddivise in tre tipo di mazzi: Mazzi Mod.Singola, Mazzi Campagna e Mazzi Sciame.

PERSONAGGI e ARMI

In Back 4 Blood avremo a disposizione otto personaggi, chiamati Sterminatori:
Walker
Holly
Hoffman
Evangelo
Karlee
Doc
Jim
Ma’
Ognuno ha caratteristiche e abilità differenti e tutti possiedono un’arma primaria e secondaria diversa.

Ci sono tante armi tra cui poter scegliere, che possono essere anche acquistate presso la cassa del venditore di Fort Hope, utilizzando il rame raccolto.
Le armi variano tra armi da fianco, armi da mischia, fucili d’assalto, mitragliatori leggeri, mitra, fucili a canna liscia, fucili da precisione e molotov.
Troviamo anche gadget e strumenti utili per rallentare l’avanzata dell’orda o curarsi la salute nei momenti “morti”.
Dopo aver selezionato il personaggio e aver scelto l’arma, possiamo anche selezionare le carte dal nostro mazzo, per offrire vantaggi specifici a nostri Sterminatori oppure per potenziare la squadra.
Un’altra cosa da notare è l’utilizzo della stamina, difatti durante l’uso delle armi da mischia e durante la corsa il nostro personaggio consumerà la stamina ma che poi si ricaricherà quando siamo fermi.

 

STRUTTURA

Back 4 Blood è uno shooter in prima persona, doppiato e sottotitolato anche in lingua italiana.
Graficamente si presenta molto bene, non arriva ai livelli di un titolo di nuova generazione, ma le ambientazioni e i mostri sono ben caratterizzati e pieni di dettagli.
Gli ambienti in cui ci inoltreremo sono sempre vari, passando da zone palustri, a cittadine disabitate o ancora aree forestali. Addirittura ci ritroveremo su imbarcazioni pericolanti e ponti distrutti.
Il tutto accompagnato da luci e illuminazioni realizzate perfettamente, dando quell’atmosfera che ricorda molto i classici survival.
Il gameplay è abbastanza fluido, senza troppi intoppi e la distruttibilità dell’ambiente è minima ma simpatica.

La colonna sonora accompagna bene tutta l’avventura, riuscendo a coinvolgerci nel gioco, aiutato anche dagli effetti sonori.
Quest’ultimi infatti variano tra il rumore di porte che si rompono, il verso degli uccelli lì in attesa di allertare le orde dei nemici, o anche semplicemente i “versi” che emettono gli Infestati, specialmente quelli più grossi.

Ho avuto l’opportunità di provare la versione Xbox Series X e le uniche problematiche riscontrate sono stati qualche bug dove i nemici comparivano e scomparivano dal nulla e qualche momento di crash dove mi riportava il gioco nella home.
La longevità di Back 4 Blood si aggira attorno alle 15/20 ore in modalità single player, ma si può rigiocare benissimo anche aumentando il livello di difficoltà.
A questo proposito, sono difatti disponibili tre diverse difficoltà:
– Recluta: per i giocatori che vogliono imparare le basi
– Veterano: per chi ha già più esperienza
– Incubo: dove i giocatori per sopravvivere dovranno mettere insieme una squadra attenta e ben collaborativa.
Voglio inoltre rammentare che questo titolo è cross-play tra le varie piattaforme.

CONCLUSIONE

Black 4 Blood fa la sua paurosa figura!
Riprende molte delle caratteristiche di Left 4 Blood, ma l’introduzione delle carte dà un’aria di novità al titolo.
Posso dire che il gameplay è davvero frenetico e coinvolgente, ma è molto più divertente giocare in multiplayer con un gruppo di amici.
Chi ha amato il suo predecessore, rimarrà soddisfatto anche di questo gioco, Turtle Rock Studios ha svolto un ottimo lavoro!


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