Astria Ascending, i meravigliosi paesaggi e suoni non salvano una perla grezza – Recensione

Una perla con enorme potenziale si dimostra sporca e del tutto non lucida.

Astria Ascending

Titolo:
Astria Ascending
Piattaforme:
Playstation 4, PlayStation 5, Steam, Xbox One, Xbox Serie X|S, Nintendo Switch
Genere:
JRPG, Avventura

Sviluppatore:
Artisan Studios
Publisher:
Dear Villagers
Prezzo:
€34,99

In questi ultimi tempi, il genere JRPG incomincia sempre a diventare più popolare nel mondo degli indie. La competizione è molto alta nel ricercare gli elementi che possano rendere un titolo veramente unico, anche per via dell’elevata quantità di titoli veramente validi sul mercato videoludico. Astria Ascending, un JRPG classico a turni sviluppato da Artisan Studios e pubblicato da Dear Villagers, non riesce a splendere per nulla a causa di un gameplay veramente noioso, una storia veramente piatta e lenta anche per via di un povero sviluppo dei personaggi, facendo veramente fatica a seguire il tutto passo dopo passo.


Il mondo di Orcanon

Il gioco è ambientato nel mondo di Orcanon, un luogo diversificato e pieno di molte razze diverse. Esse sono in grado di vivere insieme pacificamente grazie al potere di una strana forza chiamata Harmony, che gestisce e governa la pace di questo mondo. Ogni tre anni un certo numero di persone viene selezionato per diventare dei Demi-gods, semidei possessori di un grande potere utilizzato per difendere il mondo e la pace di Orcanon. Sebbene sia un grande onore essere scelti, ha anche un grande e tenebroso sacrificio. Il potere che ottengono è limitato a soli tre anni e una volta che è finito passano a miglior vita, lasciando completamente il loro mondo.

Astria Ascending

L’attuale gruppo di otto semidei, il 333simo squadrone per l’esattezza, ha solo tre mesi dalla fine della loro ora e alcuni sembrano stiano gestendo la cosa meglio di altri. Nonostante abbiano lavorato insieme per tanto tempo, non sembrano amarsi particolarmente. Sentirli fare commenti sprezzanti sulla razza dell’altro non li rende esattamente cari, facendoti dubitare se questo mondo sia apparentemente così armonioso.  Infatti la città principale viene attaccata improvvisamente da vari mostri, gli intruders. Il compito dei fantastici otto semidei è distruggere gli intruders e scoprire chi è cosa li sta comandando e producendo. Viaggiando e solcando i cieli del mondo di Orcanon, il gruppo di otto non tanto unito scoprirà molto sul passato di ognuno di loro e su cosa e perché siano apparse queste spaventose e misteriose creature.


Un gruppo non tanto unito

Sebbene la trama di Astria Ascending sia veramente intrigante e con una buona premessa, fallisce miseramente sullo sviluppo dei personaggi. Non sono rimasto particolarmente colpito sulla presentazione degli otto semidei, né tanto meno sull’umorismo delle loro battute riguardo i dialoghi fra di loro. Questo non fa altro che progredire in maniera del tutto negativa di volta in volta nel corso del tempo di gioco, stimolando sempre di più la voglia di saltare ogni dialogo e filmato e di non ricevere nessun tipo d’informazione riguardo alla storia e a loro per via del poco interesse.

Una buona storia e un buona progressione di essa sono importantissime per ogni RPG e JRPG. In Astria Ascending non è stato presente nulla di tutto ciò, anche per via della povera progressione delle storie di ognuno di loro e ai misteri che si aggiungono di volta in volta, facendo insorgere più dubbi a quelli già esistenti. Inoltre la lentezza dei dialoghi e la mancanza di proseguire manualmente il testo durante un filmato di gioco, si fa veramente sentire dopo alcune ore, rendendo questa pecca un vero e proprio e lento inferno. Un vero peccato perché le basi erano ottime e i personaggi a prima vista, insieme ai loro bellissimi artwork, sono molto interessanti, ma mai giudicare un libro dalla copertina; il grosso rischio sarà, alla fine, quello di avere l’ amaro in bocca che difficilmente potrà essere tolto.

Platforming veramente intrigante e inusuale

Come ho già chiarito precedentemente, la lentezza e il piatto sembrano le due parole chiave che possano descrivere Astria Ascending. Ebbene anche per quanto riguarda il suo gameplay c’è una vera e propria confusione, in alcuni pensando a quale veramente sia lo scopo e genere di questo titolo. Il gameplay si divide in due parti: l’esplorazione e il combattimento. L’esplorazione, stranamente, è molto veloce, tutto a stile platform, prendendomi molto anche essendo fan di quel genere.

Astria Ascending

I dungeon, invece, saranno il nucleo di Astria Ascending e dove la nostra avventura può proseguire a suon di platform. Saltando fra le varie piattaforme e combattendo i vari nemici proseguiremo tra le varie zone, fino ad arrivare al cuore di dungeon. Nelle varie città sarà possibile comprare equipaggiamenti e oggetti per potenziare i nostri personaggi. Sarà possibile, durante i dungeon, anche usare vari poteri per congelare i nostri nemici o attivare vari meccanismi; ne sbloccheremo di altri molto utili e necessari nel corso della nostra avventura. All’approccio con il nostro nemico inizieremo il combattimento. Se prima dell’approccio lo attaccheremo avendo una giusta distanza, garantirà a ognuno di noi la prima azione all’inizio dello scontro.


Un combattimento veramente confuso

Il cuore di ogni JRPG classico a turni sta proprio nel combattimento, cercando sempre di far pensare al videogiocatore in modo strategico come combattere il nemico in maniera efficiente, veloce e, ovviamente, succedere. In Astria Ascending questo succede e non succede a seconda di cosa e chi stiamo combattendo. Grazie a un sistema di combattimento simile a Bravely Default per quanto riguarda l’uso dei punti focus e la possibilità di giocare con otto personaggi già dall’inizio della nostra avventura, il gioco riesce a introdurre qualcosa di unico in maniera differente. Se pensate che questo possa aggiungere un pizzico di strategia al normale combattimento classico a turni, ci riesce nel combattimento contro i boss e fallisce miseramente su tutto il resto dei combattimenti.

Astria Ascending

Infatti per i nemici che incontreremo durante il dungeon, la strategia non subiste, eliminando ogni spazio dedicato a un tipo di pensiero strategico. Grazie alla rigenerazione della vita fuori dal combattimento, ogni nemico, persino nella modalità più difficile, può essere eliminato senza troppi intoppi. Non c’è da far caso all’utilizzo di cure fuori dal combattimento, perché i personaggi verranno rigenerati automaticamente e velocemente. Anzi, grazie al teletrasporto automatico, potremo teletrasportarci fuori dalla città in situazioni critiche, ove si rigenereranno non solo I punti vita (HP), ma anche il mana (MP). Non approvo minimamente questa scelta perché semplifica di molto il gioco e allo stesso tempo rende molte meccaniche del gameplay implementate volutamente del tutto inutili.


Grosse debolezze e infernali resistenze

Astria Ascending tiene molto a cuore la conoscenza della resistenza e della debolezza di ogni nemico. Infatti capirne ci darà un grosso vantaggio contro ognuno di loro: insomma questa meccanica è il cuore e la chiave per vincere ogni scontro. In base a sé sarà debole o forte a un determinato elemento, ci toglierà o aggiungerà dei punti focus, utilizzabili permanentemente in qualsiasi momento. Essi potranno essere anche accumulati sacrificando il turno di un personaggio per accumularne, utilizzabile però temporaneamente fino al suo turno successivo. Ho trovato molto interessante anche il fatto che questa regola vale anche per i nemici, quindi anche loro potranno accumulare e usare i punti focus.

Sebbene sia molto bella e interessante come idea, rende questa cosa troppo il nucleo di tutto il sistema di combattimento, risultando allo stesso tempo veramente lento. Avrei voluto che anche altre abilità di ogni classe e personaggio potessero splendere, ma non è stato per nulla così. Non c’è stata nessuna meccanica che mi teneva veramente incollato, facendomi ragionare sulla prossima mossa dell’avversario, perché erano talmente poche e banali che per un veterano del genere risultano molto noiose e per un esordiente molto complicate. Insomma, il sistema di combattimento di Astria Ascending è stato veramente poco curato a differenza di altre componenti che non avevano bisogno di molto troppo interesse senza una base ben solida.


Tre Classi in uno

Non possono non mancare le varie classi per ogni personaggio che Astria Ascending riesce a implementare, mostrando un bel sistema di classi. Ogni personaggio avrà la possibilità di scegliere tre tipi di classi diverse in tre categorie diverse: classe primaria, classe secondaria e classe di supporto. Sebbene questa implementazione risulti molto unica, allo stesso tempo risulta anche molto limitante e frustrante. Non solo confermando la scelta della nostra classe non sarà possibile cambiarla in nessun altro modo, almeno per le prime ore di gioco, ma non è possibile vedere neanche un’anteprima del ramo delle abilità di ogni classe a cui siamo interessati. Inoltre costeranno emblemi, quindi per far si che tutti abbiano una classe dovranno essere trascorse parecchie ore di gioco.

Astria Ascending

Per quanto possa amare le caratteristiche uniche che ogni gioco possa offrirmi, amo molto di più la libertà di scelta di ogni giocatore dal punto di vista della personalizzazione. Sebbene il sistema di classi ha preso ispirazione da Final Fantasy XII: The Zodiac Age per quanto riguardi lo zodiaco e la classe primaria e secondaria, posso solo dire, però, che in Astria Ascending il sistema di classi è molto più debole e limitante rispetto alla sua ispirazione, non imparando nulla dagli errori dei suoi simili predecessori, anzi peggiorandola più del dovuto. Bastavano poche implementazioni per far splendere questo unico sistema di classi, ma tra le due possibili e differenti vie, a mio parere, hanno scelto quella del tutto sbagliata.


Una grafica e sonoro splendono su Orcanon

Una delle poche cose che ho veramente amato di Astria Ascending è il suo comparto grafico e sonoro. Il titolo è riuscito a tenermi incollato per via delle sue strane animazioni e colori che, allo stesso tempo, riescono a prenderti in maniera del tutto anormale. Come sottofondo un comparto sonoro meraviglioso e degno del nome di Sakimoto, colui che ha composto varie tracce musicali famosi di celebri JRPG, tra cui Final Fantasy XII. Ho visitato molte volte il chiarissimo e dettagliato menu di gioco per vedere gli splendidi artwork dei personaggi e le loro animazioni.

Non posso non contenere l’emozione di quanto io sia stato contento di vedere un lavoro di questo genere per un titolo di questo calibro che, il più delle volte, è molto raro per delle compagnie indie. Purtroppo, però, ci sono stati comunque alcuni momenti in cui alcuni glitch e bug hanno rovinato un po’ l’esperienza di gioco in tutti i comparti; alcuni di questi sono veramente ostici e hanno rotto alcune meccaniche di gioco. Spero vivamente che un aggiornamento al lancio del gioco vada a risolvere al più presto molti bug relativi a questi problemi.


Conclusione

Sebbene abbia avuto tantissime aspettative per Astria Ascending, continuando ad amarlo per qualche strano motivo, non posso non dire che è stato un vero fallimento. Innumerevoli problematiche al livello di gameplay limitano di molto l’esperienza del giocatore e la storia completamente piatta distrugge l’esperienza narrativa che il titolo poteva offrire. Questo è dato anche per un pessimo sviluppo dei personaggi che man mano, con l’avanzare della storia, aggiunge soltanto numerosi dubbi a quelli già esistenti. La meravigliosa grafica e lo splendido sonoro, purtroppo, non riescono a salvare totalmente il gioco, perché, come in passato è successo con altri JRPG, il buon titolo non si vede solo giocando su queste due componenti.

Versione testata: PlayStation 5

Chiave ricevuta e offerta gentilmente dagli sviluppatori Artisan Studios e il publisher Dear Villagers.

Alessandro Ballabio

Videogiocatore sin dalla tenera età e da sempre appassionato della console Nintendo. Attualmente è un Playtester per Modus Games dal 2020 e follemente innamorato dei bug. Anche se è cresciuto con gli arcade, ha imparato ad amare quasi tutti i generi di gioco, specialmente i giochi di ruolo e i platform. Spera disperatamente in un sequel di Golden Sun e un ritorno alle origini dei veri Paper Mario. Il suo sogno nel cassetto è trasformare la propria passione in un vero e proprio lavoro nel campo videoludico.

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