Art of rally- Recensione Switch e Xbox Series

Art of Rally ha catturato la mia attenzione durante un Direct Nintendo: lo stile grafico minimalista, la visuale dall’alto e le ipnotiche derapate mi hanno ricordato Generally un gioco Freeware con cui spesi centinaia di ore all’università. Così Art of Rally mi interessò subito cercai informazioni e scoprii che su Steam era già uscito ma pazientai perché la grafica minimalista era perfetta per Switch. Così ho richiesto alla redazione di Nextplayer di poterlo recensire e gentilmente Funselektor  ci ha mandato una copia da recensire. Proverò il gioco anche su Xbox series S dato che è disponibile su Game Pass.

Quindi con aspettative grandi e buone ho installato il gioco e vi racconto com’è andata.

Introduzione

Il rally nasce negli anni 60 nel nord d’europa e originariamente erano gare che mettevano a durissima prova vetture di serie su strade sterrate, poi negli anni 70 arrivò la fama e vetture speciali studiate per questo sport che divenne leggenda attraverso il gruppo B introdotto nel 74 e poi sospeso per i troppi incidenti.

Art of rally è ambientato in un onirico mondo alternativo in cui il gruppo B non è mai stato sospeso anzi si è evoluto nei gruppi A e S e il rally è diventato un’arte in cui un’auto scivola lungo sinuosi percorsi in tinte pastello.

Si potrà correre negli anni d’oro del rally in modalità Carriera con oltre 50 auto da rally in 60 tappe. Pronti?

Gameplay

Al primo avvio Art of Rally potrebbe tradire molti giocatori che potrebbero pensare di trovarsi di fronte a un gioco arcade e perderanno il controllo delle ruote anteriori alla prima curva impegnativa. In effetti se di simulazione non si può parlare il modello di guida è molto più realistico di Dirt 5 e altri titoli. Il controllo dell’auto richiede tatto e un po’ di esperienza ma se avere giocato a WRC 8 o 9 sarà abbastanza facile adattarsi. Ogni auto ha un comportamento peculiare derivante dal trazione, interasse, peso e potenza. Le trazioni anteriori avranno il posteriore stabile ma tenderanno al sottosterzo e viceversa le trazioni posteriori. Mentre per le quattro ruote motrici il bilanciamento sarà deciso da auto a auto ma tendenzialmente saranno quasi tutte sovrasterzanti.

I gruppi minori sono ottimi per prendere la mano perché quando affronterete il gruppo B, A e S vi troverete al volante di belve con rapporti peso potenza esagerati, quindi auto nervose e che vanno domate con perizia, ma pennellare una derapata con questi mostri è quello che cerca ogni rallista virtuale.

Le otto impostazioni della telecamera per Art of Rally aiutato a personalizzare l’esperienza quasi come i livelli di difficoltà (che regolano i tempi dell’IA degli altri piloti in campo). Allontanando la camera si ha maggiore anticipo sulle prossime curve (non c’è copilota) mentre avvicinandole si guadagnerà precisione per sfruttare al meglio tutta la larghezza del tracciato. Il gas e il freno sono gestiti dai dorsali in modo analogico per l’Xbox e digitale su Switch, entrambe le soluzioni funzionano ma ovviamente è più intuitivo e preciso il controllo dell’Xbox. Le cinquanta vetture sono eccezionalmente caratterizzate e ognuna ha il su feeling di guida. Dalla cura messa nel controllo delle auto appare ovvio che gli sviluppatori di Funselektor Labs hanno un amore profondo e personale per questo sport.

Art-style e grafica

Lo stile grafico è molto curato con tenui colori pastello, modelli low poly e lunghe ombre. Ogni scenario sembra un quadro ad olio su cui manca solo una linea, il passaggio della nostra auto. L’idea di creare una ambiente zen per uno sport rumoroso e sporco come il rally è un ossimoro evidente ma sicuramente crea un effetto originale.

Non nascondo che il port Switch lascia a bocca aperta: mi aspettavo un downgrade ma qui si è superato ogni limite. Il gioco è irriconoscibile: erba e particellari spariti, pop in di elementi dello sfondo, ombre e pure shader che vengono applicati sui poligoni a schermo. Un port da rifare visto che la grafica del gioco dovrebbe essere pienamente alla portata dell’ibrida di Nintendo. Mentre provata su Xbox series S la poesia cambia subito, paesaggi spogli e piatti diventano quasi delle opere d’arte incantevoli. Purtroppo l’esperienza di Art of Rally è centrata sull’art-style del gioco che su Switch viene ucciso. Se Doom e Doom Eternal su Switch sono al 100% lo stesso gioco che sulle altre piattaforme qui l’impoverimento grafico è tale da mutare l’esperienza.

Ho sempre pensato che la giocabilità conti più della grafica e resto della mia idea ma se l’impoverimento grafico è dale da distruggere la scelta stilistica fatta dagli sviluppatori allora i conti non tornano. Aggravante che non posso perdonare è il fatto che video e immagini presenti sull’Eshop Nintendo arrivano o dalla versione Xbox o da un PC ingannando l’acquirente. Nintendo stessa non dovrebbe permettere di reclamizzare un gioco sulla sua piattaforma con immagini provenienti da altre fonti.

Ecco come appare su Switch
Ecco come viene presentato sull’eshop

Conclusioni

Il gioco è ottimo, ricco di contenuti e nel caso di Xbox piacevolissimo da vedere. Resta inspiegabile come possa girare così male sull’ibrida di Nintendo. A mio avviso durante il port il team di sviluppo avrebbe dovuto annullare il progetto siccome rilasciare il prodotto in questo stato non rende giustizia al gioco. Su Switch giocare resta piacevole ma non è più Art of Rally ma Rally in Desolation. Quindi se potete giocate questo titolo o su PC o su XBOX oppure spettate una miracolosa patch che temo non arriverà mai.

Giocato su Xbox è una delizia un’idea bella e ben realizzata, una gioia pad alla mano. La maggiore fluidità, la bellezza degli scenari lo rendono un gioco migliore. Molto probabilmente su Switch ci giocherò lo stesso perché amo giocare in portabilità ma se lo farò sarà sicuramente con l’amaro in bocca di chi sa come sarebbe potuta andare…

 

 

 

 

Andrea

Gioco da sempre a tutto, partito con l'apple IIc, ho giocato su tutti i processori della serie 8086 per poi diventare Nintendaro per colpa degli emulatori. Ma ora Voglio solo HW originale oppure scoprire cosa può offire il cloud. Sono forse schizofrenico?